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Ford Explorer elettrica, la piattaforma MEB cambia carattere
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Ford Explorer elettrica, la piattaforma MEB cambia carattere

5 min.

La nuova Ford Explorer elettrica nasce sulla piattaforma MEB di Volkswagen, ma durante la prova ha mostrato un'identità diversa rispetto alla ID.4. Ford è intervenuta soprattutto sul comfort, sulla gestione dell'erogazione e sul comportamento stradale, ottenendo un SUV massiccio ma facile da guidare. Non tutto, però, convince allo stesso modo: il software richiede ancora qualche affinamento e la frenata rigenerativa non consente una vera guida con un solo pedale.

Dimensioni importanti e batteria da 79 kWh netti

Explorer misura 4,46 metri in lunghezza, 1,87 in larghezza e 1,63 in altezza, con un passo di 2,76 metri. Il peso dichiarato per la versione provata è di 2.267 kg. Il bagagliaio offre 536 litri, che diventano oltre 1.400 abbattendo i sedili posteriori. Sono presenti un doppio fondo e un'apertura centrale per trasportare oggetti lunghi, mentre manca un vano anteriore dedicato ai cavi di ricarica.

La versione Extended Range a due motori dispone di una batteria NCM da 84 kWh lordi e 79 kWh utilizzabili, formata da circa 288 celle e inserita nel pianale. L'architettura lavora a 400 volt, con una tensione indicata attorno a 392 volt. In corrente continua la potenza massima di ricarica raggiunge 185 kW, mentre il passaggio dal 20 all'80% viene dichiarato in 26 minuti. Il caricatore di bordo in corrente alternata arriva a 11 kW.

La presa CCS Combo si trova sul lato posteriore destro. La batteria è garantita per otto anni o 160.000 km. La versione Standard Range utilizza invece un accumulatore da 52 kWh netti e accetta fino a circa 115 kW in corrente continua, con un tempo indicato di circa 33 minuti per passare dal 20 all'80%.

Prestazioni e comfort su strada

La configurazione più potente adotta due motori, sviluppa 250 kW, equivalenti a 340 CV, e 679 Nm di coppia. L'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede circa 5,3 secondi. Durante il test la risposta all'acceleratore è risultata pronta, con un ritardo minimo, tanto da rendere poco percepibili massa e dimensioni nelle ripartenze. La versione di accesso con motore posteriore eroga invece 170 CV e circa 320 Nm, con uno 0-100 km/h indicato in 9 secondi.

L'aspetto più convincente è stato il lavoro delle sospensioni. Su buche e avvallamenti la Explorer ha assorbito bene le sollecitazioni, smorzando rapidamente i movimenti della carrozzeria senza innescare ondeggiamenti prolungati. Il risultato è un comportamento morbido e composto, apprezzabile sia sui percorsi urbani di Napoli sia nelle salite e nei tornanti affrontati durante la prova.

Anche il raggio di sterzata contribuisce alla facilità d'uso: sulla versione a due motori è di 10,3 metri, nonostante il passo lungo e la presenza del propulsore anteriore. Lo sterzo non è particolarmente sportivo e presenta un leggero gioco, ma il SUV conserva una buona presenza su strada. L'insonorizzazione limita efficacemente il rumore di rotolamento, mentre gli specchietti di grandi dimensioni garantiscono visibilità ma generano qualche fruscio aerodinamico.

In autostrada il consumo rilevato si è attestato intorno a 20-21 kWh/100 km, in condizioni che hanno compreso anche alcune prove dedicate ai rumori di fondo. È quindi un dato da considerare indicativo, non una misurazione definitiva. Il frontale alto e piuttosto verticale penalizza maggiormente l'efficienza alle velocità autostradali rispetto all'impiego urbano.

Abitacolo spazioso, ma con troppe plastiche rigide

L'abitacolo offre spazio abbondante per quattro persone e può accogliere con discreto comfort anche un quinto passeggero, grazie al pavimento posteriore completamente piatto. I sedili sono risultati comodi, il volante a doppio taglio ha dimensioni ed ergonomia ben calibrate e non mancano vani portaoggetti. Tra questi figura uno spazio anteriore pensato anche per una borsa. Il tetto panoramico in vetro contribuisce alla sensazione di apertura.

La qualità percepita non è però uniforme. Le portiere e le zone su cui si appoggiano le braccia utilizzano diverse plastiche rigide, dove un rivestimento più morbido avrebbe migliorato il comfort. Convince maggiormente la finitura con trama simile alla fibra di carbonio, mentre il sistema audio B&O ha restituito una buona resa.

La parentela tecnica con Volkswagen emerge nei comandi dietro al volante e nella gestione degli alzacristalli. Per azionare quelli posteriori dal posto guida bisogna prima utilizzare un selettore aptico, soluzione risultata poco pratica. Anche i comandi touch sul volante possono essere premuti accidentalmente durante le manovre e non offrono sempre la precisione desiderata.

Infotainment e rigenerazione restano i punti deboli

La strumentazione davanti al conducente presenta le informazioni essenziali in modo chiaro, ma il sistema centrale non è apparso altrettanto convincente. Il navigatore può pianificare le soste di ricarica quando la destinazione non è raggiungibile con l'energia disponibile, ma durante il test ha mostrato alcune incertezze. Sono comunque disponibili Apple CarPlay e Android Auto anche in modalità wireless.

La frenata rigenerativa segue l'impostazione tipica della piattaforma MEB. Il conducente può selezionare una modalità più incisiva attraverso la leva del cambio, ma non è prevista una vera funzione one-pedal capace di portare normalmente l'auto fino all'arresto usando il solo acceleratore. Per chi guida già un'elettrica questa assenza può rappresentare un limite, anche se una rigenerazione meno aggressiva potrebbe risultare più familiare a chi arriva da un modello termico.

La pompa di calore rimane un optional anche sulla versione Standard Range, con un costo comunicato di circa 1.200 euro. Ford motiva questa scelta con una propria analisi, secondo la quale soltanto il 20% dei clienti la seleziona quando è disponibile. Il prezzo del modello base parte da circa 41.500 euro, mentre le configurazioni superiori arrivano attorno ai 55.000 euro. Nel complesso, Explorer mostra come una base tecnica condivisa possa assumere un carattere specifico: comfort, prontezza e maneggevolezza sono i suoi argomenti migliori, mentre interfaccia, materiali e gestione della rigenerazione lasciano margini di miglioramento.

Una domanda per voi

La comodità della Ford Explorer può compensare l'assenza di una vera guida one-pedal e le incertezze del sistema infotainment?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=jq-RA8MR7ss

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!