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Fotovoltaico domestico e batterie semisolide: tre impianti a confronto
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Fotovoltaico domestico e batterie semisolide: tre impianti a confronto

5 min.

Le batterie allo stato semisolido stanno entrando anche negli impianti fotovoltaici domestici. Tre installazioni reali con accumuli Expofin permettono di osservare configurazioni differenti per potenza, capacità e gestione dei carichi, tutte progettate partendo dal fabbisogno dell'abitazione. Il punto centrale non è soltanto immagazzinare l'energia prodotta sul tetto, ma coordinare fotovoltaico, riscaldamento elettrico, backup e possibili ampliamenti futuri.

Tre abitazioni, tre criteri di dimensionamento

La prima installazione abbina 14 moduli fotovoltaici, per una potenza complessiva di 6,7 kW, a un inverter monofase e a una batteria da 10 kWh. L'abitazione utilizza il solare termico per l'acqua calda sanitaria e una stufa a pellet per il riscaldamento: di conseguenza, il fabbisogno elettrico è diverso da quello di una casa riscaldata interamente con una pompa di calore.

In questo caso sono stati predisposti anche alcuni carichi privilegiati. In presenza di un distacco della rete, l'accumulo può continuare ad alimentare utenze selezionate, come frigoriferi e luci di servizio. Il backup non riguarda quindi necessariamente l'intera abitazione: scegliere in anticipo quali circuiti mantenere attivi consente di concentrare l'energia disponibile sulle funzioni considerate essenziali.

La seconda configurazione è stata invece progettata considerando un aumento futuro dei consumi. Sul tetto sono presenti circa 10 kW di moduli, mentre l'accumulo è formato da due batterie semisolide da 10 kWh ciascuna, per un totale di 20 kWh. L'impianto rimane monofase perché monofase è l'impianto elettrico della casa.

Il sovradimensionamento è legato soprattutto alla prevista sostituzione della caldaia con una pompa di calore. È inoltre contemplata la futura realizzazione di una piscina, che potrebbe aumentare ulteriormente la domanda di energia. Secondo l'installatore, il sistema può essere ampliato fino a dieci batterie; in alternativa, una crescita della produzione potrebbe richiedere un'altra stringa, un secondo inverter oppure la sostituzione di quello esistente.

Più moduli per sostenere la pompa di calore in inverno

La terza installazione utilizza un inverter da 6 kW, una batteria da 10 kWh e 8 kW di moduli fotovoltaici. In questo caso l'abitazione dispone già di una pompa di calore per il riscaldamento. La maggiore potenza installata sul tetto serve quindi a sostenere meglio la produzione invernale, proprio quando l'impianto fotovoltaico lavora nelle condizioni meno favorevoli e il riscaldamento aumenta la richiesta elettrica.

Nella configurazione adottata, la batteria può fornire all'abitazione fino a 7,8 kW di potenza istantanea. Le caratteristiche tecniche dichiarate per l'accumulo arrivano a un tasso di scarica di 1C, equivalente in questo caso a 10 kW istantanei. La distinzione è importante: la prestazione teorica della batteria non coincide necessariamente con quella erogabile dall'intero sistema, che dipende anche dall'inverter e dalla configurazione scelta.

Temperatura, silenziosità e durata: cosa emerge sul campo

Durante il sopralluogo, batteria e inverter erano installati in normali locali tecnici o garage. Nella terza abitazione il sistema non produceva un rumore percepibile e la batteria, completamente carica nel primo pomeriggio dopo una giornata soleggiata, risultava a temperatura ambiente. Sono osservazioni legate a condizioni specifiche e non una prova strumentale, ma indicano come l'accumulo possa essere integrato negli spazi di servizio di una casa senza particolari strutture dedicate.

La tecnologia semisolida viene presentata come capace di lavorare a temperature contenute e di raggiungere un numero di cicli superiore rispetto a un buon accumulo al litio convenzionale. Anche la sicurezza è indicata tra le ragioni della scelta, con una minore propensione all'incendio riportata ai proprietari. Nel materiale disponibile, tuttavia, non vengono forniti numeri sui cicli, risultati di prove comparative o certificazioni specifiche: questi vantaggi restano quindi dichiarazioni qualitative, non quantificate.

Tutte le installazioni dispongono inoltre di un'applicazione per monitorare produzione, consumi, ricarica e bilancio energetico dell'abitazione. Questo controllo è utile non soltanto per verificare il funzionamento dell'impianto, ma anche per capire quando concentrare i consumi e sfruttare maggiormente l'energia prodotta in casa.

Costi chiavi in mano e diffusione degli impianti

Per un impianto da circa 6,5 kW con batteria semisolida, la fascia economica indicata arriva a 18.000 euro. La proposta comprende installazione, pratiche burocratiche, allaccio alla rete e sistema di monitoraggio. Il limite inferiore della fascia non emerge in modo sufficientemente chiaro dal materiale disponibile, mentre l'installatore definisce il costo complessivo paragonabile a quello di un normale impianto fotovoltaico con batterie al litio.

Secondo i dati riportati, in Italia risultano già più di 230 installazioni con queste batterie e l'obiettivo dichiarato è raggiungerne 500 entro la fine dell'anno. Al di là dei volumi, i tre casi evidenziano il vero nodo progettuale dell'accumulo domestico: non esiste una configurazione valida per tutti. Potenza fotovoltaica, capacità della batteria, sistema di riscaldamento, carichi da mantenere durante un blackout e consumi futuri devono essere valutati insieme, evitando di dimensionare l'impianto soltanto sulla situazione presente.

Una domanda per voi

Nel dimensionare un accumulo domestico conta di più il fabbisogno attuale o la possibilità di sostenere futuri consumi come pompa di calore e piscina?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=5RtBu8U0yf4

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!