
Energia verde, dalle e-bike con batterie semisolide al maxi eolico di Dogger Bank
Dalle batterie semisolide per le biciclette elettriche alle reti sottomarine del gigantesco parco eolico Dogger Bank, la transizione energetica sta procedendo su fronti molto diversi. Accanto ai grandi impianti emergono soluzioni decentralizzate, nuovi materiali, strumenti europei per l'idrogeno e iniziative dedicate a formazione, comunità energetiche ed efficienza.
Batterie semisolide e fotovoltaico da collegare alla presa
A dicembre è previsto il debutto della prima e-bike di serie dotata di una batteria semisolida, sviluppata da TND. Il principio alla base della tecnologia è la forte riduzione dell'elettrolita infiammabile presente nelle batterie tradizionali. L'obiettivo è ottenere celle più sicure, capaci di superare anche una prova di perforazione con un chiodo senza incendi, e caratterizzate da una maggiore densità energetica.
Sul fronte del fotovoltaico domestico cresce invece l'interesse statunitense per il cosiddetto plug-in solar. Si tratta di piccoli pannelli modulari installabili senza tecnici e collegabili a una normale presa, così da contribuire immediatamente ai consumi dell'abitazione. Secondo le prospettive riportate, questa soluzione potrebbe raggiungere 60 milioni di americani entro il 2035.
Il vantaggio potenziale non riguarda soltanto i costi, ma anche l'accessibilità. L'assenza di procedure complesse e la natura modulare potrebbero aprire il solare agli affittuari, a chi vive in appartamento e alle famiglie con minore capacità di investimento, categorie spesso escluse dagli impianti residenziali tradizionali. Negli Stati Uniti è già citata una normativa dedicata agli impianti sotto i 1.200 W, esentati da alcuni vincoli previsti per il fotovoltaico domestico.
Pale biodegradabili e il progetto Dogger Bank
In Germania è in corso un progetto per costruire pale eoliche utilizzando fibre naturali e materiali come lino, legno, balsa e paulonia. La sperimentazione punta a sostituire la vetroresina, difficile da riciclare, con componenti più rinnovabili e biodegradabili. Il progetto, finanziato con circa 175.000 euro, dovrebbe portare a un primo prototipo entro il 2027.
La fase iniziale riguarderà turbine di piccole dimensioni, con rotori inferiori a 200 metri quadrati. Il nodo tecnico sarà dimostrare che le pale realizzate con fibre naturali possano offrire un'affidabilità paragonabile alle soluzioni convenzionali. La questione è rilevante perché la gestione dei rifiuti generati dalle turbine rappresenta una criticità crescente per il settore.
Su una scala completamente diversa si colloca Dogger Bank, il parco eolico offshore in costruzione nel Mare del Nord, a oltre 130 chilometri dalla costa dello Yorkshire. Il progetto è destinato a diventare il più grande parco eolico offshore del pianeta e, una volta completato, dovrebbe fornire energia pulita a circa sei milioni di abitazioni britanniche, coprendo da solo il 5% della domanda elettrica del Regno Unito.
Dogger Bank è suddiviso in tre sezioni da 1,2 GW, per una capacità complessiva di 3,6 GW. Il valore del progetto lungo la sua vita operativa è indicato in oltre 7,9 miliardi di euro. Per trasferire l'elettricità verso terra saranno impiegati cavi sottomarini HVDC, cioè in corrente continua ad alta tensione: una tecnologia scelta per contenere le perdite sulle grandi distanze e mai utilizzata prima su questa scala in un parco eolico britannico.
Idrogeno europeo e pressione industriale cinese
La Commissione europea ha attivato un nuovo meccanismo per collegare produttori e utilizzatori di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni. È il primo passaggio operativo della Banca europea dell'idrogeno, concepita per favorire la nascita di un mercato comune per un vettore considerato utile alla decarbonizzazione di acciaierie, industria chimica e trasporti pesanti.
I produttori potranno presentare offerte di idrogeno o derivati fino al 2 gennaio 2026, mentre la finestra per i potenziali acquirenti andrà dal 19 gennaio al 20 marzo 2026. La piattaforma non sarà una sede di negoziazione: funzionerà come un sistema digitale di abbinamento tra domanda e offerta.
Resta intanto forte la pressione della Cina sulle filiere verdi. Le analisi citate indicano investimenti consistenti in batterie LFP, moduli solari a perovskite e turbine eoliche ad alta efficienza, con riduzioni dei costi produttivi fino al 30%. Nel 2025 l'esportazione cinese di tecnologie green sarebbe aumentata del 40%, mentre la produzione interna coprirebbe oltre l'80% della domanda globale di componenti del settore. Numeri che stanno spingendo Europa e Stati Uniti a riesaminare le proprie strategie industriali.
Efficienza, formazione e nuovi modelli energetici
In Italia, un'analisi di PGCasa.it segnala una forte crescita dell'interesse per l'efficienza energetica in Puglia. A Bari, nel 2025, le richieste relative a soluzioni green e impianti ad alta efficienza sono aumentate del 108% rispetto all'anno precedente. A Prato è invece partito il corso biennale Green Energy Specialist dell'Istituto Buzzi, promosso dalla Fondazione ITS Academy Energia Ambiente e Sostenibilità: 1.800 ore distribuite in quattro semestri, con oltre metà della didattica di carattere tecnico-pratico e più del 40% del percorso svolto in azienda.
A Nairobi sono stati inaugurati un nuovo blocco accademico e una minirete fotovoltaica ibrida da 30 kW, finanziati dalla cooperazione italiana. L'impianto fornirà energia alla struttura e sarà utilizzato come laboratorio per la formazione dei tecnici. Il progetto ha già coinvolto 527 giovani tra 16 e 25 anni e 218 piccole e medie imprese keniane.
Edison Energia e FS Energy hanno inoltre avviato dal 1° ottobre 2025 la fornitura di 450 GWh di energia interamente rinnovabile alla rete ferroviaria nazionale. Il contratto, della durata di dieci anni e a prezzo fisso, utilizza energia prodotta da impianti eolici in Sicilia e Abruzzo per circa 35 MW complessivi. L'accordo dovrebbe evitare oltre 180.000 tonnellate di CO2 in dieci anni. Il piano di Ferrovie dello Stato prevede più di 1 GW di capacità rinnovabile entro il 2029 e 2 GW entro il 2034, fino a coprire il 40% dei consumi complessivi.
In Umbria, la comunità energetica rinnovabile Green Zone punta ad aumentare del 10% la quota regionale di energia pulita attraverso impianti fotovoltaici distribuiti, accumuli connessi per 1,5 MWh e una piattaforma condivisa basata su blockchain. Il sistema consentirà agli utenti di seguire i flussi energetici in tempo reale e ridistribuire automaticamente le eccedenze immesse in rete.
Dalla Svizzera arriva infine uno studio dedicato alla neve sui pannelli fotovoltaici alpini. Le simulazioni e le prove sul campo condotte sul sistema verticale a croce Heliopant indicano che mantenere i moduli ad almeno 60 centimetri dal terreno e orientarli secondo il vento dominante riduce la formazione degli accumuli. Anche una maggiore distanza tra i pannelli favorisce l'azione naturale del vento, limitando i blocchi produttivi e lo stress sulle strutture senza rinunciare al contributo della luce riflessa dalla neve.
Una domanda per voi
Per accelerare la transizione energetica è più decisiva la diffusione di piccoli sistemi accessibili o la realizzazione di grandi infrastrutture?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=zwf6S5uRGek

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!