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Hyundai Inster, spazio e versatilità convincono ma l'infotainment divide
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Hyundai Inster, spazio e versatilità convincono ma l'infotainment divide

5 min.

La Hyundai Inster punta su un abitacolo molto più versatile di quanto suggeriscano le dimensioni percepite dall'esterno. Spazio per i passeggeri, sedili scorrevoli e abbattibili, numerosi vani e una dotazione tecnologica articolata sono i suoi argomenti principali. Nel test sono però emersi anche compromessi relativi ai materiali, all'ergonomia di alcuni comandi e a un sistema di infotainment non sempre intuitivo.

Un abitacolo spazioso e ricco di soluzioni pratiche

Uno dei punti di forza più evidenti è lo spazio interno. Anche con il sedile anteriore arretrato, i passeggeri posteriori dispongono di un margine abbondante. I due sedili dietro possono inoltre scorrere e inclinarsi separatamente, permettendo di modulare il rapporto tra comfort degli occupanti e capacità del bagagliaio.

La flessibilità coinvolge anche i sedili anteriori, che possono essere abbattuti completamente. Ripiegando quello del passeggero diventa possibile caricare oggetti particolarmente lunghi. Una copertura rigida riduce inoltre il dislivello tra il piano del bagagliaio e gli schienali abbattuti, creando una superficie più regolare e sfruttabile.

Il bagagliaio dispone di un doppio fondo profondo e di una cappelliera collegata ai sedili, progettata per continuare a coprire il vano anche quando la seconda fila viene fatta avanzare. Meno convincente la copertura in gomma osservata durante la prova: le linguette di fissaggio tendono a sollevarsi quando si apre il doppio fondo e devono essere riposizionate. Dopo la pioggia è stato inoltre notato che, aprendo il portellone, una parte dell'acqua può cadere all'interno del vano.

Nella zona anteriore non mancano vani, ganci per borse, uno spazio davanti al passeggero e un alloggiamento con ricarica wireless per lo smartphone. Sono disponibili connessioni USB-A e USB-C, oltre a una presa nascosta nella parte inferiore. La presenza di più standard è particolarmente utile perché Apple CarPlay e Android Auto richiedono il collegamento via cavo e non funzionano in modalità wireless.

Ergonomia tra buone idee e qualche compromesso

Il sedile del guidatore integra il poggiabraccio e il portabottiglie. Il vantaggio è che il bracciolo segue sempre la regolazione della seduta; chi guida molto vicino al volante, tuttavia, può trovare meno accessibile il vano inferiore centrale, perché l'intero elemento avanza insieme al sedile. Nella vettura provata mancava inoltre la regolazione elettrica del posto guida.

La console raccoglie numerosi comandi fisici per climatizzazione, sedili riscaldabili, telecamera e accesso rapido ad alcune funzioni dello schermo. È una soluzione pratica, anche se l'elemento risulta piuttosto sporgente e può sottrarre spazio a chi adotta una posizione di guida molto avanzata. Anche il riscaldamento del volante ha un comando dedicato, ma è collocato a sinistra del piantone anziché accanto agli altri tasti termici: una scelta risultata poco immediata nel primo utilizzo.

I materiali del pannello porta e della plancia sono prevalentemente rigidi, con superfici più morbide soltanto nelle zone vicine alle braccia. La valutazione va rapportata al posizionamento da utilitaria elettrica, ma la qualità percepita resta uno degli aspetti meno riusciti. Sono invece interessanti gli attacchi predisposti per accessori aggiuntivi, come portacarte e tavolini.

Un'altra criticità soggettiva riguarda la forma dei poggiatesta: durante la prova, in relazione all'altezza di chi guidava, la parte più appuntita ha imposto una posizione della testa leggermente forzata. Non è quindi una conclusione valida per ogni corporatura, ma un elemento da verificare durante una prova personale.

Rigenerazione efficace, infotainment meno intuitivo

La Inster mette a disposizione cinque livelli di frenata rigenerativa, selezionabili tramite i paddle dietro al volante. Il livello massimo abilita la guida one pedal: rilasciando l'acceleratore, l'auto rallenta fino ad arrestarsi completamente. In un contesto urbano questa gestione può ridurre il ricorso al pedale del freno e si è mostrata coerente con l'impostazione dell'auto.

Un tasto rapido consente di cambiare modalità di guida, modificando anche la grafica del quadro strumenti. È comunque possibile mantenere un'unica visualizzazione. L'illuminazione ambientale può cambiare colore in base alla modalità selezionata, mentre i pixel luminosi sul volante assumono una diversa tonalità quando viene inserita la retromarcia.

L'infotainment è apparso invece dispersivo. La separazione tra le funzioni dedicate alla mappa e quelle della navigazione non è immediata, così come l'organizzazione dell'area riservata al veicolo elettrico. Le informazioni su consumi e stato della batteria sono presenti, ma per raggiungerle occorre selezionare la rappresentazione dell'auto. Il sistema permette anche di programmare la partenza, la ricarica e la temperatura desiderata per l'abitacolo, ma richiede un periodo di familiarizzazione.

Dotazione, assistenza alla guida e porta di ricarica

La dotazione di assistenza alla guida è risultata completa e, nell'esperienza sul campo, i sistemi hanno funzionato bene. Sono presenti anche la retrocamera e la regolazione in altezza delle cinture anteriori. Non si tratta del sistema di visione più evoluto, perché mancano le telecamere a 360 gradi con ricostruzione tridimensionale, ma per un'utilitaria la dotazione è stata valutata positivamente.

La versione provata disponeva del Tech Pack, proposto nel contenuto a circa 2.000 euro. Il pacchetto comprende fari LED, illuminazione ambientale interna e sul volante, riscaldamento dei sedili anteriori e del volante, pompa di calore e precondizionamento della batteria. Sono dotazioni utili, ma il loro valore complessivo deve essere considerato in rapporto al tipo di vettura e alle esigenze personali.

La porta di ricarica collocata sul frontale rappresenta infine una scelta controversa. Durante il test è stata preferita una posizione posteriore, ritenuta meno esposta ai danni in caso di urto nella parte anteriore. Nel complesso, la Hyundai Inster convince soprattutto per l'uso intelligente dello spazio e per la versatilità dell'abitacolo. I limiti principali riguardano invece l'interfaccia multimediale, alcune scelte ergonomiche e dettagli pratici che emergono nell'impiego quotidiano.

Una domanda per voi

Nella scelta di un'utilitaria elettrica conta di più la versatilità dell'abitacolo o l'immediatezza dei sistemi digitali?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=fkeM1KcdqlY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!