
Jinpeng XY, quattro posti in formato urbano: prova del quadriciclo elettrico
Quattro posti, cinque porte e dimensioni adatte alle strade cittadine: la Jinpeng XY prova ad avvicinare il quadriciclo elettrico all'esperienza di una piccola automobile. Importata in Italia da Desner Auto, è classificata come quadriciclo non leggero e può quindi essere guidata dai 16 anni. Il primo contatto, effettuato con un esemplare dimostrativo ancora soggetto a possibili modifiche, ne ha evidenziato la praticità urbana ma anche alcuni limiti nella guida e nelle dotazioni.
Quattro posti in meno di tre metri
La Jinpeng XY misura 2,85 metri in lunghezza, 1,40 metri in larghezza e 1,54 metri in altezza. Il dato più significativo è la possibilità di trasportare quattro persone, una configurazione poco comune tra i quadricicli presenti in Italia e in Europa. La larghezza contenuta facilita il passaggio nelle carreggiate urbane più strette, rendendo il veicolo adatto soprattutto agli spostamenti nei centri cittadini.
Lo spazio posteriore è sufficiente per percorsi brevi, soprattutto per passeggeri di statura contenuta, ma non nasce per affrontare lunghi tragitti. Il divano non dispone di poggiatesta e può essere abbattuto quando si viaggia in due, compensando almeno in parte un bagagliaio molto piccolo, capace di accogliere essenzialmente qualche zaino.
Il disegno esterno propone gruppi ottici anteriori e posteriori collegati da sottili elementi luminosi a LED. I paraurti in plastica nera non risultano particolarmente raffinati sul piano estetico, ma possono offrire una protezione utile nel traffico urbano e durante i parcheggi. Completano l'insieme i cerchi da 12 pollici, il lunotto di buone dimensioni e un piccolo accenno di spoiler posteriore.
Abitacolo semplice, con alcune rinunce
L'abitacolo utilizza prevalentemente plastiche rigide, ravvivate sull'esemplare provato da inserti colorati e sedili in similpelle con poggiatesta integrato nella prima fila. Il sedile anteriore può essere regolato longitudinalmente e nell'inclinazione. La plancia ospita un pulsante di accensione che funziona anche da selettore per retromarcia, folle, modalità Drive e Sport.
Il pannello digitale integra la strumentazione e uno schermo infotainment da 9 pollici. Le funzioni disponibili sul veicolo dimostrativo sono poche, ma comprendono il collegamento dello smartphone via cavo e, in teoria, tramite Bluetooth. La strumentazione mostra velocità, modalità di guida, chilometri percorsi e percentuale residua della batteria. È presente anche la telecamera posteriore, indicata come dotazione di serie.
I comandi fisici gestiscono climatizzazione e luci di emergenza, mentre per regolare il volume bisogna intervenire sullo schermo, perché il volante è privo di tasti. Durante la prova questa soluzione è apparsa macchinosa e potenzialmente fonte di distrazione. Manca inoltre una scelta più articolata dell'intensità della climatizzazione e l'unica presa disponibile è una USB. Il climatizzatore si è mostrato efficace, ma piuttosto rumoroso, e risulta escluso dalle dotazioni indicate come standard.
Batteria al piombo o al litio
La gamma prevista comprende due configurazioni. La versione di accesso utilizza una batteria al piombo da 6 kWh, abbinata a un motore da 5,4 CV e 70 Nm. La variante al litio dispone invece di un accumulatore da 7,68 kWh, con motore da 8 CV e 95 Nm. Per entrambe viene indicato un tempo di ricarica compreso tra sei e otto ore e un'autonomia simile, senza però fornire un valore chilometrico.
La scelta del piombo rappresenta il punto più controverso. Secondo quanto emerso durante la presentazione, queste batterie potrebbero richiedere la sostituzione dopo circa due anni, eventualmente tre grazie a un sistema di bilanciamento che non costituisce un vero BMS. Soffrono inoltre la scarica al di sotto del 50% e perdono energia anche quando non vengono utilizzate. Una simile soluzione può avere senso soltanto per percorrenze quotidiane molto ridotte e con ricariche frequenti; per un impiego più regolare, la variante al litio appare più convincente.
Come va su strada
La Jinpeng XY è autolimitata a 65 km/h. Nel nostro test la modalità Drive, assimilabile a una configurazione Eco, ha restituito un'accelerazione molto contenuta, mentre la modalità Sport ha offerto uno spunto sensibilmente più pronto e si è dimostrata più adatta anche alle salite. Il pedale dell'acceleratore è però apparso eccessivamente morbido e poco facile da dosare; al contrario, il freno richiede una pressione decisa e ha restituito una risposta poco progressiva.
La tenuta in curva è risultata adeguata mantenendo un'andatura coerente con il tipo di veicolo, mentre sul bagnato una guida più vivace ha evidenziato limiti maggiori. Le sospensioni trasmettono un comportamento piuttosto molleggiante e non assorbono in modo ottimale buche e asperità. Anche l'insonorizzazione è migliorabile: nell'abitacolo arriva chiaramente il segnale acustico destinato ad avvertire i pedoni della presenza del veicolo elettrico.
Più positive le impressioni relative alla visibilità anteriore e posteriore. Lo sterzo non è eccessivamente leggero e offre una risposta abbastanza diretta. Tra le criticità rimangono l'assenza dell'ABS e una frenata rigenerativa giudicata poco incisiva. La struttura, pur leggera, è realizzata in acciaio e presenta barre rinforzate laterali e anteriori, ma gli elementi disponibili non consentono di formulare valutazioni più ampie sulla sicurezza.
Un mezzo cittadino da valutare nella versione definitiva
La Jinpeng XY si rivolge soprattutto a ragazzi dai 16 anni, studenti e utenti che percorrono tragitti brevi in città. I quattro posti possono renderla utile anche come seconda vettura familiare per gli spostamenti nei centri urbani, dove ingombri ridotti e cinque porte rappresentano vantaggi concreti.
Il prezzo di partenza è stato indicato in via preliminare intorno ai 12.000 euro, ma al momento della prova non erano ancora disponibili cifre definitive né la differenza di costo tra le due batterie. Poiché gli esemplari utilizzati erano dimostrativi e alcuni affinamenti risultavano ancora in corso, il giudizio resta necessariamente provvisorio. Abitabilità e praticità costituiscono i suoi argomenti migliori; risposta dei pedali, comfort sulle sconnessioni, gestione dei comandi e assenza dell'ABS sono invece gli aspetti che richiedono maggiore attenzione.
Una domanda per voi
La riduzione del costo iniziale può giustificare la scelta di una batteria al piombo con una durata prevista sensibilmente più breve?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=VYiWMlggxT8

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!