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Estrema Fulminea, la hypercar elettrica italiana punta sulle batterie allo stato solido
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Estrema Fulminea, la hypercar elettrica italiana punta sulle batterie allo stato solido

4 min.

Estrema Fulminea è un progetto di hypercar elettrica nato a Modena, nel cuore della Motor Valley, con l'obiettivo di combinare prestazioni estreme, costruzione leggera e una soluzione di accumulo particolarmente avanzata. La produzione annunciata è limitata a 61 esemplari, mentre i dati dichiarati comprendono 2.040 CV di potenza e una velocità superiore a 320 km/h.

Dietro Automobili Estrema c'è l'imprenditore Gianfranco Pizzuto, già cofondatore e finanziatore di Fisker Automotive. Per sviluppare un progetto così complesso, l'azienda si è circondata di realtà italiane appartenenti ai distretti automobilistici di Torino e Modena, coinvolgendo competenze diverse nella progettazione, nell'ingegneria e nella realizzazione dei componenti.

Quattro motori e prestazioni da hypercar

La Fulminea adotta quattro motori elettrici, accreditati di una potenza massima complessiva di 1,5 MW, equivalente ai 2.040 CV dichiarati. Secondo l'azienda, l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiederà meno di due secondi, mentre il passaggio da 0 a 320 km/h dovrebbe avvenire in meno di dieci secondi. Si tratta di obiettivi progettuali, non di risultati verificati durante una prova dinamica.

Anche il contenimento della massa ricopre un ruolo centrale. Il peso previsto per l'auto è di 1.500 kg, con circa 300 kg attribuiti al sistema di accumulo. Il progetto punta quindi a restare sensibilmente al di sotto delle due tonnellate che, secondo quanto illustrato, vengono spesso raggiunte dalle supercar elettriche a causa della massa delle batterie.

Batteria ibrida da 100 kWh e supercondensatori

L'elemento tecnologicamente più interessante è la batteria ibrida al litio e allo stato solido da 100 kWh. Il sistema viene sviluppato attraverso una collaborazione tra un'azienda belga specializzata nelle batterie e un partner turco attivo nell'elettronica. Il costo indicato per questa soluzione è di circa mille euro al chilogrammo, un valore che evidenzia quanto la tecnologia sia sofisticata e impegnativa sul piano economico.

Le celle allo stato solido, di forma prismatica, saranno alloggiate in un involucro in carbonio collocato dietro i sedili. Nella parte anteriore troveranno invece posto i supercondensatori, chiamati a fornire il picco di energia richiesto dai quattro motori. Questa disposizione è stata scelta anche per ottenere una distribuzione dei pesi dichiarata del 50:50 tra avantreno e retrotreno.

Grazie alle celle allo stato solido e all'architettura cell-to-pack, che integra le celle nel pacco riducendo gli elementi intermedi, la densità energetica indicata raggiunge circa 500 Wh/kg. Il rapporto tra energia immagazzinata e peso viene descritto come quasi doppio rispetto a quello di una Tesla Model 3 Performance. L'autonomia prevista è di circa 520 km nel ciclo WLTP.

La gestione dell'energia sarà affidata a un software dedicato, responsabile sia del battery management system sia del controllo delle prestazioni dei motori in funzione delle diverse condizioni di guida. Su un'auto con quattro unità elettriche e due differenti sistemi di accumulo, la gestione elettronica diventa infatti essenziale per coordinare potenza, efficienza e disponibilità energetica.

Aerodinamica, carbonio e richiami alla tradizione italiana

Il linguaggio stilistico della Fulminea è stato sviluppato attorno a quattro concetti: romanticismo, eleganza, purezza ed equilibrio. Al primo contatto, il risultato appare moderno ma non volutamente eccessivo, con superfici fluide associate a numerosi elementi derivati dal mondo delle competizioni. Nonostante l'impostazione estrema, il progetto prevede l'omologazione stradale.

Tra le soluzioni aerodinamiche figurano l'ala posteriore mobile, i copricerchi e l'estrattore, inseriti in una carrozzeria che fa ampio uso del carbonio. Alcuni pannelli sono invece realizzati in metacrilato riciclato ad alta trasparenza. Nella parte posteriore, le luci LED RGB creano un effetto simile a fasci di fibre ottiche, mentre la terza luce di arresto è integrata in un elemento trasparente a forma di pinna.

Le maniglie sono completamente integrate e utilizzano comandi touch, mentre al posto degli specchietti retrovisori esterni è previsto un sistema di telecamere laterali. I cerchi in magnesio saranno prodotti da OZ Racing. Anche il logo, uno scudo con un fulmine su fondo azzurro, richiama la storia automobilistica italiana e associa simbolicamente velocità ed energia pulita.

Fulminea riunisce dunque alcuni dei temi più ambiziosi dell'elettrico ad alte prestazioni: potenze elevatissime, riduzione della massa, accumulo allo stato solido e gestione dei picchi attraverso supercondensatori. La vera sfida sarà trasformare questi obiettivi tecnici in una serie limitata omologata per la strada, mantenendo i valori dichiarati di peso, prestazioni e autonomia.

Una domanda per voi

La combinazione tra batterie allo stato solido e supercondensatori può diventare una soluzione efficace anche oltre il settore delle hypercar?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=J9dTl8s6Udc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!