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Hyundai Ioniq in autostrada: 149 km consumano il 72% della batteria
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Hyundai Ioniq in autostrada: 149 km consumano il 72% della batteria

4 min.

Quanto pesa un viaggio autostradale sull'autonomia della Hyundai Ioniq Electric? Nel nostro test, condotto su un percorso verso Carpi, l'auto ha coperto 149 km consumando il 72% della batteria. Alla prova su strada è seguito un tentativo di ricarica presso una stazione Ionity, utile anche per valutare l'esperienza offerta dall'infrastruttura pubblica.

Partenza al 100% e autonomia stimata di 271 km

La Hyundai Ioniq è partita con la batteria al 100% e un'autonomia indicata di 271 km. Il navigatore ha calcolato inizialmente 154 km fino alla destinazione di Carpi, con un tempo previsto di un'ora e 59 minuti. La temperatura esterna riportata dal display era di 14 °C.

Per la prova è stata selezionata la modalità di guida Normal, mantenendo la frenata rigenerativa al livello 3. Quest'ultima impostazione aumenta il rallentamento quando si solleva il piede dall'acceleratore e consente di recuperare parte dell'energia durante le decelerazioni. Nel corso del test è risultata anche la configurazione ritenuta più comoda.

Sono stati utilizzati inoltre i sistemi di assistenza disponibili, tra cui il mantenimento dell'auto all'interno della corsia e il controllo automatico della velocità. La prova non fornisce però dati sufficienti per valutare nel dettaglio il loro comportamento in tutte le condizioni: l'esperienza si limita al percorso affrontato.

Il limite del navigatore nella pianificazione energetica

Il sistema di navigazione ha mostrato in modo chiaro il percorso e le stazioni di ricarica presenti nelle vicinanze. Mancava però un'informazione particolarmente utile per un viaggio elettrico: la percentuale di batteria prevista all'arrivo. Il conducente poteva quindi conoscere distanza e tempo di percorrenza, ma non riceveva una stima energetica direttamente collegata alla destinazione.

Si tratta di un limite pratico, perché l'autonomia visualizzata alla partenza è una previsione soggetta a cambiare durante il viaggio. Velocità, condizioni ambientali e caratteristiche del percorso incidono sul consumo, mentre una stima della carica residua all'arrivo permette di capire più facilmente se sia necessario programmare una sosta.

I risultati del test autostradale

All'arrivo la batteria era al 28%. Il computer di bordo ha registrato 149 km percorsi, un'ora e 29 minuti di guida e 10 minuti di sosta. Per completare il tragitto è stato quindi utilizzato il 72% della carica disponibile.

Il risultato mostra una differenza rilevante rispetto ai 271 km indicati alla partenza, ma non deve essere letto come una misura valida in qualsiasi situazione. È il dato emerso da uno specifico viaggio autostradale e non da una prova completa condotta su più percorsi, velocità e condizioni climatiche.

Resta comunque un'indicazione concreta per chi utilizza l'auto nei trasferimenti veloci: la stima iniziale non coincide necessariamente con la percorrenza ottenibile in autostrada. Per valutare la sostenibilità di una tappa diventano quindi importanti sia il margine residuo sia la disponibilità di una ricarica funzionante all'arrivo.

Ricarica Ionity: avvio problematico e nessun dato sulla potenza

La stazione Ionity di Carpi disponeva di sei punti di ricarica. L'obiettivo era verificare la possibilità di raggiungere una potenza teorica di 100 kW, ma l'esperienza non ha prodotto una misurazione conclusiva: nel materiale disponibile non viene indicata la potenza effettivamente raggiunta né la quantità di energia caricata.

L'avvio della sessione non è stato immediato. La lettura del codice QR ha restituito un errore e una prima colonnina non ha funzionato, rendendo necessario spostarsi su un altro punto. Una volta avviata, la ricarica è stata percepita come veloce e si è svolta normalmente, ma i problemi iniziali hanno inciso sulla semplicità dell'esperienza.

Il test mette così in evidenza due aspetti distinti della mobilità elettrica. Da una parte c'è l'efficienza dell'auto, che in autostrada deve essere valutata sulla base del consumo reale e non soltanto dell'autonomia mostrata alla partenza. Dall'altra c'è l'affidabilità della rete: una stazione con più punti disponibili riduce il rischio di rimanere bloccati, ma procedure di attivazione e colonnine operative restano determinanti per rendere la sosta prevedibile.

Una domanda per voi

Nella pianificazione di un viaggio elettrico conta di più una stima precisa della carica all'arrivo o la disponibilità di più punti di ricarica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=1ef8NikYT6M

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!