Lotus Emeya S alla prova dei consumi: efficienza, autonomia e ricarica
Una berlina elettrica da 740 CV, con cerchi da 21 pollici e pneumatici invernali, non rappresenta il punto di partenza più favorevole per cercare la massima efficienza. Eppure la Lotus Emeya S ha chiuso un percorso misto di 80 km con un consumo medio di 21,5 kWh/100 km, mantenendo una velocità media di 63,2 km/h. Il risultato comprende salita, discesa, città, superstrada e autostrada, offrendo un quadro articolato del comportamento energetico della vettura.
Come cambia il consumo con la velocità
La parte iniziale in salita ha evidenziato il peso energetico del dislivello: nei primi 8,9 km, percorsi a una velocità media di 49,2 km/h, il computer di bordo ha indicato 42,9 kWh/100 km. Le condizioni ambientali erano miti, con 20 °C esterni alla partenza e climatizzatore impostato a 20,5 °C; nel corso del tragitto la temperatura esterna è poi scesa fino a 15 °C.
La discesa ha naturalmente ribaltato il quadro. L'Emeya ha recuperato circa l'1% della batteria, indicativamente vicino a 1 kWh secondo la valutazione effettuata durante il test. Su un tratto favorevole, concluso con una velocità media di 48 km/h, il dato registrato è stato di appena 2,8 kWh/100 km. Non si tratta di un valore rappresentativo dell'uso normale, ma mostra quanto il profilo altimetrico possa incidere sul risultato.
Nel tratto urbano, caratterizzato da rotonde, stop e semafori, è stato rilevato un consumo di 16,5 kWh/100 km su 13,7 km, con una media di 45 km/h. A circa 90 km/h, più precisamente con una velocità media di 87,1 km/h, il consumo è sceso a 15,2 kWh/100 km. Sono valori interessanti per una vettura di questa categoria e potenza, soprattutto considerando la configurazione con ruote da 21 pollici.
Salendo di velocità, la richiesta energetica cresce in modo netto. A 110 km/h il computer ha indicato 20,8 kWh/100 km. Alla velocità autostradale più elevata il primo passaggio ha restituito 27,7 kWh/100 km, mentre la ripetizione in direzione opposta si è attestata intorno a 25,8 kWh/100 km. La differenza tra i due rilevamenti suggerisce l'influenza delle condizioni del percorso, mentre gli pneumatici invernali costituiscono un ulteriore elemento da considerare. I risultati non vanno quindi interpretati come valori assoluti e replicabili in ogni situazione.
Rigenerazione regolabile, ma senza vera guida a un pedale
La frenata rigenerativa può essere regolata su tre livelli oppure disattivata. Quest'ultima possibilità permette di sfruttare il veleggiamento e l'inerzia della vettura, una caratteristica particolarmente utile sui tratti scorrevoli o in leggera discesa. Durante la prova è stato possibile percorrere circa 3 km senza accelerare, intervenendo poi sulla rigenerazione per controllare la velocità.
Anche al livello più intenso, tuttavia, il sistema non porta la vettura all'arresto completo. La decelerazione percepita è risultata forte e vicina a quella necessaria per fermarsi, ma manca una vera modalità one-pedal. La possibilità di passare rapidamente dal veleggiamento alla rigenerazione consente comunque al conducente di gestire in modo attivo l'energia, alternando conservazione dell'inerzia e recupero in frenata.
Batteria da 98,2 kWh e architettura a 800 volt
La Lotus Emeya S utilizza una batteria agli ioni di litio con chimica nichel-manganese-cobalto da 98,2 kWh, con una capacità lorda indicata intorno a 101 kWh. L'architettura è a 800 volt, con tensione nominale dichiarata di 742 volt, mentre la potenza massima di ricarica in corrente continua raggiunge 400 kW.
Nell'esperienza di ricarica effettuata con infrastrutture autostradali da 300 kW, la vettura ha mantenuto il picco disponibile fino al 60% della batteria. Il passaggio dallo 0 all'80% è stato completato in circa 16 minuti, comunque meno di 18 minuti, mentre per arrivare dallo 0 al 100% sono serviti complessivamente circa 30 minuti. La rapidità di ricarica rappresenta quindi un elemento centrale nell'impiego dell'Emeya sulle lunghe distanze.
Navigazione e software pensati per i viaggi elettrici
Tra gli aspetti più convincenti emersi nell'uso quotidiano c'è il software di bordo. Dopo circa 900 km percorsi in cinque giorni, l'impressione è quella di un sistema ben sviluppato e vicino, per qualità generale, all'esperienza offerta da Tesla. Il confronto è particolarmente favorevole nella gestione della navigazione e della ricarica.
Il conducente può impostare la percentuale di batteria desiderata all'arrivo, quella prevista alla colonnina, la potenza minima delle stazioni da visualizzare e i provider preferiti. Il sistema permette inoltre di cercare le colonnine direttamente lungo il percorso, evitando deviazioni significative. Nell'interfaccia trovano spazio anche la rappresentazione delle corsie, dei veicoli e dei ciclisti rilevati intorno all'auto.
La rilevazione dell'ambiente circostante utilizza telecamere, radar e sensori laser. Durante la prova gli assistenti hanno gestito il mantenimento all'interno della corsia e la ricostruzione degli elementi presenti intorno alla vettura. Al di là delle prestazioni, sono proprio l'integrazione tra software, pianificazione delle soste e ricarica ad alta potenza a rendere l'Emeya S più adatta a un utilizzo frequente di quanto la sua impostazione da berlina elettrica ad alte prestazioni possa inizialmente suggerire.
Una domanda per voi
Nella scelta di una berlina elettrica ad alte prestazioni conta di più ridurre i consumi autostradali o disporre di una ricarica molto rapida?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=rUa_ObdhcT0

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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