Energia verde, dall’accumulo BYD al debutto di TIM Energia
Accumulo su scala di rete, produzione fotovoltaica, comunità energetiche e nuovi vettori per conservare l’elettricità rinnovabile: la transizione energetica procede lungo direttrici molto diverse, accomunate dalla necessità di rendere più stabile il sistema e ridurre i costi. Tra le iniziative più rilevanti emergono il grande progetto BESS di BYD in Arabia Saudita, il debutto di TIM Energia e diversi interventi italiani, mentre la ricerca sperimenta soluzioni basate su ammoniaca e batterie litio-idrogeno.
BYD porta in Arabia Saudita un BESS da 12,5 GWh
BYD ha avviato con Saudi Electricity Company un progetto di accumulo energetico da 12,5 GWh in Arabia Saudita. Il piano prevede la distribuzione di sistemi BESS in cinque impianti, con l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione della rete elettrica e facilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili.
I Battery Energy Storage System immagazzinano elettricità per rilasciarla quando il sistema ne ha bisogno. Questa funzione è particolarmente importante nel caso di fonti intermittenti come solare ed eolico: la produzione cambia con le condizioni ambientali, mentre la domanda di energia non segue necessariamente lo stesso andamento. L’accumulo permette quindi di spostare nel tempo l’energia disponibile e di attenuare gli squilibri tra generazione e consumi.
La crescita dei sistemi di accumulo emerge anche dal piano industriale di DVP Solar in Italia. Nel 2024 l’azienda ha registrato una crescita del 45%, portando il proprio portafoglio di progetti a 1,45 GW grazie soprattutto all’agrivoltaico e ai BESS. Per il 2025 l’obiettivo dichiarato è superare i 2 GW, con un incremento del 40% rispetto ai dati attuali. Nel Lazio, inoltre, un progetto agrivoltaico dell’azienda è stato selezionato dal GSE e punta a integrare produzione solare e attività agricola.
TIM Energia e i progetti territoriali italiani
TIM ha lanciato TIM Energia, un nuovo fornitore di elettricità da fonti rinnovabili rivolto a professionisti e piccole e medie imprese. L’offerta prevede energia certificata attraverso le garanzie rilasciate dal Gestore dei servizi energetici e diverse tariffe flessibili. L’iniziativa si inserisce nella strategia di integrazione tra fornitura energetica e servizi digitali, comprendenti connettività, intelligenza artificiale, cloud e cybersicurezza.
Sul territorio, il progetto Lepini Green rappresenta la prima Green Community del Lazio. Con un finanziamento complessivo di 2,4 milioni di euro proveniente dal PNRR e dalla Regione Lazio, prevede tre impianti fotovoltaici, sei stazioni di ricarica e due pulmini elettrici da nove posti. Gli impianti saranno installati a Roccagorga, Bassiano e Sonnino, mentre le colonnine da 22 kW verranno integrate nei pali dell’illuminazione pubblica.
Ad Andria è stato invece approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima, destinato a intervenire sull’efficienza energetica degli edifici, sulla mobilità sostenibile e sulla diffusione delle fonti rinnovabili. Altri progetti riguardano un parco fotovoltaico promosso da ARAP a Vezzano, l’installazione di pannelli sulla diga foranea del porto di Brindisi e l’alimentazione da energia verde del nuovo dissalatore di Taranto.
Un ulteriore fronte riguarda i piccoli comuni e le aree montane. L’accordo tra l’Unione nazionale comunità enti montani e il GSE punta ad accelerare la nascita delle comunità energetiche rinnovabili, semplificando l’accesso al portale di registrazione e agli incentivi del PNRR. Il modello proposto integra le comunità energetiche con le Green Community, cercando di trasformare le risorse locali in produzione condivisa di energia pulita.
Ammoniaca e litio-idrogeno per immagazzinare energia
Il programma europeo Horizon EU ha stanziato 3 milioni di euro per Faster, progetto dedicato allo sviluppo di nuovi metodi di accumulo dell’energia rinnovabile. L’obiettivo è utilizzare l’elettricità prodotta da solare ed eolico per ottenere ammoniaca liquida, trasformandola così in un vettore energetico trasportabile e utilizzabile quando necessario.
Secondo l’impostazione del progetto, l’ammoniaca può beneficiare di una rete infrastrutturale già sviluppata per il suo impiego nell’industria dei fertilizzanti e di una densità energetica utile al trasporto su larga scala. La sostenibilità complessiva dipenderà però anche dal modo in cui verrà prodotta: convertire elettricità rinnovabile in un vettore chimico è vantaggioso soltanto se l’intera filiera mantiene un impatto ambientale coerente con gli obiettivi iniziali. Faster riunisce otto partner accademici e industriali di cinque Paesi europei, tra i quali il Politecnico di Milano.
Dalla Cina arriva invece un prototipo di batteria che combina litio metallico all’anodo e idrogeno gassoso al catodo. La ricerca dichiara una densità energetica di 2.825 Wh/kg e una tensione stabile di 3 V. È stata sviluppata anche una configurazione senza anodo, nella quale il litio viene depositato durante la ricarica, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, costi e semplicità produttiva. I risultati indicano un potenziale rilevante per veicoli elettrici e accumulo stazionario, ma si tratta ancora di una tecnologia da verificare nella sua possibile applicazione.
Clima, reti e competitività europea
La necessità di accelerare la transizione è confermata dai dati climatici. Secondo Copernicus, gennaio 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato: la temperatura media globale dell’aria superficiale ha raggiunto 13,23 °C, risultando superiore di 1,75 °C ai livelli preindustriali e di 0,79 °C alla media del periodo 1991-2020. La temperatura media della superficie marina ha toccato 20,78 °C, il secondo valore più alto mai rilevato.
Mario Draghi ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra decarbonizzazione e competitività, sostenendo che la transizione debba produrre vantaggi tangibili senza compromettere sicurezza energetica e tenuta economica. Tra i problemi indicati figurano volatilità del gas, ritardi nello sviluppo delle rinnovabili e vulnerabilità delle infrastrutture, mentre i prezzi europei dell’energia vengono descritti come tre volte superiori a quelli statunitensi.
Le priorità indicate sono una riforma più profonda del mercato, maggiore trasparenza nei contratti energetici e investimenti consistenti nelle reti. La questione diventa ancora più urgente considerando la previsione di una triplicazione dei consumi energetici dei data center entro il decennio. Accumuli, infrastrutture e produzione rinnovabile non sono quindi capitoli separati: costituiscono le componenti di un sistema che dovrà sostenere contemporaneamente decarbonizzazione, innovazione industriale e contenimento dei costi.
Una domanda per voi
Quale priorità dovrebbe guidare la transizione energetica: nuovi impianti rinnovabili, sistemi di accumulo o investimenti nelle reti?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=5eAMsww11iM

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

