Ford Puma Gen-E, efficienza e praticità convincono più delle finiture
La Ford Puma Gen-E nasce da un modello di derivazione termica, ma il lavoro di elettrificazione non si limita alla sostituzione del motore. Durante la prova sono emersi consumi contenuti, una buona gestione della ricarica e una modalità One Pedal Drive particolarmente curata. Restano però alcuni compromessi, soprattutto nella visibilità dal posto guida, nell'ergonomia e nella qualità di determinate finiture interne.
Consumi contenuti e ricarica rapida
Uno dei risultati più interessanti riguarda l'efficienza. Il computer di bordo ha registrato un consumo medio di 15 kWh/100 km su circa 300 km, percorsi nell'arco di alcuni giorni includendo anche un trasferimento autostradale verso Milano. È un dato rilevato durante questa specifica esperienza d'uso e non una conclusione valida per qualsiasi percorso, ma indica una gestione energetica convincente.
La batteria ha una capacità netta di 43 kWh e, secondo quanto emerso dalla prova, consente di percorrere indicativamente 300 km. Le dimensioni relativamente contenute dell'accumulatore vengono compensate dai tempi di ricarica: il passaggio dal 20 all'80% può avvenire in meno di 20 minuti. La pompa di calore è inoltre presente di serie su tutte le versioni.
Il precondizionamento della batteria può essere gestito automaticamente quando nel viaggio sono state impostate le soste di ricarica, oppure attivato manualmente. Preparare l'accumulatore prima di collegarsi a una colonnina permette al sistema di portarlo nelle condizioni più adatte alla ricarica. La presa è collocata posteriormente sul lato sinistro e dispone di una luce che segnala lo stato dell'operazione: blu durante la ricarica, lampeggiante al termine e arancione in caso di problema.
One Pedal Drive ben calibrata
La taratura della guida a un pedale è tra gli aspetti meglio riusciti della Puma Gen-E. Nel corso del test la decelerazione rigenerativa si è mostrata progressiva e facilmente modulabile attraverso il rilascio dell'acceleratore, evitando una risposta brusca. Il sistema può essere disattivato quando si preferisce sfruttare l'inerzia dell'auto; con la funzione esclusa, il pulsante L consente comunque di aumentare la rigenerazione.
Sono disponibili quattro modalità di guida, comprese Sport e una configurazione dedicata ai fondi a bassa aderenza. Il selettore della marcia è posizionato dietro al volante, una soluzione risultata comoda nell'uso quotidiano. L'auto conserva inoltre alcune preferenze, come l'attivazione della One Pedal Drive e la distanza impostata per il cruise control, evitando di doverle selezionare nuovamente a ogni avvio.
Anche la gestione degli avvisi è stata semplificata: tenendo premuto il comando del limitatore sulla razza sinistra del volante si può disattivare il segnale acustico di superamento dei limiti. La funzione torna attiva alla successiva accensione, ma l'accesso rapido riduce i passaggi attraverso i menu.
Spazio sfruttato bene, dal frunk alla Gigabox
La presenza di un vano anteriore rappresenta un vantaggio concreto, anche se le sue dimensioni sono contenute. Meno pratica l'apertura del cofano, affidata a un'asta anziché a pistoncini: dovendo accedere al frunk, questa soluzione richiede un passaggio aggiuntivo.
Il bagagliaio posteriore supera i 400 litri e integra la Gigabox. Abbattendo gli schienali nella configurazione 60:40 si oltrepassano i 1.000 litri. Sono presenti una cappelliera leggera in tessuto, una luce di cortesia, diversi ganci per le borse e una presa da 12 V. Per un modello derivato da un'auto termica, lo sfruttamento degli spazi è apparso complessivamente riuscito.
Anche l'abitacolo offre diversi vani. Sotto la console centrale si trovano una porta USB-C e una USB-A, mentre più in alto è disponibile il pad per la ricarica wireless. Il bracciolo può avanzare verso la plancia e nasconde un ulteriore scomparto con un inserto destinato agli oggetti più piccoli. Il nero lucido della console, tuttavia, trattiene facilmente polvere e impronte.
Dietro, lo spazio per quattro occupanti è adeguato, con una buona disponibilità sopra la testa e per le gambe nella configurazione provata. La posizione costringe però a tenere le gambe piuttosto piegate. Il quinto posto è più sacrificato e dispone di poco spazio per gli arti inferiori. Mancano il bracciolo centrale e finiture morbide paragonabili a quelle anteriori, mentre sono presenti una presa da 12 V e due USB-C.
Visibilità ed ergonomia sono i principali limiti
La criticità più evidente riguarda la visuale anteriore per chi ha una statura contenuta. La plancia è alta davanti al guidatore e integra bocchette e altoparlante in una zona molto rialzata. Insieme al parabrezza inclinato, questa conformazione può rendere necessario sollevare parecchio il sedile. Si tratta di un'impressione legata anche alla posizione di guida e alla corporatura, ma è un aspetto da verificare attentamente prima dell'acquisto.
Il volante, dalla forma leggermente squadrata, è apparso grande e ingombrante rispetto alle dimensioni dell'auto. Può inoltre ostacolare parzialmente lo schermo centrale e i suoi comandi durante la marcia. Il quadro strumenti digitale, al contrario, è ampio, leggibile e ricco di informazioni, con schermate dedicate agli ADAS, ai consumi e ai dati di viaggio.
Il sistema multimediale è risultato funzionale e supporta Apple CarPlay e Android Auto senza cavo, ma la schermata principale non può essere personalizzata con collegamenti preferiti. La climatizzazione è gestita interamente tramite comandi touch, soluzione meno immediata rispetto ai tasti fisici. Sono comunque disponibili scorciatoie per cambiare modalità di guida e accedere alle telecamere.
Nella configurazione provata, il sistema di telecamere a 360 gradi ha offerto immagini di buona qualità e diverse visualizzazioni, comprese quelle anteriore, dall'alto e tridimensionale. La gamma prevede due allestimenti e pacchetti opzionali dedicati alla tecnologia, agli ADAS, alle telecamere e al tetto apribile. Questi pacchetti possono essere scelti anche sull'allestimento di ingresso, lasciando maggiore libertà nella configurazione.
Nel complesso, la Puma Gen-E valorizza soprattutto gli aspetti che incidono sull'utilizzo quotidiano di un'elettrica: efficienza, ricarica, rigenerazione e capacità di carico. I compromessi derivano invece dall'impostazione dell'abitacolo, con una visibilità non ideale per tutti, un volante ingombrante e materiali rigidi nelle zone meno in vista. Sono limiti concreti, ma non cancellano il buon lavoro svolto nell'adattare il progetto alla propulsione elettrica.
Una domanda per voi
L'efficienza e la rapidità di ricarica della Ford Puma Gen-E possono compensare i compromessi nella visibilità e nelle finiture interne?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=SA2MGTSBg3s

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

