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Mazda 6e da Milano a Cervinia: consumi e ricarica nel viaggio in quota
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Mazda 6e da Milano a Cervinia: consumi e ricarica nel viaggio in quota

4 min.

Raggiungere Cervinia partendo da Milano ha permesso di mettere alla prova la Mazda 6e in uno scenario più impegnativo del consueto tragitto autostradale. Il percorso si è concluso a circa 2.000 metri di quota, dopo un’ultima ora e mezza trascorsa prevalentemente su strade di montagna e in salita. All’arrivo, il computer di bordo indicava un consumo medio di 23,4 kWh ogni 100 km.

Il dato va letto considerando le condizioni del test: traffico in uscita da Milano, autostrada e un lungo dislivello finale. Il viaggio è stato affrontato con una pianificazione preventiva delle soste, resa necessaria anche dall’assenza di un punto di ricarica presso la struttura scelta per il pernottamento.

Partenza con il 66% e consumi autostradali

La Mazda 6e è partita da Milano con il 66% di batteria. Prima di questa tappa aveva già percorso il tragitto da Brescia, dove la batteria era al 100%, arrivando nel capoluogo lombardo con il 68% residuo. Dopo gli spostamenti effettuati in città, la partenza verso Cervinia è quindi avvenuta con una carica leggermente inferiore.

Una volta raggiunta l’autostrada, il consumo parziale rilevato era di 21,6 kWh/100 km. In quel momento la batteria segnava il 46% e il sistema stimava ancora 137 km di autonomia. La Mazda consente di visualizzare una previsione dinamica, quindi aggiornata in funzione dell’andamento del viaggio, un riferimento particolarmente utile quando il percorso alterna traffico urbano, velocità autostradali e salita.

La pianificazione prevedeva di raggiungere la prima sosta con circa il 10% di carica residua. Il margine non è stato lasciato al caso: prima della partenza erano state verificate le colonnine presenti lungo il tragitto e nella zona di destinazione, impostando anche la rete di ricarica da utilizzare. Questo approccio ha evitato di dover cercare una soluzione una volta arrivati in quota.

Un rabbocco di nove minuti lungo il percorso

La sosta intermedia è durata circa nove minuti. Non serviva effettuare una ricarica completa, ma soltanto recuperare l’energia necessaria per coprire con tranquillità il tratto rimanente. È un aspetto importante nella gestione dei lunghi viaggi elettrici: quando l’infrastruttura è disponibile e la tappa successiva è stata pianificata, una breve ricarica può risultare più razionale di una lunga attesa per raggiungere percentuali elevate.

La Mazda 6e utilizzata nel test dispone di una batteria LFP e può accettare una potenza di ricarica massima di 200 kW. Nel caso specifico, tuttavia, non era necessario sfruttare a lungo tutta la potenza disponibile. La brevità della fermata conferma soprattutto l’utilità di calibrare la sosta sull’energia realmente richiesta per arrivare alla destinazione.

L’app impiegata durante il viaggio permetteva inoltre di prenotare una delle prese della stazione, riducendo il rischio di trovarla occupata all’arrivo. La sessione poteva essere avviata tramite applicazione oppure con tessera RFID, mantenuta come alternativa in caso di necessità.

La salita porta la media a 23,4 kWh/100 km

Il tratto più significativo per la valutazione dei consumi è stato quello finale. Circa un’ora e mezza è stata percorsa in salita su strade di montagna, fino a raggiungere la zona di Cervinia. In questo contesto il valore medio complessivo è salito dai 21,6 kWh/100 km osservati nella fase autostradale ai 23,4 kWh/100 km indicati all’arrivo.

Non si tratta quindi di un consumo ottenuto su un itinerario pianeggiante o uniforme. Il dislivello richiede più energia e rende il risultato strettamente legato al percorso affrontato. Allo stesso tempo, il test mostra che una destinazione in alta quota può essere raggiunta senza soste prolungate, a condizione di verificare in anticipo la disponibilità delle colonnine e di programmare il rabbocco necessario.

Nove nuove colonnine ai piedi degli impianti

In prossimità di Cervinia è stato aperto un nuovo hub di ricarica ai piedi di un impianto sciistico, descritto come il più alto d’Europa. L’installazione comprende nove nuove colonnine: due ultrafast, due fast e cinque quick. La presenza di soluzioni con potenze differenti consente di servire esigenze diverse, dalla sosta breve alla permanenza più lunga.

L’esperienza sul campo evidenzia così due aspetti complementari. Da una parte contano l’efficienza dell’auto e la possibilità di recuperare energia rapidamente; dall’altra è decisiva la distribuzione delle infrastrutture, soprattutto nelle località di montagna dove non tutte le strutture ricettive dispongono di ricarica. In questo caso una fermata di nove minuti e una stazione disponibile vicino alla destinazione hanno reso lineare un viaggio concluso con un lungo tratto in salita.

Una domanda per voi

Per i viaggi elettrici in montagna conta di più la ricarica rapida lungo il percorso o la presenza di colonnine direttamente a destinazione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=EVV1bCrRgZU

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!