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Macfly Electron porta cambio e frizione virtuali sulle auto elettriche
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Macfly Electron porta cambio e frizione virtuali sulle auto elettriche

5 min.

Un cambio con rapporti configurabili, una frizione, il freno motore, le vibrazioni e perfino il carattere di differenti architetture meccaniche: Macfly Electron prova a trasferire sulle auto elettriche alcuni degli elementi che rendono coinvolgente la guida di un veicolo termico. Non si limita però ad aggiungere un suono artificiale. La tecnologia interviene sull’erogazione della coppia e sulla frenata rigenerativa, coordinandole con feedback acustici e fisici.

Un cambio simulato che modifica davvero la risposta

Durante il test su una Tesla, Electron ha riprodotto il comportamento di una trasmissione sia manuale sia automatica. Nella prima modalità il guidatore gestisce frizione e cambiate; nella seconda è il sistema a selezionare il rapporto, arrivando a scalare quando riconosce una richiesta di coppia elevata. È presente anche una funzione di launch control, con la gestione automatica dei passaggi di marcia durante l’accelerazione.

L’effetto non è soltanto sonoro. In corrispondenza della cambiata, l’accelerazione viene modulata e la variazione si percepisce fisicamente. Anche la rigenerazione cambia in funzione del regime virtuale e del rapporto selezionato, così da simulare il freno motore in scalata. Nel corso della prova, la combinazione tra interruzione della spinta, vibrazioni e suono ha restituito una sensazione molto distante dalla tradizionale erogazione continua di un’elettrica.

La flessibilità del motore elettrico permette al software di costruire risposte differenti. Tra i profili provati c’erano un’impostazione ispirata alla progressione di un V6 e una configurazione futuristica capace di raggiungere virtualmente 24.000 giri. Non si tratta della riproduzione dichiarata di uno specifico motore o marchio: l’obiettivo è creare caratteri distinti intervenendo sulla curva di coppia, sulla progressione, sul freno motore e sulla rapportatura.

Suono e vibrazioni lavorano insieme

Per rendere credibile l’esperienza, Macfly ha integrato nel sedile un sistema di membrane vibranti coordinato con l’audio. Il team ha precisato che non vengono impiegati semplici motorini: le membrane consentono un controllo più preciso del feedback e, secondo gli sviluppatori, richiedono una quantità di energia marginale rispetto ai consumi complessivi dell’auto.

La tecnologia deriva anche da soluzioni sviluppate nel mondo del gaming, abbinate a modelli matematici che acquisiscono i segnali del veicolo e li trasformano in risposte percepibili dal guidatore. Prima dell’applicazione sulla Tesla, Macfly aveva realizzato Emula, una moto elettrica a trasmissione diretta sulla quale frizione e cambio simulati permettono di passare tra diversi comportamenti motoristici. Sulla moto anche il paesaggio sonoro è distribuito: aspirazione e parti meccaniche vengono riprodotte anteriormente, mentre posteriormente arriva la componente associata allo scarico.

Secondo il team, modulare la coppia può inoltre ridurre l’energia richiesta durante le accelerazioni a pieno pedale: un profilo che limita la spinta ai bassi regimi virtuali usa meno potenza rispetto all’erogazione immediata dell’elettrico puro. Non sono stati però presentati dati misurati sul risparmio. Nella guida tranquilla, gli stessi sviluppatori indicano consumi sostanzialmente analoghi.

Più informazioni al guidatore, non soltanto nostalgia

Cambio, regime e suono possono diventare anche riferimenti per comprendere la velocità senza controllare continuamente la strumentazione. Nei test svolti dall’azienda con alcuni piloti, la guida elettrica tradizionale li portava a guardare più spesso la velocità; con Electron attivo, il rapporto inserito e il feedback acustico consentivano di concentrarsi maggiormente sul punto di corda.

La natura digitale della trasmissione simulata consente inoltre di accorciare o allungare in tempo reale tutti i rapporti, modificarne uno solo oppure cambiare il numero complessivo delle marce. Una configurazione potrebbe quindi essere adattata a una strada di montagna e poi trasformata per l’uso in circuito senza sostituire componenti meccanici.

Questa impostazione offre ai costruttori anche uno strumento di differenziazione. Due elettriche con prestazioni simili potrebbero avere risposte, vibrazioni e identità sonore profondamente diverse. Il carattere non deriverebbe più necessariamente dall’architettura fisica del propulsore, ma da una calibrazione software progettata per conservare il linguaggio dinamico del marchio o crearne uno completamente nuovo.

Dai costruttori al possibile kit aftermarket

Il prototipo utilizza una centralina dedicata che comunica attraverso alcune connessioni dell’auto. Macfly afferma di non riprogrammare le centraline originali e presenta quindi il sistema come un accessorio che non invalida le eventuali garanzie Tesla. La soluzione destinata ai costruttori è invece pensata come una piattaforma modulare: un hardware gestisce prestazioni e cambiate, mentre un secondo modulo si occupa di infotainment, suoni e vibrazioni. La separazione risponde ai differenti requisiti di sicurezza e omologazione previsti per le funzioni che intervengono sulla dinamica.

Nei piani illustrati nel luglio 2023, l’azienda prevedeva progetti pilota a pagamento con alcuni costruttori, una trattativa con un importante fornitore Tier 1 e uno sviluppo di almeno 24 mesi per la piattaforma OEM. Per il mercato aftermarket era stato ipotizzato un primo kit con omologazione da pista entro 18 mesi e moduli più maturi nell’arco di 24-30 mesi. Si trattava di obiettivi di sviluppo, non di date commerciali definitive.

Macfly immagina infine uno store digitale dal quale acquistare configurazioni delle prestazioni, rapportature, pannelli di controllo e sound design aggiuntivi. È un modello che trasferisce nel software parte del tradizionale mercato del tuning. La sfida sarà trasformare un prototipo arrivato, secondo l’azienda, al livello tecnologico TRL 7 in un prodotto omologato, ripetibile e integrabile sui veicoli di serie.

Una domanda per voi

Un cambio virtuale capace di modificare coppia, rigenerazione e vibrazioni può rendere un’elettrica più coinvolgente senza snaturarne il carattere?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=zX0vFCpWkqw

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!