La Germania spinge sull'eolico, mentre l'Italia...
Oggi vogliamo raccontarvi di un'altra amara storia di tante belle promesse fatte sulla carta, e che con molta probabilità i vari governi si rimbalzeranno da qui al 2030.
Eh sì perchè la strada per la decarbonizzazione dell'Italia è lunga e impervia, e l'importante è che sappiate che i nostri cari politici hanno tutto sotto controllo.
Già perchè il bello dell'Italia e degli italiani, è che sappiamo che chi abbiamo di fronte ci sta dicendo un sacco di frottole ma gli crediamo lo stesso. Speriamo nel buon senso e nella speranza che "per errore", qualcuno al governo faccia il proprio lavoro.
Il governo spinge sulle rinnovabili! Ma da che parte?

Non è un caso però se poi le cose non vanno come dovrebbero, visto l'impegno di certi politici, o persone di spicco del nostro Paese, per remare in senso contrario.
Ad ogni modo, sulla carta, l'impegno del governo italiano c'è tutto. Avanti tutta sulle rinnovabili!
O forse no? Perchè effettivamente non si capisce che tattica stiamo utilizzando per andare a creare queste rinnovabili.
Forse la stessa tattica che abbiamo utilizzato finora con le fonti fossili. Compreremo l'energia rinnovabile dai Paesi confinanti come già stiamo facendo.
Geniale!
https://elettronauti.it/italia-avanti-rinnovabili
Il caso dell'asta tedesca fa impallidire tutti i nostri sforzi da qui al 2030
Già perchè in Germania si è conclusa qualche settimana fa un'asta per l'installazione di 2,5 GigaWatt di eolico onshore (a terra). L'asta ha fatto il tutto esaurito (2,4 GW), come non succedeva da ben 7 anni, e tra poco partirà un'altra asta per altri 2,5 GigaWatt offshore (in mare).
In pratica, in una volta sola, la Germania ha stanziato l'installazione di ben 5 GW di eolico. E questo è solo un "piccolo" passo per il loro percorso di decarbonizzazione. Infatti il piano del governo tedesco è quello di arrivare a 30 GW di solo eolico offshore al 2030. E nei successivi 5 anni (2035) vuole arrivare a 40 GW.

E l'Italia? Qual'è il piano dell'Italia al 2030?
Noi ci accontentiamo di arrivare ad un risicato 2,1 GW di eolico off-shore al 2030.
La colpa di tutti questi ritardi nelle assegnazioni però non è solo da vedere nella mancata astuzia nel non voler investire sulle rinnovabili. In Italia abbiamo altri problemi. Molti italiani vorrebbero parchi eolici o solari, ma poi nessuno li vuole di fianco a casa propria.
In questo momento mi ricordo di come una quindicina di anni fa volessero mettere un impianto industriale utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura, comunemente detto inceneritore, all'interno dei confini del mio Comune. Non si fece perchè ci ribellammo. Poi mi ricorda di quando ci vollero fare un campo rom in quello spiazzo. Anche lì ci ribellammo.
Per non parlare di quando in Italia si parla di nucleare. Ora tutti quelli che nel 1987 non lo volevano, lo vogliono. Ma non a casa loro!
Ecco, il motto "è una tecnologia bellissima, ma non dietro casa mia" è rimasto come deterrente anche per la costruzione di opere a basso impatto ambientale e a basso impatto sulla sicurezza. E se normalmente dove non arriva il buon senso ci arriva la legge ecco che anche qui si va a fondo. È già successo proprio con l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici, bloccati dal decreto Agricoltura.

Se invece guardiamo all'eolico invece è il decreto sulle Aree idonee a mettersi di traverso tra gli installatori di pale eoliche e il processo di decarbonizzazione del nostro Paese. Questo decreto ha infatti dato l'ultima parola alle Regioni, che ora devono e possono decidere cosa fare e dove. Purtroppo ci ritroviamo sempre più spesso a leggere notizie di come proprio queste Regioni si oppongano alla realizzazione di questi progetti, sia su terra ferma che in mare. Basta vedere il caso del Sud Italia e della Sicilia, che spesso si sono opposti alla realizzazione di parchi eolici per non deturpare il paesaggio bucolico o per non disseminarne in acqua lontano dalla costa.


Oppure c'è il sempreverde caso della Sardegna, che forte dei suoi impianti a carbone sembra non voler abbracciare una rivoluzione verde che tanto farebbe bene all'isola.
Come andiamo rispetto all'Europa?
La sfida con la Germania pare che la stiamo perdendo. Ad ogni modo l'Unione Europa ha aumentato nel 2023 la generazione di energia eolica dal 15% del 2022 al 19%. L'Italia si ferma ad un 9% di quello che consuma rispetto al 7% del 2022.
Un vero peccato perchè secondo le stime fatti dagli esperti del settore, l'Italia avrebbe un potenziale di 207 GW di eolico offshore, al netto dell'unico parco eolico davanti al porto di Taranto e di tutto il resto degli impianti che generano energia rinnovabile per un totale di 60 GW al 2022.
Qualcuno potrebbe dire che tra il dire e il fare c'è di mezzo... il mare.

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

