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Hyundai Ioniq 5, il V2L alimenta una Tesla e un intero capannone
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Hyundai Ioniq 5, il V2L alimenta una Tesla e un intero capannone

4 min.

La Hyundai Ioniq 5 può utilizzare l'energia accumulata nella batteria non soltanto per muoversi, ma anche per alimentare dispositivi esterni. La funzione Vehicle-to-Load, abbreviata in V2L, è stata messa alla prova con due esperimenti concreti: la ricarica di una Tesla Model 3 Performance e l'alimentazione dell'impianto elettrico di un capannone.

Il risultato mostra le potenzialità pratiche di un'auto elettrica capace di trasformarsi in una sorgente mobile di energia. Il test ha però evidenziato anche la necessità di distinguere l'impiego diretto tramite adattatore dall'alimentazione di un intero impianto, operazione che richiede particolare attenzione alla separazione dalla rete.

Come funziona il Vehicle-to-Load della Ioniq 5

La versione di Hyundai Ioniq 5 utilizzata nella prova disponeva del pacchetto Recharge, comprensivo del pannello fotovoltaico sul tetto e della possibilità di alimentare apparecchi esterni. La potenza indicata per il sistema è fino a 5,6 kW. Per accedere alla funzione è stato impiegato l'apposito adattatore da collegare alla presa Type 2 dell'auto, dotato di uscita per le utenze elettriche e di un comando di attivazione.

Il V2L consente quindi di prelevare corrente dalla batteria di trazione senza ricorrere a un generatore separato. Nel corso degli esperimenti, il display della Ioniq 5 mostrava sia l'attivazione del trasferimento Vehicle-to-Load sia la potenza istantanea richiesta dalle utenze collegate.

Una Tesla Model 3 ricaricata a 3 kW

Nel primo test, l'adattatore V2L della Hyundai è stato collegato al sistema di ricarica della Tesla Model 3 Performance. La procedura è partita senza configurazioni particolari: la Tesla ha iniziato a ricevere energia con una potenza di 3 kW e una corrente indicata di 13 ampere.

All'inizio della prova la Model 3 si trovava al 68% di carica, mentre la batteria della Ioniq 5 era al 72%. Dopo un'ora, la Tesla aveva raggiunto il 72% e registrato 3 kWh di energia caricata. Nello stesso intervallo, la Hyundai era scesa al 67%.

L'esperimento non rappresenta una valutazione completa dell'efficienza del trasferimento, perché non sono stati forniti dati sulla capacità effettivamente disponibile nelle due batterie o sulle perdite del processo. Dimostra però che il V2L può essere utilizzato anche per fornire una ricarica di emergenza a un'altra automobile elettrica, almeno nella configurazione verificata durante il test.

L'alimentazione del capannone e il nodo della sicurezza

La seconda prova ha coinvolto l'impianto elettrico di un capannone. Prima del collegamento alla Ioniq 5 è stata interrotta l'alimentazione generale proveniente dalla rete. Una volta attivato il V2L, le luci e le prese dell'edificio sono tornate operative: durante le verifiche hanno funzionato anche una radio e la ricarica di un dispositivo elettronico.

L'assorbimento visualizzato inizialmente era di circa 1,4 kW, salito successivamente a 1,8 kW con le diverse utenze in funzione. Spegnendo il V2L tramite il comando dell'adattatore, tutto il capannone rimaneva senza corrente; riattivandolo, luci e apparecchi tornavano a funzionare.

Questo secondo esperimento richiede tuttavia una cautela molto maggiore rispetto al collegamento diretto di un singolo dispositivo. La prova ha sottolineato la necessità di scollegare l'impianto dalla rete generale, evitando che la corrente della Ioniq 5 e quella della rete possano arrivare contemporaneamente allo stesso quadro. La presenza di protezioni elettriche non trasforma questa configurazione in una procedura fai-da-te: l'esperimento è stato svolto con il supporto di un elettricista.

Un'auto elettrica come riserva mobile di energia

Le due prove mostrano applicazioni differenti della stessa tecnologia. Nel primo caso la Ioniq 5 ha trasferito energia direttamente a un'altra auto; nel secondo ha sostenuto più utenze collegate a un impianto. In entrambi gli scenari il sistema si è attivato rapidamente e ha mantenuto l'erogazione richiesta durante l'esperienza sul campo.

Il valore del V2L non consiste quindi soltanto nella possibilità di collegare piccoli accessori. Con una potenza dichiarata fino a 5,6 kW, la Ioniq 5 utilizzata nel test ha mostrato di poter gestire carichi più rilevanti, offrendo una riserva energetica trasportabile. Resta fondamentale scegliere modalità di collegamento adeguate: alimentare direttamente un dispositivo è un'operazione diversa dall'immettere energia nell'impianto di un edificio.

Una domanda per voi

La possibilità di alimentare dispositivi e impianti esterni dovrebbe diventare una funzione standard delle auto elettriche?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0nvoBYRIQaY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!