Elettrowiki | Architettura a 48V per le auto elettriche moderne. 12V addio!
Per oltre mezzo secolo, la tensione a 12 Volt è stata la colonna portante indiscussa del mondo dell'automobile. Dalla classica utilitaria termica fino ai primi veicoli elettrificati, ogni componente ausiliario, dai tergicristalli all'impianto audio, fino alle centraline di bordo, ha fatto affidamento su una batteria al piombo da 12V. Tuttavia, l'evoluzione tecnologica dei veicoli moderni ha creato uno scenario inedito: le automobili non sono più semplici mezzi meccanici con qualche accessorio elettrico, ma veri e propri computer su ruote ad altissimo assorbimento energetico.

Sistemi di assistenza alla guida (ADAS), schermi touch di grandi dimensioni, sospensioni attive, sterzi elettronici steer-by-wire e pompe di calore di ultima generazione richiedono una quantità di potenza che il vecchio impianto fa ormai fatica a erogare. È per questo motivo che l'industria automobilistica, spinta in prima linea dalle auto elettriche di nuova generazione, ha intrapreso una vera e propria transizione verso l'architettura a 48V.
Il limite fisico dei 12V, una questione di elettrotecnica
Per comprendere le ragioni di questo cambiamento, occorre rispolverare un principio fondamentale della fisica: la prima legge di Ohm e la legge di Joule. La potenza elettrica si calcola moltiplicando la tensione per la corrente (P=V×I). Di conseguenza, se la tensione rimane fissa a 12 Volt, l'unico modo per fornire più potenza a un accessorio è aumentare l'intensità di corrente (gli Ampere o A).
L'aumento della corrente porta con sé due enormi effetti collaterali:
- Effetto Joule (calore): La quantità di calore dissipata nei cavi cresce proporzionalmente al quadrato della corrente (Ploss=R×I2).
- Dimensioni dei cavi: Per evitare che i conduttori si surriscaldino e per limitare la caduta di tensione lungo la vettura, è necessario utilizzare cavi di rame con una sezione trasversale notevolmente maggiore.
Nelle auto moderne, questo si traduceva in cablaggi enormi, rigidi, complessi da posizionare nell'abitacolo e soprattutto pesantissimi. In un'epoca in cui ogni singolo chilogrammo incide direttamente sull'autonomia di un veicolo elettrico, continuare ad aumentare il diametro dei cavi in rame non era più una strada percorribile.

I vantaggi concreti dell'architettura a 48V
Aumentare la tensione di bordo portandola a 48V permette di quadruplicare la tensione di esercizio. Mantenendo invariata la potenza erogata a un componente, l'intensità di corrente si riduce a un quarto rispetto a un impianto tradizionale.
Questa semplice variazione porta con sé una serie di benefici strutturali di primaria importanza per i costruttori:
- Abbattimento del peso e del costo del rame: Riducendo la corrente di quattro volte, la sezione dei cavi può essere drasticamente ridotta. Questo consente di risparmiare svariati chilogrammi di rame per ogni singolo veicolo, semplificando la produzione e diminuendo i costi delle materie prime.
- Efficienza energetica superiore: Con correnti più basse, la dispersione di energia sotto forma di calore lungo l'impianto ausiliario crolla verticalmente, migliorando l'efficienza complessiva dell'auto.
- Alimentazione per carichi ad alta potenza: Componenti come gli attuatori dello sterzo elettronico, i compressori del clima ad alta efficienza o i sistemi di stabilizzazione antirollio possono finalmente ricevere la potenza necessaria in frazioni di secondo senza stressare l'impianto.
- Semplificazione dell'elettronica di potenza: Negli attuali veicoli elettrici, la batteria di trazione lavora a centinaia di Volt (tipicamente 400V o 800V). Effettuare lo step-down (la conversione di tensione) da 800V o 400V a 48V genera meno perdite di conversione rispetto al salto termico e resistivo necessario per scendere fino a soli 12V.
Il nodo della sicurezza e della filiera produttiva
Viene naturale chiedersi: perché le case automobilistiche non sono passate direttamente a tensioni ancora più alte per i sistemi ausiliari? La risposta risiede nelle normative internazionali sulla sicurezza elettrica.
Sotto la soglia dei 60 Volt in corrente continua, un impianto elettrico è classificato come "a bassissima tensione di sicurezza" (SELV). Questo significa che non costituisce un pericolo letale di folgorazione per l'essere umano in caso di contatto accidentale. Operare a 48V consente quindi di sfruttare tutti i vantaggi di una tensione più elevata rimanendo al di sotto del limite di sicurezza dei 60V, evitando così di doversi attenere alle rigide e costose norme di isolamento riservate ai cavi ad alta tensione arancioni dei pacchi batteria di trazione.
Se i benefici sono così evidenti, come mai la transizione totale sta richiedendo del tempo? La risposta risiede nell'immensa inerzia della catena di fornitura. Per decenni, l'intera industria dei componenti (dai relè alle lampadine, dalle micro-pompe ai motorini dei cristalli) è stata ottimizzata per lo standard a 12V. Riconvertire centinaia di fornitori globali alla produzione di componenti nativi a 48V ha richiesto enormi investimenti in ricerca e sviluppo.
La spinta decisiva delle auto elettriche moderne

Oggi il punto di svolta è stato finalmente raggiunto. Diverse auto elettriche di ultima concezione hanno già iniziato la transizione, integrando architetture a 48V sia parziali che complete. L'esempio più emblematico di questa rivoluzione è rappresentato dai veicoli di nuova generazione concepiti con una progettazione "software-defined", dove l'architettura elettrica viene ridisegnata da zero insieme alla rete dati di bordo (sfruttando connessioni Ethernet al posto dei tradizionali bus CAN).
L'eliminazione definitiva della batteria al piombo da 12V in favore di batterie ausiliarie al litio a 48V o convertitori DC-DC dedicati permette non solo di ridurre l'ingombro nel vano motore o sotto il pianale, ma anche di azzerare uno dei motivi di guasto più frequenti nelle auto moderne: il degrado imprevedibile della vecchia batteria ausiliaria.
In definitiva, l'ingresso standardizzato dei 48V rappresenta la naturale evoluzione tecnologica dell'automobile. Non si tratta soltanto di un dettaglio tecnico per ingegneri, ma di un tassello fondamentale per rendere le auto elettriche del futuro più leggere, più efficienti e pronte a gestire le tecnologie di guida autonoma.
E voi cosa ne pensate? Credete che l'abbandono definitivo dei 12V sia un passaggio obbligato per tutte le auto del futuro o il vecchio standard terrà duro ancora a lungo sulle utilitarie?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

