MG4 con 400 kg di carico: consumi e rigenerazione in montagna
Quanto incide realmente la massa sui consumi di un’auto elettrica? Un confronto diretto tra due MG4 nella stessa configurazione ha permesso di misurare gli effetti di circa 400 kg di carico aggiuntivo lungo un percorso di montagna. Il risultato mostra una differenza netta durante la salita, compensata in parte dalla maggiore energia recuperata durante la discesa.
Due MG4 identiche, ma con una grande differenza di massa
Il test ha coinvolto due MG4 del 2022, entrambe dotate di motore posteriore da 170 CV e batteria LFP da 50,8 kWh a 370 V. Le vetture avevano la stessa misura dei cerchi, pneumatici sostituiti da poco e percorrenze simili. Anche i libretti riportavano per entrambe una massa a vuoto di 1.635 kg.
Una delle due auto ha viaggiato senza carico nel bagagliaio e con il solo conducente. Sull’altra sono stati invece distribuiti circa 400 kg di sacchi di farina e cemento, sistemati tra bagagliaio, abitacolo e vano anteriore. In questo modo è stato possibile isolare il più possibile il peso come principale variabile del confronto.
Entrambe le MG4 hanno affrontato contemporaneamente lo stesso tragitto, con modalità di guida Normal, climatizzazione spenta e andatura regolare. La temperatura esterna indicata era di 28 °C. La salita, lunga circa 15 km, collegava Edolo al Monte Colmo, passando da 695 a circa 1.712 metri di quota.
In salita il carico richiede il 14,8% di energia in più
Durante la salita la MG4 leggera ha utilizzato 8,4 kWh, con un consumo medio calcolato di 542 Wh/km. L’esemplare caricato ha richiesto invece 9,64 kWh, equivalenti a 622 Wh/km. La differenza è quindi del 14,8% a sfavore dell’auto più pesante.
La potenza media assorbita nella fase di salita è stata di 16,8 kW per la vettura leggera e di 19,3 kW per quella carica, a una velocità media di 31 km/h. L’aumento della massa ha richiesto più energia per vincere il dislivello, ma durante la guida non sono emerse difficoltà particolari: la MG4 caricata è stata percepita come più pesante, senza però mostrare problemi nel mantenere l’andatura prevista.
La lettura del computer di bordo ha rappresentato un limite nella raccolta dei dati. Durante la salita l’indicazione del consumo medio si è fermata a 29,8 kWh/100 km, un valore insufficiente per descrivere una condizione così impegnativa. Per questo il confronto finale è stato condotto analizzando l’energia effettivamente utilizzata e recuperata.
La massa aiuta il recupero energetico in discesa
In discesa la situazione si è parzialmente ribaltata. La MG4 leggera ha recuperato 4,2 kWh, pari a 271 Wh/km, mentre quella caricata è arrivata a 5 kWh e 323 Wh/km. Il maggiore recupero della vettura pesante è stato del 19%, quindi superiore alla differenza registrata nei consumi durante la salita.
La massa aggiuntiva ha consentito al sistema di lavorare più a lungo vicino al limite massimo della frenata rigenerativa. La potenza media recuperata è stata di 7,2 kW sulla MG4 leggera e di 8,6 kW su quella carica, con un incremento vicino al 20%. La velocità media durante la discesa è stata di 26,6 km/h.
Il rapporto tra energia recuperata e consumata è risultato del 50% per la vettura leggera e del 51,9% per quella pesante. Il carico non crea naturalmente energia aggiuntiva: aumenta l’energia potenziale accumulata durante la salita e, di conseguenza, quella disponibile in discesa. Una parte dell’extra consumo può quindi essere recuperata, entro i limiti di potenza e capacità del sistema rigenerativo.
Sul ciclo completo la differenza scende al 10,5%
Considerando insieme salita e discesa, la MG4 leggera ha concluso il percorso con un consumo medio di 13,6 kWh/100 km, cioè 136 Wh/km. La vettura con circa 400 kg di carico ha registrato invece 15 kWh/100 km, equivalenti a 150 Wh/km. La differenza complessiva si è così ridotta al 10,5%.
La sola variazione percentuale mostrata dalle batterie non sarebbe stata sufficiente a rilevare questo scarto. L’auto pesante era salita consumando il 19% e aveva recuperato il 10% in discesa; quella leggera aveva consumato il 17% e recuperato l’8%. In entrambi i casi il saldo visualizzato era quindi del 9%, nonostante i valori energetici effettivi fossero differenti.
Il confronto evidenzia quindi due fenomeni distinti. La massa penalizza chiaramente l’efficienza quando occorre salire, ma su un percorso con ritorno in discesa una parte della maggiore energia spesa viene recuperata. Il risultato resta legato a questo specifico tracciato montano e alle condizioni del test, ma mostra perché il peso non possa essere valutato considerando soltanto la fase di accelerazione o di salita.
Una domanda per voi
Nel valutare l’efficienza di un’elettrica carica, quanto conta la capacità di rigenerare rispetto all’aumento dei consumi in salita?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=B70Ctg8kmlE

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