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L'elettrico in Borsa | Solo perdite da inizio anno

Come sono andate le prime 30 sedute di borsa del 2024, ossia il primo mese e mezzo di calendario solare? Non molto bene per i titoli del settore specializzati nella produzione di auto elettriche e ibride: si va dal -4% di Geely e -11% di BYD (entrambi i titoli sono quotati ad Hong Kong), come performance migliori, al -19% di Tesla e -22% di Polestar, fino a cali ancora peggiori per NIO (-33%) e X-Peng (-37%), per chiudere con l’ormai quasi azzeramento di Fisker (-57%), che come sappiamo versa in cattive acque finanziarie ed industriali ed ora il titolo vale meno di un dollaro per azione.

Fisker passa a una strategia ibrida di vendite dirette e di concessionari partner che offrono prezzi "senza contrattazioni".
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Le performane da inizio anno dei titoli BEV, che sono tutti in calo | Elettronauti.it

Si salvano i produttori tradizionali  

A fronte del calo azionario delle società che producono veicoli a basse emissioni, gli automakers tradizionali hanno invece registrato, tutti, delle performance positive, a seguito anche dei conti annuali in crescita e in alcuni casi anche migliori delle attese degli investitori. Del resto, la pressione competitiva che si avverte nel segmento BEV è di gran lunga maggiore rispetto ai veicoli termici, a seguito della guerra dei prezzi in corso tra Tesla, che infatti ha riportato margini in calo (il rapporto EBITDA rettificato su ricavi è sceso dal 22,2% di inizio 2023 al 15,7% dell'ultimo trimestre dell’anno), ed i produttori cinesi (come BYD, di cui parliamo nel prossimo paragrafo), con le case europee in mezzo a subire e anche lamentarsi, come ha fatto Stellantis.

Le performane da inizio anno dei titoli automotive tradizionali, che sono tutti in rialzo | Elettronauti.it

BYD cala “solo” dell’11%

Il calo minore (ma sempre del 11% da inizio anno, e di quasi il 30% circa negli ultimi 12 mesi) è stato registrato da BYD, che è diventato a fine 2023 il primo produttore al mondo di BEV, almeno per un trimestre, superando persino Tesla. Eppure i conti vanno bene, le vendite sono in forte aumento, i margini industriali pure, e la società ha una struttura patrimoniale e finanziaria solida (ne avevamo parlato qui). BYD ha recentemente superato Volkswagen nelle vendite in Cina dopo una corsa di 15 anni, ed ora sta puntando ad espandersi in Europa, sia con la costruzione di una nuova fabbrica in Ungheria, sia con il lancio di nuovi modelli a prezzi competitivi, come la Seal U e soprattutto la Yuan Up, che potrebbe avere un prezzo inferiore a 20.000 euro, includendo gli incentivi.

BYD Yuan UP EV trapela prima del debutto ufficiale - un altro nuovo concorrente di Tesla? | Elettronauti.it

Polestar sempre più cinese

Polestar continua a non brillare, come già anticipavamo lo scorso settembre nell’analisi completa della società, tanto che addirittura il suo azionista principale, il colosso cinese Geely ha deciso di prendersi in capo tutta la gestione, liberando l’altra controllata del medesimo gruppo, la Volvo dal sostenere ulteriori impegni finanziari per mantenere in vita Polestar stessa. Significativo il fatto che Volvo, dall’annuncio, abbia registrato un aumento del prezzo di Borsa del 40%, passando da 27 SEK (corona svedese) per azione a oltre 38 SEK per azione.

L’andamento di Polestar negli ultimi tre mesi (fonte: Stockanalysis) | Elettronauti.it

Attendiamo il vostro punto di vista sulla situazione.

Emanuele Oggioni

di

Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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