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Hyundai Ioniq 6 2026, il restyling migliora aerodinamica e vita a bordo
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Hyundai Ioniq 6 2026, il restyling migliora aerodinamica e vita a bordo

6 min.

Il restyling della Hyundai Ioniq 6 non si limita a correggere alcuni dettagli di un design che, fin dal debutto, ha diviso il pubblico. Il Model Year 2026 interviene sull'aerodinamica, aggiorna gli interni seguendo le richieste degli utenti e introduce novità per batteria, ricarica e frenata rigenerativa. Entra inoltre nella gamma l'allestimento N Line, caratterizzato da un'impostazione estetica più sportiva e, nella configurazione provata, da trazione integrale e doppio motore.

Un frontale più sottile e una coda semplificata

La Ioniq 6 conserva la propria silhouette affusolata, ma cambia soprattutto alle estremità. Davanti debutta una firma luminosa sdoppiata: la sezione superiore integra le luci diurne a LED con il consueto motivo a pixel. Il cofano appare leggermente più rialzato e meno inclinato verso il terreno, mentre la N Line adotta una griglia più aggressiva, dettagli ispirati a piccole ali e flap attivi, chiamati ad aprirsi quando è necessario raffreddare la batteria.

Sulla N Line compaiono particolari neri lucidi a contrasto, cerchi da 20 pollici con disegno specifico e specchietti digitali dalla forma meno squadrata. Questi ultimi contribuiscono a ridurre l'interferenza con il flusso d'aria, ma durante la prova hanno richiesto un periodo di adattamento: nonostante gli schermi siano collocati all'altezza corretta, l'istinto resta quello di guardare fuori dal finestrino. Le versioni di ingresso adottano invece cerchi da 18 pollici, mentre per la variante a trazione integrale sono previsti cerchi da 20 con un disegno differente.

Anche il posteriore è stato ripulito. Sulla N Line scompare lo spoiler superiore e rimane un solo elemento ducktail, accompagnato da una nuova firma luminosa a pixel. Quattro punti richiamano in codice Morse la lettera H. La variante non N Line mantiene una barra a LED continua, ma rinuncia anch'essa al doppio spoiler della precedente Ioniq 6.

L'aerodinamica resta uno degli elementi centrali del progetto, con un coefficiente dichiarato di 0,21. Oltre alla carrozzeria contribuiscono il ducktail, le aperture per gestire l'aria e un sottoscocca carenato e rivisto. L'obiettivo non è soltanto ridurre i consumi: una gestione più ordinata dei flussi aiuta anche la stabilità alle alte velocità e il comfort acustico, già buono sul modello precedente e ulteriormente migliorato.

Interni più pratici, con il ritorno dei comandi fisici

L'abitacolo mantiene il doppio schermo da 12,3 pollici per strumentazione e infotainment, ma Hyundai ha aggiunto alcuni tasti fisici per semplificare le operazioni durante la guida. Restano separati i comandi della climatizzazione e arrivano accessi diretti per riscaldamento e ventilazione dei sedili, volante riscaldato, Auto Hold e telecamere. È una scelta concreta, che riduce la necessità di navigare tra i menu per utilizzare le funzioni più frequenti.

La console offre una base per la ricarica wireless, due prese USB-C, una delle quali da 100 W, portabottiglie e diversi vani. La N Line aggiunge sedili in similpelle e Alcantara con cuciture rosse, pedaliera decorata con il motivo a pixel e volante sportivo a tre razze. Nel primo contatto i sedili si sono mostrati comodi e sufficientemente contenitivi.

La carrozzeria è più lunga di circa 7,5 centimetri, mentre il passo rimane di 2,95 metri. Lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori è molto ampio, anche se la linea discendente del tetto limita maggiormente quello sopra la testa. Dietro sono disponibili due prese per gli smartphone, bocchette dell'aria separate e una presa a 230 V collegata alla funzione Vehicle-to-Load. Il sistema può alimentare dispositivi e attrezzature elettriche fino a 3,6 kW, anche attraverso la presa esterna.

Non cambiano le capacità di carico dichiarate: il bagagliaio offre 401 litri, mentre il vano anteriore è di circa 12 litri sulle versioni a trazione integrale e di una quarantina di litri su quelle a trazione posteriore.

Batterie da 60 e 80 kWh, con architettura a 800 volt

La gamma descritta comprende una versione a trazione posteriore con batteria NMC da 60 kWh netti, motore da 170 CV e autonomia dichiarata di 420 chilometri. La variante a maggiore percorrenza abbina la batteria da 80 kWh netti a un solo motore posteriore da 229 CV, superando i 500 chilometri dichiarati anche grazie ai cerchi da 18 pollici.

La N Line provata utilizza invece la batteria NMC da 80 kWh netti, due motori, trazione integrale e una potenza complessiva di 325 CV. L'architettura elettrica a 800 volt rimane un vantaggio importante per chi affronta viaggi lunghi: per la batteria maggiore viene indicato un passaggio dal 10 all'80% in corrente continua in circa 18 minuti.

Il precondizionamento della batteria può essere gestito automaticamente dal navigatore quando viene programmata una sosta di ricarica. Con il restyling è possibile attivarlo anche manualmente oppure tramite l'app, una soluzione utile per chi usa un sistema di navigazione diverso da quello dell'auto. L'attivazione deve comunque avvenire con sufficiente anticipo, perché la batteria necessita di tempo per raggiungere la temperatura ideale.

i-Pedal 3.0 e prime impressioni di guida

La nuova i-Pedal 3.0 amplia la gestione della frenata rigenerativa. Attraverso le palette dietro al volante si può regolare l'intensità del recupero oppure attivare la guida a un pedale tenendo premuta la paletta sinistra. Anche la modalità One Pedal Drive è modulabile su tre livelli e il sistema ora memorizza la preferenza selezionata. Rimane disponibile la rigenerazione automatica, che considera le condizioni della strada e le informazioni fornite dalla navigazione. Manca invece la possibilità di mantenere la guida a un pedale durante la retromarcia.

Durante il test la Ioniq 6 ha confermato un'impostazione orientata al comfort, con uno sterzo migliorato e dotato di una buona consistenza. In modalità Sport si può rendere più sostenuto il comando del freno. Anche nella configurazione da 325 CV, l'erogazione iniziale della coppia è apparsa progressiva anziché brusca: la spinta non manca, ma viene proposta in modo più dolce nei primi istanti.

Su un tratto di 17 chilometri, diviso tra percorso urbano ed extraurbano, il computer di bordo ha indicato 11,3 kWh/100 km. Il valore dall'ultimo azzeramento, ottenuto guidando senza particolare attenzione al risparmio, era invece di 18,8 kWh/100 km. Sono indicazioni preliminari, legate a una prova breve e non sufficienti per formulare conclusioni definitive sull'efficienza reale del nuovo modello. Il primo contatto mostra però un aggiornamento più sostanziale di quanto suggeriscano i soli ritocchi estetici, con interventi mirati soprattutto all'usabilità quotidiana e alla gestione dell'energia.

Una domanda per voi

I comandi fisici e la gestione più flessibile della frenata rigenerativa rendono la Hyundai Ioniq 6 più adatta all'uso quotidiano?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=USOO5Q900xg

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!