Lotus Eletre, tecnologia e ricarica nel primo contatto con l'hyper SUV elettrico
Lotus Eletre interpreta il SUV elettrico attraverso un'elevata concentrazione di tecnologia: architettura a 800 volt, trazione integrale con due motori, quattro ruote sterzanti, sospensioni adattive, aerodinamica attiva e numerosi sensori lidar. Il primo contatto, limitato a poche ore, non permette ancora di formulare un giudizio definitivo sulla guida, ma offre indicazioni concrete sulle soluzioni tecniche, sulla ricarica e sull'impostazione dell'abitacolo.
Architettura a 800 volt e ricarica ad alta potenza
Uno degli elementi centrali della Eletre è l'architettura elettrica a 800 volt, concepita per sostenere potenze di ricarica molto elevate. Durante la sessione osservata, la vettura ha inizialmente raggiunto circa 250 kW, mentre la potenza massima dichiarata nel corso del test è di 350 kW. Si tratta di un valore che, in presenza di una colonnina adeguata e delle corrette condizioni della batteria, punta a ridurre sensibilmente la durata delle soste.
I dati rilevati aiutano a contestualizzare il comportamento della curva di ricarica. Al 47% di carica la potenza indicata era di 195 kW e, in circa 12 minuti, erano stati immagazzinati 41 kWh. Dopo 30 minuti la batteria aveva raggiunto l'84% e la potenza era scesa a 60 kW. La batteria non era stata preriscaldata e, secondo quanto emerso durante la prova, proprio questa condizione avrebbe influenzato l'andamento iniziale della sessione.
Questi numeri non costituiscono una prova di ricarica standardizzata, perché mancano condizioni controllate e una preparazione termica preventiva dell'accumulatore. Mostrano però come l'architettura della Eletre possa mantenere potenze importanti anche con uno stato di carica già avanzato, prima della fisiologica riduzione registrata avvicinandosi all'80%.
Quattro ruote sterzanti e aerodinamica attiva
La base tecnica combina due motori, uno per asse, e trazione integrale. Le quattro ruote sterzanti hanno il compito di rendere più gestibili le dimensioni generose del veicolo, soprattutto nelle manovre e nei cambi di direzione. A queste si aggiungono le sospensioni adattive, che modificano assetto e risposta in funzione della modalità selezionata.
Le modalità di guida disponibili sono Individual, Sport, Tour, Range e Off Road. In Sport la vettura abbassa l'assetto, irrigidisce le sospensioni e gonfia i fianchetti dei sedili per offrire maggiore contenimento. La modalità Off Road consente invece di variare l'altezza da terra. Le palette dietro il volante separano due funzioni: quelle a sinistra regolano l'intensità della frenata rigenerativa, mentre quelle a destra permettono di cambiare modalità di guida.
Anche l'aerodinamica è gestita attivamente. Le aperture anteriori si azionano quando serve un maggiore flusso d'aria, compresa la fase di ricarica. Nella parte posteriore è presente un alettone ad azionamento elettrico che varia la propria posizione in base alla velocità e alla modalità impostata. Completano il lavoro sui flussi ulteriori elementi sul tetto, prese d'aria laterali, maniglie a scomparsa e un estrattore posteriore in fibra di carbonio.
Lidar e infotainment per leggere l'ambiente circostante
La dotazione di sensori è particolarmente estesa. La Eletre impiega lidar collocati sul tetto e sui lati della carrozzeria, affiancati da radar, telecamere e sensori di parcheggio. Sono presenti inoltre una telecamera sul parabrezza e due telecamere integrate in ciascuno specchietto. Il lidar misura la distanza degli oggetti attraverso impulsi luminosi e fornisce quindi al sistema una ricostruzione tridimensionale dell'ambiente, da integrare con le immagini delle telecamere e con i dati radar.
L'interfaccia centrale utilizza queste informazioni per rappresentare ciò che la vettura rileva intorno a sé. L'impostazione ricorda quella adottata da Tesla, ma nel primo contatto la visualizzazione della Eletre è apparsa molto fluida, reattiva e capace di mostrare anche veicoli lontani. È un'impressione preliminare legata alla breve esperienza con l'auto, non una verifica completa delle prestazioni dei sistemi di assistenza alla guida.
L'infotainment è stato riprogettato rispetto al software condiviso da altri marchi del gruppo Geely. Oltre ai profili di guida, permette di regolare elettricamente sedile e volante, integra Spotify e prevede l'installazione di applicazioni di terze parti. La rapidità di risposta e la qualità grafica sono risultate tra gli aspetti più convincenti di questo primo approccio.
Abitacolo digitale, spazio e qualità percepita
All'interno, la qualità percepita è sostenuta dall'ampio impiego di rivestimenti in pelle, estesi anche a zone nelle quali è più comune trovare plastica. I sedili anteriori sono regolabili elettricamente, traforati, riscaldati e ventilati. Davanti al conducente trovano posto un head-up display, una sottile strumentazione e il grande schermo centrale, che non appare sproporzionato grazie alla notevole larghezza dell'abitacolo.
Il volante adotta una forma tagliata sia sopra sia sotto e integra comandi fisici con uno scatto ben percepibile. Nel corso del primo utilizzo questi pulsanti hanno richiesto un breve periodo di adattamento. Quelli sulla razza sinistra gestiscono l'assistenza alla guida, mentre a destra si controlla l'infotainment.
Il passeggero dispone di un display dedicato, sul quale possono comparire le informazioni musicali e uno sfondo coordinato alla copertina dell'album riprodotto. Sono presenti inoltre illuminazione ambientale estesa lungo la plancia, ricarica per smartphone e comandi touch affiancati da pulsanti.
Dietro, lo spazio percepito è molto abbondante. I passeggeri posteriori possono contare su schienali regolabili elettricamente, bocchette centrali e ulteriori prese d'aria sui montanti laterali. Il display posteriore consente alcune regolazioni, ma al momento del test non permetteva la visione di contenuti video.
Tra le soluzioni meno comuni figura infine il tetto panoramico oscurabile elettronicamente. Non utilizza una tendina tradizionale: uno strato di polimeri modifica la trasparenza del vetro quando viene applicata tensione, automaticamente oppure su comando. È un dettaglio coerente con un progetto che punta a integrare funzioni meccaniche, aerodinamiche e digitali in modo esteso. Per valutarne pienamente efficacia, comfort e facilità d'uso servirà però una prova più lunga.
Una domanda per voi
L'architettura a 800 volt e la ricarica ad alta potenza dovrebbero diventare prioritarie anche sulle auto elettriche meno esclusive?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=phENUDnJviY

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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