Fiat 500e fino all’1%: consumi e autonomia nel range test
Quanto è affidabile l’autonomia indicata dalla Fiat 500e quando la batteria si avvicina allo zero? Per verificarlo, la compatta elettrica è stata portata dall’iniziale 47% fino all’1%, affrontando un percorso composto da salita, discesa, centro urbano, strada extraurbana e autostrada. Le rilevazioni mostrano quanto il consumo cambi in funzione della velocità e dell’altimetria, ma anche una buona corrispondenza tra la distanza stimata dal computer di bordo e quella effettivamente percorsa.
Dalla salita alla città: il peso del percorso
La prova è stata svolta in modalità Range e senza climatizzatore, favorito da una giornata mite nonostante il periodo autunnale. Questa modalità permette di utilizzare la guida a un pedale, sfruttando la frenata rigenerativa per rallentare senza ricorrere normalmente al pedale del freno. Alla partenza il quadro strumenti indicava 94 km di autonomia residua.
La prima parte del percorso ha portato la 500e sui tornanti del Colle di Sant’Eusebio. Durante la salita l’auto non ha mostrato difficoltà, ma il consumo è inevitabilmente aumentato: nel riepilogo finale è stato indicato un valore di 262 Wh/km. Dopo circa 9,5 km la batteria era scesa al 41%, con 77 km residui segnalati.
La successiva discesa ha evidenziato l’effetto della rigenerazione. Al termine del tratto la percentuale della batteria era cresciuta di circa un punto, rendendo il consumo netto praticamente nullo. Non significa che l’energia impiegata per salire sia stata recuperata integralmente, ma conferma quanto un percorso favorevole possa incidere sui dati visualizzati e sull’autonomia residua.
In ambito urbano è arrivato il risultato più sorprendente del test: 39 Wh/km con una velocità media di 43 km/h. È un dato rilevato in condizioni specifiche e su un tratto limitato, quindi non va considerato un consumo medio universale. Mostra però quanto la 500e possa beneficiare delle basse velocità e della possibilità di recuperare energia durante i rallentamenti.
Extraurbano efficiente, autostrada più impegnativa
Nel tratto extraurbano sono stati percorsi 14,5 km mantenendo una media di 90 km/h. Il consumo registrato è stato di 144 Wh/km, un valore nettamente inferiore a quello osservato in salita e successivamente in autostrada. È proprio questa differenza a chiarire perché una singola cifra di autonomia non possa descrivere ogni possibile utilizzo di un’auto elettrica.
A 130 km/h il quadro è cambiato sensibilmente: il consumo medio è salito a circa 240 Wh/km. La velocità autostradale ha fatto diminuire rapidamente la percentuale di batteria, fino all’attivazione delle strategie di protezione previste quando l’energia residua diventa critica. Al 6% l’auto ha segnalato la limitazione della velocità e la disattivazione del climatizzatore; al 2% è comparsa anche l’icona della tartaruga.
Nella fase finale è stata ridotta la velocità per raggiungere l’uscita autostradale e la stazione di ricarica. La 500e è arrivata a destinazione con l’1% residuo, nonostante un breve errore di percorso nei pressi della colonnina. L’esperienza non rappresenta naturalmente una modalità d’uso consigliabile: arrivare a percentuali così basse lascia pochissimo margine in caso di deviazioni, indisponibilità della stazione o altri imprevisti.
Stima dell’autonomia e ricarica
Il risultato più significativo riguarda la precisione del computer di bordo. La distanza coperta è risultata sostanzialmente coerente con l’autonomia inizialmente indicata, lasciando ancora l’1% al termine del tragitto. Nel contesto di questa prova, quindi, la stima della Fiat 500e si è dimostrata credibile anche nella parte più bassa della batteria.
La ricarica è stata effettuata presso una colonnina Enel X a Seriate, con una potenza indicata di circa 10 kW. Una volta raggiunto l’8%, il sistema prevedeva ancora 3 ore e 52 minuti per arrivare al 100%. Il limite, in questa circostanza, non era dunque la capacità di accettazione dell’auto, ma la potenza disponibile presso la postazione scelta.
Durante il test non è stato possibile attivare la modalità Sherpa mentre l’auto era in movimento e con una percentuale già molto bassa. È stato ipotizzato che fosse necessario fermarsi, selezionarla e ripartire, ma questa procedura non è stata verificata. Rimane quindi un punto aperto, soprattutto perché una modalità dedicata alla massimizzazione dell’autonomia sarebbe stata utile proprio nella fase più critica.
Assistenza alla guida e confronto dei consumi
Sul tratto extraurbano sono stati utilizzati il cruise control adattivo e il sistema di mantenimento della corsia di livello 2. Il dispositivo ha seguito le curve e controllato la presenza delle mani sul volante, ma è diventato più volte temporaneamente indisponibile, apparentemente a causa della forte luce solare. La vettura ha inoltre segnalato autovelox fissi e telecamere semaforiche.
Il consumo autostradale di 240 Wh/km è stato accostato a quello rilevato su una Tesla Model 3 Performance, capace di arrivare a circa 258-260 Wh/km a 120 km/h in inverno e con climatizzatore acceso. Il confronto non è diretto, perché cambiano velocità, temperatura e uso del climatizzatore, ma offre un riferimento sull’ordine di grandezza. Nel complesso, la Fiat 500e non è apparsa eccessivamente energivora; il vero vincolo sulle lunghe percorrenze resta la combinazione tra batteria più piccola, velocità autostradale e disponibilità di una ricarica adeguata.
Una domanda per voi
Quanto dovrebbe essere prudente la stima dell’autonomia residua di un’auto elettrica quando la batteria scende sotto il 10%?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=xlskfQm_Cj8

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