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MG4 usata con 46.000 km: consumi, ricarica e nodi dell’assistenza
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MG4 usata con 46.000 km: consumi, ricarica e nodi dell’assistenza

5 min.

Una MG4 Standard con 46.000 km, proposta a 15.000 euro, offre un caso concreto per valutare punti di forza e criticità di questo modello sul mercato dell’usato. L’esemplare monta una batteria LFP da 50,8 kWh utilizzabili, è ancora coperto dalla garanzia e ha una storia d’uso documentata. Accanto a consumi interessanti e a una buona versatilità, emerge però una complessa vicenda legata all’assistenza e agli aggiornamenti software.

Batteria LFP, consumi e autonomia reale

Il pacco batteria ha uno spessore dichiarato di 109 millimetri ed è basato su celle LFP. Questa chimica è stata gestita senza particolari cautele nell’utilizzo quotidiano: l’auto è stata ricaricata spesso al 100% e, nell’ultimo periodo, prevalentemente in corrente alternata. In precedenza era stata utilizzata più frequentemente con ricariche rapide in corrente continua. Non è però disponibile una misurazione numerica dello stato di salute della batteria, quindi non è possibile quantificarne l’eventuale degrado dopo 46.000 km.

I consumi riportati nell’esperienza d’uso si attestano intorno agli 11 kWh/100 km guidando con particolare attenzione, circa 13 kWh/100 km con un’andatura normale e 14 kWh/100 km procedendo più velocemente. In autostrada il valore sale a circa 23-24 kWh/100 km, con un’autonomia reale indicata nell’ordine di 220-230 km. Un dato di 8,6 kWh/100 km visualizzato sugli ultimi 115 km non è invece rappresentativo, perché ottenuto su un percorso in parte favorevole e in discesa.

Per questo esemplare la garanzia è valida fino all’11 marzo 2030 oppure fino al raggiungimento di 150.000 km. Il mantenimento della copertura richiede i controlli previsti dalla rete MG, tutti effettuati e registrati sul libretto dell’auto. Per chi valuta un acquisto di seconda mano, la continuità della manutenzione ufficiale rappresenta un elemento importante, soprattutto considerando la storia tecnica specifica della vettura.

Ricarica, gestione termica e funzione V2L

La MG4 Standard supporta una potenza di ricarica di circa 6,6 kW in corrente alternata monofase e fino a 88 kW in corrente continua. Il picco non è l’aspetto più significativo: durante i viaggi è stata apprezzata soprattutto la curva di ricarica, che scende sotto un valore di 1C intorno al 72-73% della batteria. È inoltre possibile attivare manualmente il preriscaldamento della batteria dall’abitacolo, anche se questa versione non dispone del navigatore integrato.

Tra le caratteristiche più utili figura il Vehicle-to-Load, che permette di alimentare dispositivi esterni attraverso un adattatore. La potenza dichiarata per questa funzione è di 3,5 kW e, nell’esperienza sul campo, il sistema è stato utilizzato frequentemente. Sono presenti anche Android Auto e CarPlay via cavo, mentre sull’esemplare è stato aggiunto un accessorio per il collegamento wireless.

La vettura dispone inoltre di fari a LED con abbaglianti automatici. Diversi dettagli sono stati modificati nel tempo: sono stati installati un vano anteriore aggiuntivo, pistoncini per il cofano, illuminazione interna e indicatori a LED, oltre a supporti stampati in 3D per rendere più accessibili gli agganci delle cinture posteriori. Le modifiche sono reversibili perché i componenti originali sono stati conservati.

Software acerbo e sei mesi fermi in assistenza

Il software resta uno dei punti meno convincenti della MG4. L’esemplare ha ricevuto manualmente l’aggiornamento R83, che abilita anche il Traffic Jam Assist, ma il percorso per arrivare alla configurazione attuale è stato particolarmente problematico. Secondo la ricostruzione del proprietario, durante un normale controllo effettuato nel marzo 2024 un aggiornamento non riuscito avrebbe danneggiato tre centraline.

L’auto è rimasta complessivamente ferma per circa sei mesi. Dopo ripetute comunicazioni, comprese PEC e interventi legali, sarebbero arrivati presso il concessionario due tecnici dalla Cina per ripristinare la vettura e fornire indicazioni sulle procedure di intervento. Oggi non risultano errori o anomalie nell’utilizzo normale, ma l’episodio evidenzia quanto la preparazione della rete di assistenza possa incidere sull’esperienza di possesso di un’auto elettrica.

Durante la stessa permanenza in officina sono stati affrontati anche alcuni difetti noti. Sono stati sostituiti i LED della porta di ricarica e il controller dei finestrini sul lato guida, esposto all’ingresso dell’acqua quando il vetro viene abbassato. Era già stato risolto anche un problema di perdita d’olio legato a un componente della lubrificazione del riduttore, oggetto di uno dei primi interventi sulla generazione interessata.

Ha senso come elettrica usata?

Il quadro che emerge non è quello di un’auto priva di difetti, ma di un esemplare sul quale le criticità conosciute si sono già manifestate e sono state risolte. La batteria LFP, i consumi contenuti fuori dall’autostrada, la curva di ricarica e la funzione V2L restano gli argomenti principali a favore. Anche la garanzia residua e la manutenzione documentata contribuiscono a ridurre parte dell’incertezza tipica dell’usato.

Dall’altra parte, la lunga immobilizzazione e la gestione non immediata degli aggiornamenti software impongono di controllare con attenzione la cronologia degli interventi. L’esemplare non risulta incidentato, non presenta errori attivi ed è indicato a libretto con una potenza di 54 kW, quindi guidabile anche dai neopatentati. La convenienza dipende infine dal peso attribuito all’efficienza e alla dotazione rispetto a un software meno evoluto e a un passato di assistenza particolarmente complesso.

Una domanda per voi

Quanto dovrebbe pesare una lunga storia di assistenza nella scelta di un’auto elettrica usata, se i problemi risultano risolti e la garanzia è ancora attiva?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=WQUddynTucM

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!