Hyundai Ioniq 6 da Brescia a Barcellona: 2.441 km alla prova delle ricariche
Un itinerario di 2.441 km tra Brescia e Barcellona, affrontato con una Hyundai Ioniq 6, ha permesso di verificare sul campo non soltanto efficienza e velocità di ricarica dell’auto, ma anche la reale accessibilità delle infrastrutture in Italia, Francia e Spagna. Il risultato mette in luce due aspetti distinti: la vettura si è mostrata adatta alle lunghe percorrenze, mentre app, tessere e sistemi di pagamento hanno richiesto più attenzione del previsto.
Ioniq 6: piattaforma a 800 V e soste rapide
L’auto utilizzata era una Hyundai Ioniq 6 Long Range a trazione integrale, equipaggiata con una batteria da 77,4 kWh e due motori capaci di erogare complessivamente 325 CV. L’architettura elettrica a 800 V è stata uno degli elementi più importanti durante il viaggio, perché consente di sfruttare potenze elevate alle colonnine compatibili e di contenere la durata delle soste.
La strategia programmata prevedeva rabbocchi brevi, effettuati preferibilmente con la batteria a uno stato di carica relativamente basso. In questa condizione è infatti possibile sfruttare la parte più favorevole della curva di ricarica. Nella pratica, diverse soste sono durate più del necessario non per limiti dell’auto, ma per le normali esigenze di un viaggio: mangiare, bere un caffè, usare i servizi e concedersi qualche minuto di pausa.
In una delle fermate dell’andata erano previsti 17 minuti, ma la sosta si è prolungata fino a circa un’ora. In un’altra occasione la batteria è stata portata dal 40 all’85%, mentre una pausa successiva, iniziata con il 18% residuo, si è conclusa addirittura al 100%. Sono situazioni che mostrano come, su un itinerario così lungo, il tempo trascorso alla colonnina possa essere determinato più dalle persone che dalla ricarica.
Anche il comfort ha contribuito al giudizio positivo emerso dalla prova. Tra le funzioni osservate figura la gestione automatica del finestrino e del ricircolo dell’aria entrando in galleria: con il finestrino abbassato, l’auto lo ha chiuso e ha attivato il ricircolo, ripristinando poi le condizioni precedenti all’uscita. È un dettaglio secondario rispetto a batteria e consumi, ma utile nelle lunghe percorrenze.
Fastned e Ionity tra Francia e Spagna
L’itinerario è stato pianificato per utilizzare le stazioni Fastned dove disponibili, con reti alternative nelle tratte non coperte. In Francia una delle stazioni Fastned si trovava direttamente in autostrada ed era dotata di copertura, punti di ricarica indicati da 300 kW e acqua accanto alle colonnine. In Spagna è stata apprezzata una configurazione analoga, con tettoia, panchine e servizi nelle vicinanze.
Le tariffe osservate hanno mostrato differenze sensibili. Alla stazione Fastned francese è stato indicato un prezzo di 0,59 euro, lo stesso rilevato presso la stazione spagnola, contro gli 0,83 euro ricordati per la precedente ricarica italiana. In un’altra stazione francese la tariffa mostrata era di 0,52 euro fino a 50 kW e 0,62 euro oltre tale soglia. Tornando in Italia, una ricarica Ionity è stata invece associata a un prezzo di 0,89 euro.
Questi valori fotografano esclusivamente le singole soste effettuate e non consentono di generalizzare i costi delle reti nei diversi Paesi. Evidenziano però quanto la spesa possa cambiare lungo lo stesso itinerario, rendendo utile controllare in anticipo sia la tariffa applicata sia il metodo di pagamento disponibile.
Il vero ostacolo è l’interoperabilità
La criticità più ricorrente non ha riguardato la potenza delle colonnine, ma il loro accesso. In Francia una tessera di ricarica non è stata accettata ed è stato necessario inquadrare il codice QR, aprire una pagina web e pagare direttamente con carta. Lo stesso sistema ha permesso di avviare e controllare la sessione senza passare dall’app del fornitore abituale.
Problemi analoghi sono emersi al ritorno con alcune stazioni Ionity: né l’app Plenitude né la tessera RFID hanno consentito immediatamente di iniziare la ricarica, rendendo nuovamente necessario il QR code. In uno dei casi è stato poi chiarito che nell’app non era stato inserito il metodo di pagamento, quindi il problema non dipendeva direttamente dal servizio. Presso una stazione Iberdrola, invece, la tessera Plenitude non è risultata utilizzabile.
L’esperienza conferma l’utilità di avere con sé una carta di pagamento, soprattutto all’estero. Il QR code rappresenta una soluzione efficace quando funziona correttamente, ma la necessità di alternare app, RFID e pagamenti web rende l’esperienza meno lineare rispetto a quella di un rifornimento tradizionale.
Il bilancio dopo 2.441 km
Durante una sessione del rientro, iniziata con il 24% di batteria, la Ioniq 6 ha raggiunto una potenza indicata di 202 kW. La sosta programmata era di 18 minuti. In un’altra fermata, prevista per 11 minuti, la partenza è avvenuta dopo quasi 15 minuti con il 70% di carica e 37,43 kWh erogati.
Il bilancio conclusivo riporta 2.441 km percorsi e un consumo medio indicato dall’auto di 19,4. Nel rientro sono state conteggiate quattro ricariche, diventate cinque includendo l’ultima, generalmente di circa dieci minuti e con una sessione leggermente più lunga. Anche mantenendo un ritmo serrato e riducendo al minimo le pause per mangiare, la durata delle soste non è risultata il principale limite del viaggio.
L’impressione emersa è quindi positiva per la Hyundai Ioniq 6: efficienza, comfort e rapidità di ricarica hanno sostenuto bene una percorrenza impegnativa. Il margine di miglioramento più evidente resta fuori dall’auto e riguarda la semplicità di accesso alle reti. Colonnine veloci e ben posizionate sono fondamentali, ma app e sistemi di pagamento realmente interoperabili possono fare altrettanta differenza.
Una domanda per voi
Per rendere più semplici i viaggi elettrici all’estero conta di più aumentare le colonnine o uniformare app e sistemi di pagamento?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=EKsT4QYeIxA

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