
Energia europea, eolico e solare superano le fonti fossili
Nel 2025 la produzione combinata di energia eolica e solare ha superato per la prima volta quella delle fonti fossili nell’Unione Europea. Il dato segna un cambiamento strutturale del sistema elettrico continentale, ma non rappresenta un punto di arrivo: per ridurre ulteriormente la dipendenza dal gas serviranno soprattutto accumuli e una rete capace di gestire una produzione rinnovabile variabile.
Eolico e fotovoltaico al 30% del mix europeo
Secondo l’European Electricity Review, nel 2025 vento e fotovoltaico hanno coperto insieme il 30% della produzione elettrica dell’Unione Europea, contro il 29% delle fonti fossili. Le rinnovabili considerate nel loro complesso hanno fornito quasi metà dell’elettricità europea.
Il principale motore del sorpasso è stato il solare, cresciuto di oltre il 20% su base annua e arrivato al 13% del mix. Il fotovoltaico ha così superato sia il carbone sia l’idroelettrico. In Spagna, Grecia e Paesi Bassi il suo contributo ha oltrepassato il 20% della produzione elettrica.
L’eolico, nonostante un leggero calo attribuito alle condizioni meteorologiche, è rimasto la seconda fonte dell’Unione con una quota del 17%, davanti al gas. Il carbone è invece sceso sotto il 10%, raggiungendo il proprio minimo storico. Il quadro indica una transizione ormai concreta, ma anche la necessità di intervenire sulle infrastrutture: senza capacità di accumulo e flessibilità della rete, la crescita delle rinnovabili non basta da sola a eliminare il ruolo del gas.
Eolico offshore tra tribunali e sovranità energetica
Negli Stati Uniti un giudice federale di Boston ha autorizzato la ripresa dei lavori di Vineyard Wind, progetto eolico offshore da 806 MW completato al 95% e già parzialmente collegato alla rete. Secondo il tribunale, il Dipartimento degli Interni non aveva fornito motivazioni tecniche o legate alla sicurezza nazionale sufficienti a giustificare il blocco.
La decisione si aggiunge ai via libera ottenuti da Revolution Wind, Empire Wind e dal progetto al largo della Virginia. Anche in questi casi è stata contestata l’assenza di spiegazioni concrete sui presunti rischi per la sicurezza. Revolution Wind risulta vicino all’entrata in esercizio, con le fondazioni installate, quasi tutte le turbine in posizione e gli accordi di mitigazione già firmati.
In Italia il dibattito sull’eolico offshore riguarda invece le zone economiche esclusive. Secondo l’associazione Energie Rinnovabili Offshore Italia, estendere formalmente la giurisdizione italiana oltre le 12 miglia nautiche offrirebbe maggiore certezza giuridica agli investitori e potrebbe accelerare lo sviluppo degli impianti nel Mediterraneo. Il tema riguarda quindi non soltanto la produzione elettrica, ma anche il controllo e la pianificazione di un’infrastruttura energetica strategica.
Fotovoltaico più efficiente, dalle cave agli impianti esistenti
Tra Trieste e Dolina, la cava dismessa Pietra Scoria ospiterà il progetto Green Energy, composto da 13.000 pannelli fotovoltaici destinati ad alimentare l’istituto di ricerca Elettra Sincrotrone Trieste. L’impianto dovrebbe coprire circa il 20% del fabbisogno energetico del centro, riducendone l’esposizione al mercato elettrico dopo l’aumento dei costi che aveva determinato un taglio del 40% delle attività scientifiche. Sono previsti moduli bifacciali ad alta efficienza e sistemi avanzati di monitoraggio.
Una possibile innovazione per gli impianti nuovi ed esistenti arriva dalla Hong Kong Polytechnic University. Un gruppo di ricerca ha sviluppato un rivestimento in idrogel a basso costo per limitare gli hotspot, cioè le aree di surriscaldamento localizzato che possono formarsi, per esempio, in presenza di ombreggiamenti parziali. Questi fenomeni riducono la produzione e accelerano il degrado dei moduli, risultando responsabili, secondo gli studi citati dai ricercatori, di oltre il 20% dei guasti nei primi anni di esercizio.
Nei test di laboratorio e di sistema il rivestimento ha ridotto la temperatura degli hotspot fino a 16 °C, con un aumento della potenza elettrica fino al 13%. Il risultato è stato ottenuto senza modificare l’elettronica dei pannelli, caratteristica che potrebbe rendere la soluzione applicabile anche agli impianti già operativi.
Proprio l’ammodernamento degli impianti esistenti è al centro dell’intervento completato a Partanna, in provincia di Trapani. Il revamping ha interessato un impianto fotovoltaico da circa 10 MW e punta a portarne la disponibilità verso il 99%, incrementando la produzione di circa 3.000 MWh all’anno. Il vantaggio è migliorare il rendimento di un’infrastruttura esistente senza richiedere nuovo consumo di suolo.
Ricarica, porti e nuove fonti rinnovabili
Negli Emirati Arabi Uniti è stato inaugurato lungo la superstrada E11 un hub con 60 stalli di ricarica rapida in corrente continua. La struttura rappresenta il primo passo di un piano che punta a elettrificare quasi completamente la rete autostradale nazionale entro il 2027. Portare la ricarica ad alta potenza sulle lunghe percorrenze affronta direttamente uno degli ostacoli all’adozione dell’auto elettrica in un territorio caratterizzato da grandi distanze.
In Italia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via libera al decreto sul cold ironing, introducendo sgravi sugli oneri generali di sistema per l’elettricità fornita alle navi ormeggiate. L’alimentazione da terra permette di spegnere i motori di bordo durante la sosta, riducendo emissioni, rumore e consumo di combustibili fossili nei porti.
Anche l’energia dal moto ondoso avanza verso applicazioni di scala maggiore. A Porto, in Portogallo, è stata completata l’analisi metoceanica per un progetto da 1 MW. I dati raccolti indicano condizioni del moto ondoso e carichi compatibili con la nuova generazione di galleggianti prevista per l’impianto, fornendo una base per l’ottimizzazione ingegneristica. L’iniziativa rientra in una concessione complessiva da 20 MW e punta a diversificare ulteriormente il mix rinnovabile portoghese.
In Sicilia è inoltre previsto un impianto eolico da 30 MW tra Castronovo e Prizzi, composto da cinque aerogeneratori. Il progetto Green Castronovo 2 ha ottenuto un finanziamento da 31,5 milioni di euro e stima una riduzione delle emissioni superiore a 30.000 tonnellate di CO2 ogni anno. In Puglia, infine, circa il 16% dell’energia rinnovabile regionale proviene già da campi e stalle. Il decreto Parco Agrisolare mette a disposizione 789 milioni di euro del PNRR, con contributi a fondo perduto fino all’80% per fotovoltaico sui tetti agricoli, accumuli e rimozione dell’amianto.
Una domanda per voi
Accumuli e flessibilità della rete riusciranno a trasformare il sorpasso delle rinnovabili in una riduzione stabile della dipendenza europea dal gas?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=L7QKCZ2FHgA

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!