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Hyundai Ioniq 6 Long Range, efficienza e ricarica al centro della prova
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Hyundai Ioniq 6 Long Range, efficienza e ricarica al centro della prova

6 min.

Efficienza aerodinamica, ricarica molto rapida e comfort nei lunghi trasferimenti sono i punti sui quali la Hyundai Ioniq 6 Long Range a trazione posteriore costruisce la propria identità. Nel nostro test, durato cinque giorni e 875 km, questa configurazione ha registrato un consumo medio di 14,1 kWh/100 km, mostrando una notevole coerenza tra forma, tecnologia e utilizzo reale. Non mancano però aspetti migliorabili, soprattutto nell'interfaccia di bordo e nella gestione della modalità One Pedal.

Una forma progettata intorno all'aerodinamica

Il design della Ioniq 6 può dividere, specialmente osservando l'auto lateralmente e nella zona posteriore, ma quasi ogni soluzione sembra rispondere prima di tutto a un'esigenza funzionale. All'anteriore sono presenti prese d'aria attive, capaci di aprirsi e chiudersi in base alle richieste del sistema, comprese quelle legate alla gestione termica durante la ricarica. Le feritoie laterali guidano invece il flusso all'interno dei passaruota, limitandone la dispersione lungo la carrozzeria.

Anche i tergicristalli nascosti sotto la linea del cofano, le piccole appendici aerodinamiche, le maniglie aderenti alla carrozzeria e la particolare sagomatura delle minigonne contribuiscono al medesimo obiettivo. Sulla versione 2024-2025 citata durante la prova, le maniglie sono motorizzate e si presentano quando ci si avvicina all'auto, per poi rientrare una volta inserita la marcia. Il posteriore adotta due elementi sovrapposti simili a spoiler e gruppi ottici con motivo a pixel, soluzione ripresa anche dai fari anteriori.

Il risultato estetico resta soggettivo: durante la convivenza alcune proporzioni sono diventate più convincenti, mentre il profilo laterale ha continuato a suscitare perplessità. Dal punto di vista tecnico, però, la priorità data alla penetrazione aerodinamica trova riscontro nei consumi ottenuti su strada.

Architettura a 800 volt e ricarica fino a 233 kW

La configurazione provata utilizza una batteria NMC da 77,4 kWh, dei quali 74 kWh indicati come utilizzabili, abbinata all'architettura a 800 volt. In corrente continua la potenza di picco dichiarata nel test è di 233 kW, mantenuta fino a circa il 40-45% della carica. Il passaggio dal 10 all'80% è stato indicato in 14 minuti, un dato che rende la Ioniq 6 particolarmente adatta ai viaggi con soste brevi.

Le prestazioni effettive possono comunque dipendere dalla colonnina: tensione e amperaggio disponibili possono limitare la potenza accettata dall'auto. In corrente alternata il caricatore arriva a 11 kW. Sono inoltre disponibili il Plug & Charge, utile per evitare procedure tramite applicazioni o tessere compatibili, e la funzione Vehicle to Load. Sull'allestimento provato era presente l'adattatore dedicato, oltre a una presa da 230 volt sotto i sedili posteriori, utilizzabile anche lasciando l'auto.

Il motore singolo posteriore eroga circa 230 CV e 350 Nm. Nel corso della prova queste prestazioni sono risultate adeguate alla vocazione prevalentemente stradale e autostradale dell'auto: l'accelerazione dichiarata nel test è nell'ordine dei 7,4-7,5 secondi da 0 a 100 km/h, mentre la velocità massima è stata indicata approssimativamente tra 185 e 190 km/h.

Abitacolo spazioso, ma il software mostra la sua età

L'abitacolo segue un'impostazione minimalista, con pochi comandi sulle portiere e una grande zona libera sotto il tunnel centrale. Restano fisici i pulsanti dedicati a funzioni frequenti come l'apertura dello sportello di ricarica e del bagagliaio. I sedili anteriori dell'esemplare provato erano regolabili elettricamente e dotati di supporto lombare, mentre i paddle al volante consentono di selezionare diversi livelli di frenata rigenerativa, compresa una modalità automatica che tiene conto della distanza dal veicolo precedente.

Lo spazio posteriore è uno dei punti di forza: la distanza per gambe e piedi è abbondante anche con i sedili anteriori regolati per persone alte. La coda spiovente riduce però il margine sopra la testa e può obbligare i passeggeri più alti ad assumere una posizione leggermente più distesa. Sono presenti bocchette posteriori, due porte USB-C, reti portaoggetti e un bracciolo con portabottiglie.

Il bagagliaio offre 401 litri, ma la bocca di carico è piuttosto limitata e, aprendo il portellone bagnato, l'acqua può cadere all'interno. Mancano un vero vano inferiore e un pozzetto dedicato: al loro posto c'è un elemento sagomato per riporre il cavo. Davanti è disponibile anche un piccolo vano, stimato durante la prova nell'ordine di 30-40 litri, con accesso diretto alla batteria a 12 volt rimuovendo la copertura.

Le principali critiche riguardano il sistema operativo dei due schermi affiancati, giudicato poco moderno e appesantito nell'utilizzo. Manca inoltre un comando Home sempre disponibile. Android Auto e Apple CarPlay richiedono il cavo e utilizzano una porta USB-A, mentre le due USB-C sotto il bracciolo servono soltanto per la ricarica. Anche il pulsante di accensione è apparso poco coerente con la semplicità che ci si aspetta da un'auto elettrica.

Comfort elevato e un limite nella modalità One Pedal

Su strada la Ioniq 6 ha sorpreso per comfort, taratura delle sospensioni e insonorizzazione. Anche a 120-130 km/h il rumore percepito è rimasto contenuto. Il passo lungo si avverte nei cambi di direzione, ma la trazione posteriore contribuisce a un comportamento equilibrato. Positiva anche la valutazione dei sistemi di assistenza alla guida, risultati precisi e regolari anche sotto la pioggia.

La frenata rigenerativa automatica si è dimostrata ben calibrata, mentre la modalità One Pedal ha evidenziato una criticità. In alcune frenate intense la gestione della coppia negativa è sembrata tardiva: su fondi con minore aderenza è stata percepita una tendenza allo slittamento e, in due occasioni, dopo l'arresto completo l'auto si è spostata all'indietro di circa 10-15 cm. Si tratta di osservazioni emerse in una prova limitata, non di conclusioni definitive, ma il comportamento merita attenzione.

Un altro limite pratico è la mancata memorizzazione di alcune preferenze. La modalità One Pedal, i livelli di rigenerazione e la funzione Auto Hold devono essere reimpostati dopo essere risaliti a bordo. Sono dettagli che non cancellano le qualità complessive dell'auto, ma incidono sulla facilità d'uso quotidiana.

Nel periodo della prova, per questa configurazione Long Range a trazione posteriore è stato indicato un prezzo da nuova di circa 51.000-52.000 euro, mentre esemplari usati con circa 10.000 km erano stati osservati tra 30.000 e 35.000 euro. Proprio sul mercato dell'usato la Ioniq 6 appare particolarmente interessante per chi percorre molti chilometri: il consumo rilevato, la rapidità di ricarica e il comfort autostradale costituiscono un insieme molto convincente, pur con un'interfaccia da aggiornare e una modalità One Pedal da affinare.

Una domanda per voi

Efficienza e ricarica rapida possono compensare un software poco moderno e i limiti riscontrati nella modalità One Pedal?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=6SYYh3J3Who

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer