Ford Capri elettrica alla prova: la piattaforma MEB cambia abito
La nuova Ford Capri elettrica interpreta la piattaforma MEB del gruppo Volkswagen con una carrozzeria da SUV fastback e un abitacolo nel quale Ford ha cercato di introdurre soluzioni più personali. La base tecnica rimane riconoscibile nella disposizione dei comandi, nella gestione della frenata rigenerativa e nella curva di ricarica, ma durante la prova sono emerse anche differenze concrete, soprattutto nell'organizzazione del tunnel centrale e nello schermo orientabile.
Batteria da 77 kWh e motore posteriore AP550
La versione Long Range a trazione posteriore provata utilizza una batteria da 77 kWh utilizzabili e il motore AP550 collocato sull'asse posteriore, con una potenza dichiarata di 286 CV. Nel corso del test il propulsore ha mostrato un'erogazione presente e una buona efficienza alle velocità più elevate. La scelta della trazione posteriore contribuisce inoltre a rendere più naturale la risposta dell'auto rispetto a una configurazione con il solo motore anteriore.
La gamma descritta comprende anche una variante d'accesso con 170 CV e batteria da 52 kWh, oltre a una versione a trazione integrale da 340 CV con 79 kWh utilizzabili. Quest'ultima sfrutta la possibilità, già prevista dalla piattaforma, di aggiungere il motore anteriore senza richiedere uno sviluppo tecnico completamente nuovo.
La Capri accetta fino a 135 kW in corrente continua e 11 kW in alternata. Per il passaggio dal 10 all'80% sono stati indicati 28 minuti. La curva osservata non si discosta molto dal comportamento già associato alla MEB: oltre l'80% la potenza si stabilizza intorno ai 30 kW, per poi diminuire ulteriormente avvicinandosi alla carica completa. Il picco non è particolarmente elevato, ma la relativa costanza della curva può risultare più importante nella gestione reale di un viaggio.
La presa di ricarica si trova sul lato posteriore destro, una collocazione che può essere poco pratica in alcune stazioni. Il connettore presenta inoltre intagli destinati al drenaggio di eventuali liquidi. La pompa di calore è disponibile come optional.
Un SUV fastback pratico, ma con qualche compromesso
La linea della Capri punta su un profilo fastback, con la parte posteriore più rastremata rispetto a un SUV tradizionale. Sull'esemplare nero alcuni elementi stilistici, come il fascione anteriore scuro e i montanti oscurati, risultavano poco visibili. Anche l'integrazione della telecamera e del radar anteriori è apparsa migliorabile, mentre il disegno della coda è stato percepito come piuttosto anonimo.
I cerchi da 20 pollici dell'auto in prova montavano pneumatici da 235 all'anteriore e 255 al posteriore. Sono disponibili anche cerchi da 21 pollici, giudicati più coerenti con il lavoro svolto sulle fiancate. Il bagagliaio offre 570 litri, che diventano 1.510 abbattendo i sedili posteriori. Sono presenti un vano inferiore e una cappelliera in tessuto leggero, rimovibile e non rigida. Il gancio traino optional consente di rimorchiare fino a 750 kg.
Il tetto panoramico in vetro non è apribile. Dietro, la forma della carrozzeria limita lo spazio verticale: con sedile anteriore regolato per una persona alta 1,92 metri, un occupante della stessa statura arriva a toccare con la testa. L'impressione è che passeggeri tra 1,80 e 1,85 metri possano trovare una sistemazione adeguata, ma senza particolare abbondanza di spazio.
Interni più personali e infotainment orientabile
L'abitacolo è la parte nella quale la Capri riesce maggiormente a differenziarsi dalle altre applicazioni della piattaforma MEB. Il tunnel centrale adotta una struttura modulare: i portabicchieri possono essere rimossi per lasciare spazio ad altri oggetti, mentre più in basso è presente un ampio vano floccato. Il pad per la ricarica wireless completa una configurazione pratica nell'uso quotidiano.
Lo schermo centrale verticale può cambiare inclinazione, così da ridurre i riflessi e adattarsi meglio alle preferenze del conducente. I comandi touch sono stati riposizionati e offrono un riscontro percepito come migliore rispetto alle soluzioni MEB più tradizionali. Il sistema di navigazione pianifica automaticamente le soste di ricarica: in una simulazione da Ponte di Legno a Roma ha proposto tre stazioni HPC, anche se una era collocata fuori dall'autostrada.
Grafica, pulsanti e organizzazione dell'interfaccia hanno mostrato un netto livello di maturità, pur con alcune funzioni ancora non completamente disponibili sull'esemplare provato. Le modalità Eco, Sport, Normal e Individual risultano selezionabili soltanto dallo schermo centrale. A ogni riavvio l'auto torna inoltre in Normal, senza conservare automaticamente tutte le preferenze del guidatore. La Capri supporta gli aggiornamenti over-the-air, quindi alcuni aspetti potrebbero essere modificati via software.
Restano alcuni elementi meno convincenti: il piccolo display dietro al volante offre una personalizzazione limitata, l'head-up display non integra indicazioni in realtà aumentata e i comandi dei finestrini riprendono la soluzione che accorpa la gestione degli anteriori e dei posteriori. Alcune finiture chiare nelle zone più esposte mostravano già segni di usura, mentre mancava la floccatura nei vani delle portiere. Positivo, invece, il giudizio sull'impianto audio e sul comfort dei sedili, sebbene questi ultimi offrano poco contenimento laterale.
Silenziosa su strada, ma senza one pedal
Dopo circa 1.000 km percorsi in quattro o cinque giorni, la Capri si è distinta soprattutto per la buona insonorizzazione, nonostante l'assenza dei doppi vetri laminati. Il volante non è particolarmente diretto, ma risulta comodo e coerente con l'impostazione generale dell'auto.
La gestione della rigenerazione rappresenta invece uno dei limiti principali. Non è disponibile la guida one pedal e anche la modalità B non offre una decelerazione particolarmente intensa. L'auto dispone dell'Auto Hold, ma la base tecnica avrebbe consentito di aspettarsi una gestione più evoluta e personalizzabile del recupero di energia.
Le condizioni della prova, con temperature fino a -3 °C e pneumatici invernali Hankook, non permettono conclusioni definitive sul comportamento dinamico. Sono comunque emersi trasferimenti di carico laterali evidenti in curva. Le sospensioni hanno una corsa ampia, ma una taratura relativamente rigida: le irregolarità vengono percepite chiaramente, anche quando sono assorbite senza reazioni brusche.
Nel complesso, la Capri è una Ford costruita su una base Volkswagen evidente ma ben sfruttata. Non offre una dinamica particolarmente sportiva e conserva alcuni limiti storici della MEB, soprattutto nella rigenerazione, ma introduce un abitacolo più originale e una gestione software ormai matura. Il prezzo di partenza indicato per la versione base è di 37.000 euro, ritenuto plausibile per la proposta, mentre le due configurazioni superiori sono state giudicate troppo costose.
Una domanda per voi
La personalizzazione introdotta da Ford è sufficiente a distinguere la Capri dalle altre auto elettriche costruite sulla piattaforma MEB?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=WIttGgsciyc

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