Hyundai Kona Electric da 64 kWh: autonomia e limiti alla prova
Batteria da 64 kWh, circa 200 CV e un’autonomia indicata nell’ordine dei 400 km in autostrada e dei 500 km in città: la Hyundai Kona Electric provata nel 2019 mette in primo piano l’efficienza e la praticità. Il test evidenzia però anche alcuni compromessi, legati soprattutto alla qualità percepita dell’abitacolo, a un infotainment poco evoluto e alla difficoltà della trazione anteriore nel gestire la coppia immediata del motore elettrico.
Un’elettrica costruita su una piattaforma condivisa
La Kona Electric condivide telaio, impostazione generale e strumentazione con le versioni termiche e ibride. Esternamente le differenze più evidenti riguardano il frontale privo della tradizionale griglia aperta e le scritte identificative. Questa scelta permette al modello elettrico di conservare aspetto e impostazione delle altre Kona, ma porta con sé un limite pratico: aprendo il cofano anteriore non si trova un vano per i bagagli, perché quello spazio è occupato dal motore e dagli altri componenti.
L’auto non è quindi nata esclusivamente intorno alla propulsione elettrica. Nell’uso quotidiano questo non annulla i suoi punti di forza, ma impedisce di sfruttare alcuni vantaggi di una piattaforma progettata fin dall’origine senza un motore termico. L’esemplare con batteria da 64 kWh ha un peso dichiarato durante la prova di circa 1.650 kg, che al volante è apparso meno evidente del previsto grazie alla maneggevolezza e alla risposta pronta del propulsore.
Prestazioni brillanti, ma la trazione anteriore è un limite
La potenza indicata è di circa 200 CV, accompagnata dalla tipica disponibilità immediata della coppia elettrica. In modalità Sport l’accelerazione è vigorosa, ma durante il test le ruote anteriori hanno perso aderenza più volte. L’impressione emersa è che la sola trazione anteriore fatichi a trasferire a terra tutta la spinta, soprattutto nelle partenze più decise.
Passando alla modalità Eco, la risposta dell’acceleratore cambia sensibilmente e diventa meno aggressiva, pur restando adeguata alla guida ordinaria. La Kona dispone inoltre della modalità creep, che la fa avanzare gradualmente quando si rilascia il freno, riproducendo il comportamento familiare delle auto con cambio automatico.
Particolarmente riuscita è la regolazione della frenata rigenerativa attraverso le palette al volante. Il conducente può modificare rapidamente il livello di recupero senza entrare nei menu dell’infotainment: una soluzione giudicata immediata e utile per adattare il comportamento dell’auto alle diverse condizioni di guida.
Dotazione completa e abitacolo funzionale
L’allestimento provato offre una dotazione ampia. Sono presenti mantenimento della corsia, frenata di emergenza e cruise control adattivo, oltre ai sedili riscaldabili, alla regolazione elettrica delle sedute e a un impianto di climatizzazione giudicato efficace. Il preriscaldamento può essere programmato dal computer di bordo, così da trovare l’abitacolo già caldo al mattino.
Manca invece un’applicazione ufficiale per la gestione remota, assenza percepita come una limitazione tecnologica. Nel test vengono comunque citate applicazioni di terze parti capaci di offrire alcune funzioni di monitoraggio. Anche il display supplementare davanti al conducente contribuisce alla praticità, mostrando informazioni come velocità e limiti senza richiedere di distogliere troppo lo sguardo dalla strada.
La qualità percepita non è uniforme. La plancia è funzionale, ma le plastiche sono apparse meno curate di quanto il posizionamento economico della versione elettrica potrebbe far attendere. Al momento della prova veniva indicata una fascia di prezzo compresa tra 40.000 e 50.000 euro, mentre l’impostazione dell’abitacolo restava quella di un modello disponibile anche con motorizzazioni più economiche.
Infotainment tradizionale, autonomia convincente
La strumentazione è completa e il quadro centrale cambia grafica in base alla modalità di guida. L’impostazione basata su pulsanti fisici può risultare più immediata per chi non desidera concentrare ogni funzione in un grande schermo. Il confronto con Tesla mette però in luce un approccio meno orientato al software e all’innovazione digitale.
Il principale punto debole è il navigatore di bordo, apparso datato nella grafica e nel sistema di aggiornamento tramite scheda SD. Non offre mappe continuamente aggiornate né la stessa disponibilità di punti di interesse associata ai servizi online. Android Auto consente comunque di utilizzare alcune funzioni dello smartphone, mentre l’impianto audio è stato valutato più che soddisfacente, favorito anche dalla silenziosità dell’abitacolo.
Il dato più convincente resta l’autonomia. Le percorrenze riportate sono di circa 400 km in autostrada e fino a 500 km nell’uso cittadino, con risultati che dipendono naturalmente dallo stile di guida. Nel primo contatto la Kona Electric si è quindi mostrata adatta anche a chi si avvicina per la prima volta alla mobilità elettrica: è facile da guidare, offre comandi tradizionali e abbina una buona dotazione a un raggio d’azione rilevante. I compromessi principali riguardano invece l’esperienza digitale, i materiali interni e la gestione della potenza sulle sole ruote anteriori.
Una domanda per voi
Nella scelta di un’elettrica conta di più una lunga autonomia oppure una piattaforma progettata fin dall’origine per la propulsione a batteria?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=p_0crdgucfQ

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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