Skip to main content
Hyundai Ioniq 6, primo contatto tra efficienza e ricarica a 800 V
Pubblicato il
Aggiornato il

Hyundai Ioniq 6, primo contatto tra efficienza e ricarica a 800 V

5 min.

La Hyundai Ioniq 6 porta su strada un’impostazione molto diversa rispetto alla Ioniq 5, pur condividendone alcuni elementi tecnologici e stilistici nell’abitacolo. Il primo contatto sulle strade delle Langhe ha riguardato la versione più potente, dotata di batteria da 77 kWh, due motori, trazione integrale e oltre 300 CV. Non si tratta ancora di una prova completa di consumi e autonomia, ma l’esperienza ha permesso di valutare ricarica, comportamento dinamico, interfaccia digitale e sistemi di assistenza.

Batteria da 77 kWh e architettura a 800 volt

Uno degli elementi tecnici centrali della Ioniq 6 è l’architettura compatibile con sistemi a 400 e 800 volt, pensata per adattarsi alle diverse infrastrutture di ricarica. Collegandosi a una colonnina HPC da 350 kW, Hyundai indica un passaggio dal 10% all’80% in 18 minuti. È un dato importante soprattutto nei viaggi lunghi, dove la rapidità della sosta può incidere sull’esperienza d’uso almeno quanto l’autonomia disponibile.

La ricarica in corrente alternata si affida invece a un caricatore di bordo da 11 kW. Con la batteria da 77 kWh, durante la presentazione è stato stimato un tempo vicino alle sette ore in AC, mentre presso una colonnina da 50 kW servirebbe circa un’ora o poco più. Un caricatore da 22 kW avrebbe offerto maggiore flessibilità sulle infrastrutture compatibili, ma avrebbe anche comportato un aumento dei costi.

L’efficienza è sostenuta da una carrozzeria con coefficiente aerodinamico particolarmente basso, anche se nel primo contatto non sono stati rilevati consumi verificabili. Proprio l’autonomia reale, specialmente in autostrada, resta quindi uno degli aspetti da approfondire con una prova più lunga.

Guida dinamica e frenata rigenerativa regolabile

Le modalità di guida disponibili sono Eco, Normal e Sport. In Eco la potenza viene ridotta in modo chiaramente percepibile per privilegiare l’autonomia. La modalità Sport cambia invece il carattere dell’auto: nel corso del test la risposta all’acceleratore è risultata immediata e priva di ritardi avvertibili, con un comportamento dinamico convincente anche nei tratti più guidati.

Lo sterzo può essere regolato nella durezza e, durante il primo contatto, si è mostrato preciso. La vettura è rimasta composta nelle curve affrontate lungo il percorso, trasmettendo una sensazione di stabilità coerente con l’impostazione sportiva della versione a trazione integrale. Si tratta comunque di impressioni iniziali, raccolte su strada e non sufficienti per formulare un giudizio definitivo sul comportamento al limite.

La gestione della frenata rigenerativa avviene attraverso le palette dietro il volante. Il conducente può selezionare i livelli 0, 1, 2 e 3, oltre a una modalità automatica richiamabile tenendo premuta una delle palette. In questa configurazione il sistema analizza ciò che circonda l’auto e adegua il recupero di energia alle condizioni rilevate, riducendo la necessità di intervenire continuamente sulle impostazioni.

Specchietti digitali e abitacolo tecnologico

Tra gli optional figura un pacchetto da 1.800 euro che comprende gli specchietti digitali e il tetto apribile. Le telecamere esterne inviano le immagini a due schermi collocati alle estremità della plancia. La loro posizione è vicina alla normale linea visiva utilizzata per gli specchietti tradizionali: durante la prova non è stato necessario abbassare eccessivamente lo sguardo, un vantaggio rispetto ad altre soluzioni analoghe.

Il sistema è pensato anche per migliorare la visibilità in manovra e in condizioni di luce scarsa. Rimane però una tecnologia che richiede adattamento, perché sostituisce la riflessione di uno specchio con un’immagine elaborata da telecamere e display.

L’infotainment è apparso più reattivo rispetto a quello della Ioniq 5, grazie a un aggiornamento dell’hardware. Il navigatore ha lasciato una buona impressione e l’head-up display presenta numerose informazioni senza obbligare il conducente a distogliere lo sguardo dalla strada. Meno convincente la posizione del display centrale da 12 pollici: non essendo orientato verso chi guida, può risultare meno facile da raggiungere per chi ha le braccia più corte.

La plancia riprende l’organizzazione della Ioniq 5, con una disposizione simile per schermi, bocchette di aerazione e comandi della climatizzazione. Hyundai ha conservato una combinazione di superfici touch e pulsanti fisici, una scelta pratica per le funzioni utilizzate più spesso. I quattro pixel luminosi al centro del volante possono richiamare l’attenzione del conducente e indicare lo stato della ricarica quando l’auto è collegata.

Materiali, dotazioni e prezzi indicati

I sedili traforati sono riscaldabili e ventilati. Per i rivestimenti è stata utilizzata pelle di origine animale recuperata secondo un approccio che, nella spiegazione fornita durante la presentazione, avrebbe un impatto inferiore rispetto ad alcune alternative sintetiche. I tappetini impiegano invece materiale ricavato da reti da pesca recuperate dal mare, inserendo il riutilizzo delle plastiche tra i temi progettuali dell’abitacolo.

La gamma illustrata parte da circa 47.000 euro per la versione con batteria da 53 kWh, che al momento della presentazione non rientrava negli incentivi. Il modello intermedio, con batteria da 77 kWh e un solo motore posteriore, si collocava intorno ai 55.000 euro. La variante a trazione integrale con due motori arrivava a circa 62.000 euro e dichiarava 514 km di autonomia. Su quest’ultima il vano anteriore ha una capacità di soli 10 litri, mentre risulta più ampio sulla versione a motore singolo.

I sistemi ADAS sono presenti su tutte le versioni e comprendono funzioni dedicate anche al riconoscimento di pedoni e ciclisti. Il cruise control adattivo è disponibile, mentre il sistema di guida assistita di livello 2 non è incluso come dotazione standard. La Ioniq 6 ha inoltre ottenuto cinque stelle Euro NCAP. Il quadro emerso dal primo contatto è quello di una berlina elettrica tecnologicamente completa, ma autonomia e consumi reali dovranno essere verificati con un test più esteso.

Una domanda per voi

Nella scelta di una berlina elettrica conta di più l’autonomia dichiarata o la possibilità di recuperare rapidamente energia alle colonnine HPC?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=VQnoNIMACQs

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!