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Mazda 6e, primo contatto: due batterie e tanta tecnologia per la berlina elettrica
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Mazda 6e, primo contatto: due batterie e tanta tecnologia per la berlina elettrica

6 min.

La Mazda 6e porta sul mercato una formula ancora poco comune tra le elettriche: una berlina lunga quasi cinque metri, con profilo da coupé, trazione posteriore e una dotazione di serie particolarmente ricca. Il primo contatto ha permesso di analizzarne design, abitabilità, capacità di carico e caratteristiche tecniche, ma non ancora il comportamento su strada. Le impressioni sull'efficienza, sul comfort e sulla dinamica di guida dovranno quindi attendere una prova più approfondita.

Una berlina coupé progettata intorno all'aerodinamica

La Mazda 6e misura 4,92 metri in lunghezza, 1,89 metri in larghezza e 1,49 metri in altezza. Le proporzioni restituiscono una presenza importante, mentre la linea discendente del tetto definisce chiaramente l'impostazione da berlina coupé. Durante il primo contatto sono emerse una carrozzeria fluida, superfici laterali scolpite e una firma luminosa sottile, elementi che combinano eleganza e carattere senza rinunciare alla funzione aerodinamica.

Il frontale adotta una calandra chiusa impreziosita da elementi LED. Nella zona inferiore sono presenti una griglia con deflettori apribili, chiamati a contribuire al raffreddamento del gruppo batteria quando necessario, e prese d'aria che convogliano il flusso per limitare la resistenza aerodinamica. Anche i cerchi da 19 pollici sono stati sviluppati con attenzione a questo aspetto. Le maniglie a scomparsa completano il lavoro sulla pulizia delle superfici, mentre la presa di ricarica si trova sul lato posteriore destro: una collocazione che, nell'uso quotidiano, può risultare meno comoda rispetto al lato del conducente.

Al posteriore spiccano i gruppi ottici estesi lungo tutta la larghezza e lo spoiler attivo. Quest'ultimo entra in funzione sopra i 90 km/h, ma può essere comandato anche manualmente. Non è quindi soltanto un elemento stilistico: interviene sulla gestione dei flussi alle velocità più elevate.

Bagagliaio da 465 litri e un frunk molto profondo

Il portellone è elettroattuato e dà accesso a un bagagliaio da 465 litri, dotato di una bocca di carico ampia. Gli schienali posteriori possono essere abbattuti secondo lo schema 60:40, utile quando occorre trasportare oggetti lunghi. A questo vano si aggiunge un frunk anteriore particolarmente profondo, con apertura del cofano assistita da pistoncini e finiture curate. Nell'esperienza sul campo ha ospitato uno zaino in posizione verticale lasciando ancora spazio disponibile, rivelandosi adatto anche a oggetti che si preferisce non lasciare visibili nel bagagliaio.

Due batterie, ma la versione più capiente ricarica più lentamente

La gamma prevede due configurazioni, entrambe con motore posteriore e trazione posteriore. La prima utilizza una batteria LFP da 68,8 kWh, abbinata a un motore da 258 CV e a un'autonomia dichiarata di circa 479 km. La potenza massima di ricarica in corrente continua raggiunge 165 kW, con un passaggio dal 10 all'80% indicato in poco più di 20 minuti.

La seconda configurazione impiega invece una batteria NMC da 80 kWh. L'autonomia dichiarata sale a circa 552 km, mentre la potenza del motore scende a 245 CV. Il dato che richiede maggiore attenzione è quello della ricarica: nonostante la capacità superiore, il picco massimo dichiarato si ferma a 90 kW. La scelta tra le due versioni non dipende quindi soltanto dai chilometri disponibili, ma anche dal diverso compromesso tra autonomia, potenza e rapidità delle soste.

Interni minimalisti e dotazione completa già dalla Takumi

L'abitacolo segue un'impostazione essenziale e fortemente digitale. Davanti al conducente si trovano il quadro strumenti e l'head-up display, mentre al centro domina lo schermo dell'infotainment da 14,6 pollici. Quasi tutte le funzioni sono gestite tramite il touchscreen, supportato da una barra inferiore con collegamenti rapidi. È una soluzione visivamente pulita, ma la reale praticità dei comandi richiederà una verifica durante la guida.

Lo smart cockpit comprende riconoscimento vocale e controllo tramite gesti. Il volante a due razze integra i comandi per i sistemi di assistenza alla guida e per le funzioni multimediali, mentre il selettore di marcia è collocato dietro la corona. Una telecamera controlla l'attenzione del conducente. Telecamera e radar possono inoltre rilevare la presenza di bambini sui sedili posteriori e avvisare qualora vengano lasciati nell'abitacolo.

Sono previsti due allestimenti. La versione Takumi offre di serie cerchi aerodinamici da 19 pollici, fari full LED, tetto panoramico, head-up display, sedili riscaldati e ventilati, infotainment da 14,6 pollici e impianto audio Sony. La Takumi Plus aggiunge i rivestimenti in pelle Nappa e la copertura parasole per il tetto. L'impianto audio dispone complessivamente di 14 altoparlanti, due dei quali integrati nei poggiatesta anteriori.

La console centrale mette a disposizione un pad per la ricarica wireless, due portabottiglie e un ampio vano inferiore. Sono presenti connessioni USB-A, USB-C e una presa aggiuntiva, anche se la loro posizione sotto la console è apparsa poco accessibile. I sedili anteriori, regolabili elettricamente, dispongono inoltre della funzione Easy Entry, che arretra automaticamente il sedile per agevolare ingresso e uscita.

Dietro, il pavimento piatto favorisce anche il passeggero centrale e lo spazio davanti alle ginocchia è risultato generoso. Il profilo da coupé impone però qualche compromesso: l'aria sopra la testa non è abbondante e i passeggeri più alti potrebbero viaggiare con le gambe piuttosto piegate. Restano apprezzabili la continuità dei materiali rispetto alla zona anteriore, il display dedicato alla gestione della climatizzazione, la presa USB-C e il bracciolo centrale con portabottiglie.

Il prezzo mette al centro il rapporto tra dotazione e contenuti

Il prezzo indicativo parte da circa 43.000 euro per la configurazione con batteria più piccola e motore più potente. Il principale argomento della Mazda 6e sembra essere proprio il rapporto tra prezzo e dotazione: già l'allestimento di accesso include gran parte degli equipaggiamenti tecnologici e di comfort. Restano da verificare su strada l'efficienza reale, il comportamento dinamico, il comfort e l'usabilità quotidiana dell'interfaccia quasi interamente touch. Sulla carta, il confronto più interessante è però già evidente: la batteria LFP offre una ricarica nettamente più potente, mentre la NMC da 80 kWh privilegia l'autonomia dichiarata.

Una domanda per voi

Nella Mazda 6e è più importante l'autonomia superiore della batteria da 80 kWh o la ricarica più rapida della versione LFP?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=G1S2TL_mQe0

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!