Hyundai NEXO a idrogeno: come funziona e come si rifornisce a Bolzano
La Hyundai NEXO è un’auto elettrica nella quale l’energia necessaria alla trazione viene prodotta a bordo da una cella a combustibile alimentata a idrogeno. Durante la prova a Bolzano, questa architettura ha mostrato i vantaggi tipici della propulsione elettrica, dalla risposta immediata alla silenziosità, insieme a un rifornimento completabile in pochi minuti. Il vero limite emerso non riguarda però la guida, bensì la disponibilità dell’infrastruttura.
Tre serbatoi a 700 bar e un motore elettrico da 163 CV
La NEXO dispone di tre serbatoi per immagazzinare complessivamente circa 6,6 kg di idrogeno alla pressione di 700 bar. La trazione è anteriore e viene affidata a un motore completamente elettrico da 163 CV. A bordo è presente anche una batteria da 1,5 kWh, utilizzata per accumulare l’energia recuperata con la frenata rigenerativa e per fornire potenza aggiuntiva al motore durante gli spunti.
Il cuore del sistema è la fuel cell: riceve l’idrogeno dai serbatoi e utilizza l’aria prelevata dall’ambiente per produrre energia elettrica. Questa può alimentare direttamente il motore oppure essere indirizzata alla batteria, secondo le necessità del momento. Dal sistema viene espulsa acqua, mentre non è necessario attendere il riscaldamento di un motore termico prima di partire.
Nonostante un peso dichiarato di due tonnellate, nella breve esperienza di guida la risposta è apparsa pronta. Anche un utilizzatore abituale della vettura ha descritto prestazioni adeguate, buona silenziosità e un comportamento particolarmente confortevole in autostrada. Si tratta di impressioni legate all’esperienza sul campo, non di una misurazione strumentale delle prestazioni.
Interni, infotainment e assistenza alla guida
Uno degli aspetti più convincenti emersi dal test è la qualità percepita dell’abitacolo. Le plastiche sono risultate morbide, la plancia ben organizzata e i sedili, riscaldabili e raffreddabili, molto confortevoli. Il confronto soggettivo formulato durante la prova colloca la cura costruttiva degli interni sul livello percepito di Mercedes-Benz e Lexus, oltre a evidenziare una finitura superiore rispetto alle aspettative di chi utilizza abitualmente una Tesla.
L’infotainment può essere gestito tramite touchscreen, manopola e pulsanti fisici. Durante il test si è mostrato reattivo e permette anche di visualizzare il funzionamento del sistema a idrogeno, distinguendo i momenti nei quali l’energia viene inviata alla batteria da quelli in cui alimenta direttamente il motore elettrico. Un’altra schermata consente di controllare temperatura, pressione e stato dei tre serbatoi.
La dotazione comprende diverse telecamere, incluse quelle che ricostruiscono sul display una vista dell’area circostante. Sono inoltre presenti il mantenimento della corsia, il controllo della distanza dal veicolo che precede e il cruise control. Dalla chiave è possibile comandare anche gli spostamenti in avanti e indietro e la funzione di parcheggio automatico.
Autonomia reale legata alla velocità
Secondo l’esperienza riportata dall’utilizzatore della flotta, con i serbatoi pieni la NEXO può avvicinarsi a 600 km mantenendo una velocità non superiore a 110 km/h. Nell’impiego medio vengono invece percorsi circa 450-500 km. Sono valori riferiti all’utilizzo concreto raccontato durante la prova e fortemente condizionati dalla velocità, non il risultato di una verifica autonoma.
Autostrada del Brennero disponeva di quattro vetture a idrogeno e riusciva a impiegarle soprattutto lungo il tratto compreso tra Bolzano, Trento e Verona, mantenendo Bolzano come punto di riferimento per il rifornimento. Sui percorsi autostradali affrontati a velocità più vicine a 130 km/h, l’utilizzatore preferiva non pianificare spostamenti al limite dell’autonomia teorica.
Il sistema di navigazione tiene conto di questa particolare esigenza: integra la mappa dei centri di distribuzione dell’idrogeno e confronta la distanza dalla stazione successiva con l’autonomia disponibile. È una funzione essenziale per una tecnologia la cui praticità dipende in modo diretto dalla posizione dei punti di rifornimento.
Rifornimento in 4-5 minuti, ma la rete resta il limite
Al momento della prova, il centro di Bolzano era indicato come l’unico distributore italiano aperto al pubblico capace di erogare idrogeno a 700 bar. La stazione non era presidiata: per accedervi e rifornire autonomamente era necessario seguire un corso e ricevere un telecomando. In alternativa, si poteva contattare un incaricato per ottenere assistenza.
La procedura prevede il collegamento della pistola al bocchettone e una serie di controlli preliminari. Automobile e stazione comunicano a infrarossi scambiando dati come temperatura e pressione; solo se i parametri risultano corretti viene avviato il trasferimento dell’idrogeno. Con i serbatoi completamente vuoti, il tempo indicato per completare l’operazione è di circa quattro o cinque minuti.
La rapidità del rifornimento rappresenta quindi il vantaggio pratico più evidente rispetto ai tempi necessari per ricaricare una batteria. La NEXO dimostra inoltre che guidare un’auto a idrogeno non richiede abitudini particolari rispetto a un’altra elettrica. Resta però una criticità decisiva: pochi minuti alla pompa servono a poco se raggiungere quella pompa impone di organizzare ogni viaggio intorno a un unico punto disponibile.
Una domanda per voi
La rapidità del rifornimento può compensare il limite di una rete con pochissime stazioni a idrogeno disponibili?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Zl70a4Ay44U

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