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Mazda 6e alla prova: due batterie e una scelta di ricarica controcorrente
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Mazda 6e alla prova: due batterie e una scelta di ricarica controcorrente

6 min.

La Mazda 6e è una grande berlina a trazione posteriore sviluppata su una piattaforma nativa elettrica. Questa impostazione ha permesso di integrare batteria e motore senza dover adattare un'architettura nata per altre alimentazioni, con benefici soprattutto per l'abitabilità. Il primo contatto restituisce l'impressione di un prodotto curato, molto equipaggiato già dalla versione di accesso e capace di offrire un comportamento stradale equilibrato. Non mancano però alcune scelte controverse, a partire dalla ricarica della variante con la batteria più capiente.

Due batterie con prestazioni di ricarica molto diverse

La gamma prevede due accumulatori. Il primo ha una capacità di 68,8 kWh e utilizza celle LFP, al litio-ferro-fosfato. Questa chimica viene indicata come più semplice da gestire nell'uso quotidiano quando si effettuano cicli frequenti di carica e scarica. La seconda batteria raggiunge 80 kWh e adotta invece celle NCM, al nichel-cobalto-manganese, caratterizzate da una maggiore densità energetica.

La variante con batteria più piccola accetta una potenza di picco di circa 170 kW e impiega approssimativamente 26 minuti per passare dal 10 all'80%. La versione da 80 kWh si ferma invece a 90 kW e richiede circa 47 minuti per la stessa operazione. È una differenza significativa, soprattutto per chi affronta spesso lunghi viaggi e dipende dalla rete di ricarica rapida.

L'autonomia dichiarata è di circa 470 km per la batteria LFP, mentre quella più grande supera i 500 km. La differenza indicata tra le due configurazioni è nell'ordine degli 80 km. Secondo il posizionamento illustrato durante la presentazione, la versione Long Range sarebbe rivolta soprattutto a chi ricarica abitualmente a casa e non necessita spesso delle colonnine ad alta potenza. Per un impiego più versatile, il pacco da 68,8 kWh appare quindi il compromesso più interessante.

Cambiano anche le prestazioni. La versione con batteria più piccola eroga 258 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi; quella da 80 kWh dispone di 245 CV e completa la stessa prova in 7,8 secondi. Entrambe sviluppano 320 Nm di coppia. La presa di ricarica è collocata sul lato posteriore destro e utilizza lo standard CCS Combo 2.

Spazio abbondante e dotazione quasi completa

Con una lunghezza superiore a cinque metri, la Mazda 6e offre molto spazio soprattutto ai passeggeri posteriori. Nel test, il pavimento non è apparso eccessivamente rialzato nonostante la presenza della batteria, mentre lo spazio per gambe e testa è risultato generoso. Dietro sono disponibili attacchi Isofix integrati, una presa USB-C e un touchscreen dedicato alla climatizzazione. Dallo stesso schermo è possibile anche spostare il sedile del passeggero anteriore.

Il bagagliaio posteriore dichiara 330 litri, dispone di un piccolo doppio fondo e può essere ampliato abbattendo gli schienali in configurazione 60:40. A compensare una capacità non eccezionale rispetto alle dimensioni esterne interviene il vano anteriore da 72 litri, ampio e rifinito con guarnizioni. L'apertura del cofano non è però elettrica.

Gli allestimenti sono Takumi e Takumi Plus. Le differenze riguardano principalmente i rivestimenti in pelle Nappa, alcune finiture di plancia e pannelli porta e la tendina del tetto panoramico. Già dalla versione base sono presenti un pacchetto ADAS completo, sedili anteriori elettrici con memoria, accesso senza chiave, pompa di calore, telecamera a 360 gradi e sistema audio Sony con 14 altoparlanti, alcuni dei quali integrati nei poggiatesta.

La strumentazione comprende un quadro da circa 12 pollici, un head-up display e uno schermo centrale da 14,6 pollici. L'interfaccia è risultata chiara e reattiva, con la possibilità di personalizzare le scorciatoie nella barra inferiore. Il navigatore integrato può calcolare le soste di ricarica. Sono inoltre disponibili comandi vocali e gestuali, oltre a modalità specifiche per mantenere la temperatura durante una breve sosta, gestire una chiamata attraverso gli altoparlanti del poggiatesta o preparare l'auto per l'autolavaggio.

Su strada convince l'erogazione, meno l'insonorizzazione

Durante la prova, l'erogazione della coppia è apparsa pronta e particolarmente incisiva in modalità Sport. Il conducente può scegliere anche la modalità Normal oppure configurare separatamente risposta del motore, peso dello sterzo e intensità della rigenerazione. Quest'ultima prevede quattro livelli, ma manca una vera funzione one pedal: al rilascio dell'acceleratore la Mazda 6e non rallenta fino all'arresto completo.

Lo sterzo è sembrato preciso e ben calibrato, pur senza offrire una comunicatività particolarmente marcata. Positivo anche il pedale del freno, dalla risposta decisa e non spugnosa. L'assetto utilizza uno schema MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore; nel primo contatto l'auto si è mostrata stabile, con una dinamica capace di risultare piacevole senza cercare un'impostazione estrema.

La principale criticità emersa riguarda il comfort acustico. Sopra gli 80-90 km/h sono percepibili il rotolamento degli pneumatici e alcuni fruscii aerodinamici, in particolare nella zona degli specchietti. La visibilità anteriore beneficia di montanti sottili, mentre posteriormente il lunotto piccolo e molto inclinato limita maggiormente la visuale.

I primi dati sui consumi vanno considerati indicativi, perché rilevati su percorsi limitati. In un tratto scorrevole affrontato tra 50 e 70 km/h sono stati registrati circa 14,5 kWh/100 km; nel precedente tratto autostradale il valore rilevato era vicino a 18 kWh/100 km. Servirà una prova più approfondita per valutare efficienza e autonomia in condizioni omogenee.

Design funzionale e prezzi

Il lavoro aerodinamico comprende maniglie a scomparsa, passaggi laterali per convogliare l'aria e uno spoiler posteriore elettrico che si apre automaticamente oltre i 90 km/h, oppure manualmente attraverso l'infotainment. La griglia anteriore chiusa integra un'animazione luminosa e aperture attive, utilizzate quando necessario per la gestione termica della batteria. I cerchi sono disponibili nell'unica misura da 19 pollici.

Il listino parte da circa 43.000 euro per la Takumi con batteria più piccola e supera i 47.000 euro per la Takumi Plus abbinata all'accumulatore da 80 kWh. La differenza contenuta tra gli allestimenti e la ricca dotazione di serie sono tra gli argomenti più solidi della Mazda 6e. La scelta decisiva resta però quella tra la maggiore autonomia della Long Range e la ricarica molto più rapida della versione LFP.

Una domanda per voi

È più utile avere maggiore autonomia oppure una batteria più piccola capace di ricaricarsi quasi al doppio della potenza?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=u7GF_w7AHqQ

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!