Infinergy, la wallbox italiana che adatta ricarica, carichi e fotovoltaico
Una wallbox domestica deve erogare energia in sicurezza, ma la possibilità di adattarla all'impianto e di controllare con precisione la ricarica è altrettanto importante. Infinergy, soluzione sviluppata, assemblata e costruita ad Ancona da Semar, punta proprio sulla configurabilità: può essere scelta monofase o trifase, con una potenza massima che arriva a 22 kW, oltre che con differenti dotazioni per connettività, autorizzazione e gestione del cavo.
Una wallbox configurabile in base all'impianto
La versione utilizzata nel nostro test è il modello monofase da 7,4 kW di potenza massima, una configurazione pensata per impianti nei quali non è disponibile la trifase. La gamma consente tuttavia di scegliere anche varianti trifase, oltre alla presenza del modulo RFID, della connettività wireless e del display. Quest'ultimo può essere escluso dalla configurazione quando non è necessario.
Anche il collegamento al veicolo può essere adattato alle esigenze dell'installazione. La wallbox provata dispone di un cavo Tipo 2 integrato, ma è disponibile anche senza cavo fisso, così da utilizzare una presa. Il corpo ha una forma ovalizzata attorno alla quale può essere avvolto il cavo, evitando di lasciarlo disordinato nell'area di parcheggio. La cornice esterna è proposta in tre finiture: antracite, grigio più chiaro e bianco.
La protezione IP66 permette l'installazione anche all'esterno, purché il montaggio venga eseguito correttamente e siano impiegate le rondelle fornite per preservare il grado di protezione. Questa caratteristica amplia i possibili contesti d'impiego: non soltanto garage domestici e capannoni, ma anche parcheggi di strutture ricettive o attività commerciali.
Installazione semplice, ma serve un professionista
La confezione comprende una dima con la quale individuare i tre punti di fissaggio a parete. Dopo aver rimosso il pannello frontale, l'accesso ai morsetti di terra, neutro e fase è diretto, mentre il corrugato può entrare dalla parte inferiore del dispositivo. Nel caso specifico, con fori già realizzati e linea elettrica predisposta, il montaggio ha richiesto circa dieci minuti. Non è però un tempo rappresentativo di un'installazione completa, perché la preparazione della linea e delle protezioni dipende dall'impianto esistente.
La semplicità meccanica non deve far sottovalutare gli aspetti normativi e di sicurezza. La wallbox modifica l'impianto elettrico e deve essere collegata da un elettricista certificato, soprattutto in ambito condominiale. È inoltre necessaria una protezione dedicata, installata in un quadro o tramite un interruttore specifico. Nel nostro impianto il differenziale era già presente nel quadro collocato sul lato opposto della parete.
Configurazione tramite app e controllo degli accessi
La prima configurazione avviene attraverso l'applicazione dedicata, dopo aver creato un account e acquisito il codice QR fornito con le istruzioni. La procedura permette di collegare la wallbox alla rete Wi-Fi, assegnarle un nome e impostare il limite di sicurezza. Pur avendo a disposizione una potenza massima di 7,4 kW e 32 A, durante la prova il limite è stato fissato a 16 A.
L'accesso può rimanere libero oppure richiedere un'autorizzazione dall'app a ogni nuova sessione. Nelle versioni dotate dell'apposito modulo è possibile utilizzare anche una tessera RFID, opzione utile per hotel, ristoranti e altre attività che desiderano riservare la ricarica ai propri clienti. L'app consente inoltre di gestire più dispositivi, impostare un PIN, regolare luminosità e suoni dei tasti, controllare lo stato delle connessioni e verificare la disponibilità di aggiornamenti firmware.
Le modalità previste comprendono Fast, Green e ricarica programmata. Si possono impostare un limite fisso, il costo dell'energia e le notifiche da ricevere, oltre a consultare statistiche suddivise per settimana, mese e anno. Per ogni sessione vengono mostrati energia erogata, durata, potenza e costo stimato, se la relativa tariffa è stata configurata.
Gestione dei carichi, fotovoltaico e prova con Model Y
Uno degli aspetti centrali è la predisposizione alla gestione dinamica dei carichi. Attraverso sistemi di misura compatibili, Infinergy può conoscere l'assorbimento dell'abitazione o dell'azienda e regolare la potenza destinata all'auto senza superare il limite impostato. Può inoltre tenere conto della produzione di un impianto fotovoltaico, indirizzando verso il veicolo l'energia disponibile. Durante la prova questi misuratori non erano installati, quindi le relative funzioni non sono state verificate sul campo.
Il test di ricarica è stato effettuato con una Tesla Model Y. Con il limite fissato a 16 A e alimentazione monofase, la potenza indicata si è stabilizzata intorno a 3,4 kW. I dati di servizio dell'auto riportavano circa 213 V e 16 A, valori coerenti con i 3,4 kW visualizzati dalla wallbox e con i 3,4-3,5 kW mostrati dall'applicazione. Lo scostamento rilevato tra le diverse letture è risultato minimo.
Il display fornisce in italiano lo stato della sessione, il flusso dell'energia, la potenza istantanea, i kWh trasferiti e il tempo trascorso. L'applicazione si è mostrata reattiva e facilmente leggibile durante il primo contatto. Il quadro complessivo è quello di una wallbox flessibile, capace di partire da una configurazione essenziale e aggiungere display, RFID e funzioni di misura in base al tipo di impianto e al contesto d'uso.
Una domanda per voi
Nella ricarica domestica è più importante la potenza massima della wallbox o la capacità di adattarla ai consumi e alla produzione fotovoltaica?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=jv_uSObD4pc

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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