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Idrogeno solare senza elettricità: la ricerca coreana e le altre novità green
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Idrogeno solare senza elettricità: la ricerca coreana e le altre novità green

5 min.

Produrre idrogeno direttamente dalla luce solare, senza ricorrere all'elettricità o agli elettrolizzatori, è la prospettiva aperta da una tecnologia sviluppata in Corea. È una delle novità più rilevanti emerse nel settore green, insieme ai progressi italiani sulla fusione, alle iniziative territoriali per l'energia rinnovabile e a nuove applicazioni elettriche nel trasporto nautico.

Idrogeno direttamente dalla luce solare

Un gruppo di ricerca coreano ha sviluppato un reattore fotocatalitico capace di generare idrogeno sfruttando direttamente la luce solare. Il sistema utilizza particelle di ossido di titanio modificate con platino per scindere l'acqua in ossigeno e idrogeno, con un funzionamento descritto come stabile e continuo.

L'efficienza dichiarata raggiunge il 98,46%. Il dato è significativo perché la fotocatalisi è stata finora limitata, nelle applicazioni su larga scala, proprio dai problemi di stabilità. Eliminare la conversione preliminare della luce in elettricità e fare a meno degli elettrolizzatori potrebbe inoltre ridurre costi e complessità infrastrutturali.

Il passaggio dalla ricerca all'impiego sul campo resta però il punto da verificare. La tecnologia apre una prospettiva interessante per la produzione di idrogeno pulito, ma le informazioni disponibili non consentono ancora di valutarne la scalabilità industriale o i tempi necessari per una concreta applicazione.

Fusione: il magnete del DTT e gli studi sul carbonio liquido

A Frascati è stato presentato il primo magnete superconduttivo del reattore sperimentale DTT. Il componente dovrà generare il campo magnetico necessario a confinare il plasma ad altissime temperature. Il progetto, guidato da ENEA con la partecipazione di soggetti scientifici e industriali italiani ed europei, punta soprattutto a studiare la gestione del calore nella zona del divertore, dove si concentra l'energia rilasciata dalla reazione.

Il magnete è stato realizzato attraverso tecnologie sviluppate in Italia e rappresenta un passaggio concreto nella costruzione dell'infrastruttura sperimentale. La gestione termica resta infatti una delle criticità decisive per trasformare la fusione in una fonte energetica utilizzabile.

Un altro filone di ricerca europeo riguarda il carbonio liquido, ottenuto per la prima volta mediante un impulso laser in condizioni di pressione paragonabili a quelle presenti nelle profondità planetarie. Un super acceleratore ad Amburgo ha permesso di acquisire immagini su scala atomica in trilionesimi di secondo.

I dati raccolti possono aiutare a progettare le minuscole sfere che racchiudono il combustibile nei reattori a fusione laser. Comprendere il comportamento del carbonio durante il processo potrebbe favorire la costruzione di gusci più uniformi e implosioni più efficienti. La capacità del materiale di assorbire calore e rallentare i neutroni suggerisce inoltre un possibile impiego futuro come fluido refrigerante, con l'obiettivo di ridurre materiali radioattivi e costi di manutenzione.

Comunità energetiche e incentivi alle imprese

Nel Sud Italia, le comunità energetiche rinnovabili sono al centro delle iniziative presentate al Green Med Symposium 2025 di Napoli. Il modello prevede autoproduzione e condivisione locale dell'energia, soprattutto attraverso impianti fotovoltaici, affiancati da smart grid, sistemi di accumulo e strumenti digitali per controllare in tempo reale i flussi energetici.

Oltre alla riduzione delle emissioni e della dipendenza dalle fonti fossili, le comunità energetiche napoletane vengono considerate anche uno strumento per contrastare la povertà energetica e generare valore sociale sul territorio.

In Calabria è stato invece predisposto un fondo per l'efficienza energetica e le rinnovabili destinato alle imprese, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro. L'intervento combina finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, arrivando a coprire fino al 100% dell'investimento ammesso. Il bando gestito da FinCalabria è rivolto alle micro, piccole e medie imprese dei settori industria, artigianato e servizi.

Anche l'Arena di Verona viene ora alimentata con energia dichiarata al 100% rinnovabile grazie a un accordo con AGSM AIM. Il sistema combina fonti fotovoltaiche e accumulo, con una riduzione indicata in 800 tonnellate di CO2 all'anno. Sensori integrati nell'infrastruttura consentono di monitorare i consumi in tempo reale.

Riciclo, nautica elettrica e uso del territorio

Sul fronte dell'economia circolare, nel 2024 Ecopneus ha raccolto e avviato a recupero oltre 168.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, superando del 10% gli obiettivi di legge senza aumentare i costi per i cittadini. In 14 anni Ecotyre ha recuperato circa 583,5 milioni di chilogrammi di pneumatici, equivalenti a circa 77 milioni di pezzi.

La gomma riciclata viene utilizzata in pavimentazioni sportive, isolanti e asfalti progettati per essere più silenziosi e durevoli. Il recupero consente così di limitare l'impiego di risorse naturali e le emissioni associate alla produzione di nuovi materiali.

A Venezia, Lucietta è stato presentato come il primo taxi boat completamente elettrico pensato per la laguna. Sviluppato da Rower con Nauta e il cantiere Serenella di Murano, è nato dal confronto con i tassisti per rispettare i limiti di sagoma e le esigenze operative dei canali. Lo scafo in fibra di carbonio misura 9,30 metri per 2,30 e può ospitare fino a 14 passeggeri.

Il sistema di propulsione comprende un motore da 200 kW e batterie da 180 kWh. La velocità massima dichiarata è di 30 nodi, mentre alle andature previste in laguna l'autonomia dovrebbe coprire un'intera giornata di lavoro senza ricariche. La riduzione dei costi operativi indicata rispetto ai taxi tradizionali è di circa il 90%.

Più controverso è il caso pugliese dei 1.600 ulivi espiantati per realizzare un impianto fotovoltaico dalla potenza indicata di circa 1 MW. Il progetto utilizza pannelli bifacciali e inseguitori solari, ma non una configurazione agrivoltaica che consenta di mantenere le attività agricole tra le file. La vicenda evidenzia un nodo centrale della transizione: la produzione di energia rinnovabile deve essere valutata anche rispetto al consumo di suolo e alla tutela delle attività agricole esistenti.

Una domanda per voi

La produzione fotocatalitica di idrogeno senza elettricità potrà ridurre davvero costi e infrastrutture passando dal laboratorio alla larga scala?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=98dAln47K5c

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!