Hyundai Ioniq 6, oltre 1.100 km in autostrada tra efficienza e ricarica a 800 volt
Quanto incidono efficienza e velocità di ricarica quando un’auto elettrica deve percorrere oltre 1.100 km quasi interamente in autostrada? La Hyundai Ioniq 6 RWD Long Range è stata sottoposta a una prova particolarmente impegnativa, mantenendo dove possibile una velocità prossima ai 130-135 km/h e concentrando le soste nei punti di ricarica ad alta potenza.
Il risultato finale è stato un tempo di guida di 8 ore e 39 minuti, al quale si sono aggiunte circa due ore complessive di sosta, per un totale di 10 ore e 39 minuti. La velocità media conclusiva registrata dal sistema GPS è stata di 128,7 km/h. Non si tratta di una prova scientifica, perché traffico e condizioni ambientali possono cambiare, ma di un test sul campo costruito per rendere confrontabili autonomia autostradale, consumi e ricarica.
Un percorso pensato per misurare auto e infrastruttura
L’itinerario comprendeva un circuito di circa 550 km da percorrere all’andata e al ritorno, sviluppato tra A4, A13, A1 e l’area di Milano. La pianificazione prevedeva una stazione HPC ogni 100-150 km circa, principalmente presso le infrastrutture Free To X, con una tappa Ionity prevista lungo la A4. Questa densità di punti di ricarica permette di adattare la prova anche a vetture con autonomie molto diverse.
La Ioniq 6 utilizzata era la versione con un solo motore posteriore e batteria Long Range, accreditata nel materiale della prova di circa 615 km. Il dato dichiarato, però, non era il vero obiettivo del test: in autostrada, a velocità sostenuta, diventano determinanti il consumo reale e la capacità di recuperare rapidamente energia. Per rilevare velocità media, percorso e altitudine è stato impiegato sempre lo stesso sistema GPS.
Quasi 400 km alla prima sosta
La partenza è avvenuta con la batteria al 100%. Dopo 200 km, con una media di circa 129 km/h condizionata da un breve tratto di traffico, il computer di bordo indicava un consumo di 19,1 kWh/100 km e il 52% di carica residua. Al traguardo dei 300 km erano trascorse 2 ore e 19 minuti, la media restava pari a 129,1 km/h e la batteria era al 25%. Nel frattempo la temperatura esterna era aumentata ed era stato attivato il climatizzatore a 21 °C.
La prima sosta è arrivata dopo 395,7 km, con il 2% residuo. Il consumo medio mostrato dall’auto era sceso a 18,5 kWh/100 km, mentre la velocità media risultava di 129 km/h. Arrivare alla colonnina con una percentuale così bassa non rappresenta una condotta consigliabile nell’uso ordinario: la scelta era funzionale a misurare il limite della vettura su un percorso conosciuto e costantemente monitorato.
L’architettura a 800 volt alla prova delle HPC
Alla prima Free To X la potenza è salita fino a circa 215 kW. L’auto stimava 23 minuti per raggiungere l’80%, mostrando il vantaggio dell’architettura a 800 volt quando viene collegata a una stazione compatibile. La sosta per il pranzo ha però portato la ricarica ben oltre la finestra più conveniente: dopo 45 minuti lo stato di carica era al 98%, la potenza era scesa a 15,6 kW e risultavano immessi 79,81 kWh.
Questo passaggio evidenzia un aspetto importante dei viaggi elettrici: fermarsi fino al 100% non è sempre la strategia più rapida. Conviene sfruttare la parte della curva nella quale la batteria accetta maggiore potenza e ripartire quando la velocità di ricarica cala, purché l’energia disponibile sia sufficiente per raggiungere la tappa successiva.
La seconda ricarica è iniziata dopo 762 km, con un livello residuo compreso tra il 5 e il 6% e un consumo medio di 20 kWh/100 km. La potenza è salita fino a circa 216 kW. Anche superato l’80%, la curva si è mantenuta interessante: all’83% la Ioniq 6 assorbiva ancora 121 kW. Verso il 94%, invece, la potenza era scesa a circa 30 kW e la prova è ripartita senza attendere il 100%.
Il risultato: velocità elevata, ma soste da ottimizzare
Nel tratto successivo, su una distanza di 242 km, il consumo medio rilevato è stato di 18 kWh/100 km, con una velocità media ancora prossima a 129,4 km/h prima delle variazioni dovute al traffico e a un errore di percorso. Al termine del viaggio la media complessiva è scesa leggermente a 128,7 km/h.
Durante una ricarica conclusiva è stata inoltre osservata una potenza di 223 kW. È proprio la combinazione tra aerodinamica, consumi autostradali contenuti e capacità di accettare potenze elevate a caratterizzare il comportamento della Ioniq 6 sulle lunghe distanze. Il test mostra però anche quanto il risultato dipenda dalla strategia: le circa due ore di sosta comprendono pause più lunghe del necessario, come il pranzo effettuato mentre l’auto proseguiva fino a sfiorare il 100%.
In condizioni reali, quindi, il tempo complessivo potrebbe cambiare in base al traffico, alla temperatura della batteria, alla disponibilità delle colonnine e alla percentuale scelta per ripartire. La prova conferma comunque che, sulle lunghe percorrenze, non conta soltanto quanta energia può immagazzinare una vettura: diventano altrettanto importanti la curva di ricarica e la possibilità di trovare infrastrutture HPC ben distribuite lungo il tragitto.
Una domanda per voi
In un lungo viaggio elettrico conta di più ridurre i consumi o poter mantenere potenze di ricarica elevate durante soste brevi?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=4jal7vcj7ws

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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