

di Alan Murarotto
"How to Design a 48 Volt Vehicle”, xoxo Elon - La guida per gli altri CEO
Jason Cammisa, è un attore italo-americano, ma anche un pluripremiato giornalista automobilistico e in una sua recensione video ha chiesto a Tesla di inviare un manuale di istruzioni ai CEO delle aziende automobilistiche intitolato "How To Design a 48 Volt Vehicle".

Tesla ha accettato la proposta dal momento che ha creato dei PDF della documentazione relativa al progetto dell'impianto a 48 Volt, inserendoli in una cartella pubblicata su "X", segnalata e messa a disposizione dei CEO di tutti i gruppi automobilistici concorrenti.

Ford Motor Co. - Ringrazia
Jim Farley, amministratore delegato e direttore di Ford Motor Co. ha confermato di aver ricevuto da Tesla la segnalazione dei documenti rilevanti l'architettura a 48 Volt ed ha ringraziato Musk.
Non stavano scherzando. Abbiamo ricevuto il documento oggi, datato 5 dicembre. Ottimo per l'Industria!
Jim Farley - Post su X di ringraziamento a Musk

Vale la pena ricordare che già nel 2014, Musk affermò che Tesla stava rendendo open source i suoi brevetti.
La società Tesla, secondo il suo impegno sui brevetti, non avvierà azioni legali contro chiunque utilizzi, in buona fede, i suoi e voglia utilizzare la sua tecnologia.
Dichiarazione di Elon Musk - 2014

Nessuna delle mie aziende ha fatto nulla per soffocare la concorrenza. In effetti, abbiamo fatto il contrario.
Elon Musk al DealBook Summit del 2023
Il primo veicolo stradale con impianto elettrico a 48 Volt
Il Cybertruck di Tesla è ricco di novità, la più evidente delle quali è sicuramente la sua carrozzeria in acciaio inossidabile a prova di proiettile. Anche sotto al cofano si nascondono delle innovazioni, il pick-up elettrico sfrutta infatti un’architettura a 48 Volt.

Quando si parla di architettura ci si riferisce al cablaggio elettrico dell'auto che alimenta tutto, dagli alzacristalli elettrici all’infotainment. Per decenni lo standard del settore è stato il 12 Volt ma in un’epoca in cui le automobili stanno cominciando a trasformarsi in computer mobili, la tradizionale architettura a 12 volt è diventata più grande, più pesante, più complessa da implementare, più propensa a cortocircuiti e dunque a pericolosi incendi. Anche se acquistate un'automobile elettrica alla spina, vi troverete ad avere un impianto a 12 Volt per la gestione delle componenti elettriche di tutte le centraline, attuatori e utilizzatori di ogni genere. Con l’avvento del Cybertruck, Elon Musk ha deciso di fare un salto di qualità e ha preso una decisione più che coraggiosa abbandonando un’architettura considerata già vetusta agli inizi degli anni 2000.
https://elettronauti.it/tesla-e-iniziato-il-conto-alla-rovescia-per-il-cybertruck/
Diamo uno sguardo al passato
All'inizio del secolo scorso, le vetture utilizzavano impianti elettrici a 6 Volt in modo da fornire corrente ai fanali e poco più. Una vera scossa fu intrapresa negli anni 50’, quando grandi gruppi come la General Motors e Ford decisero di introdurre l’impianto elettrico da 12 Volt, dando cosi la possibilità di implementare nei modelli: gli alzacristalli elettrici, l'autoradio, un impianto di riscaldamento e di raffrenamento, la chiusura centralizzata, ecc. Per rimanere competitivi, negli anni 60” anche le altre case automobilistiche decisero di abbracciare l’impianto elettrico a 12 Volt adeguandosi a questo nuovo standard. Certo la transizione fu lunga e laboriosa dal momento che in quell’epoca pochi erano i fornitori esterni e ogni marchio progettava e produceva i vari elementi nelle loro rispettive fabbriche.
12 Volt vs impianti elettrici sempre più complessi
Ad oggi, le automobili con alimentazione tradizionale, ibride (PHEV, FHEV e MHEV) o elettriche (BEV), sono dotate di un impianto elettrico a bassa tensione 12 Volt per l'alimentazione dei servizi. Poco o nulla viene progettato dalla casa automobilistica e l’architettura elettrica delle automobili viene fornita completa di tutto punto da aziende esterne specializzate nel fare componentistica come: Bosch, Valeo, Continental, Denso, Hella, Delphi, Marelli, Wabco, ecc.

Il sistema a 12 Volt è un punto vitale in tutte le automobili moderne, e se la batteria dei servizi a 12 Volt è esausta, la macchina elettrica non parte benché il pacco batteria al litio sia carico al 100%. Tutte le centraline anche quelle che gestiscono il powertrain di alta tensione sono alimentate a 12 Volt.
Uno dei cambiamenti che stiamo cercando di apportare in questo momento è cambiare qualcosa che è stato costante negli ultimi 60 anni: il 12 Volt. C’è una buona ragione per effettuare il passaggio. Per 60 anni la richiesta di energia nelle auto è aumentata costantemente al punto che ora dobbiamo avere cavi piuttosto grandi per far circolare oltre 200 ampere di corrente attorno all'auto, il che aumenta la massa e i costi.Con Cybertruck e tutte le future piattaforme Tesla passeremo a 48 Volt.
Peter Bannon - Conferenz annuale Investor Day Tesla

Ricordiamo che Bannon è il vicepresidente dell'ingegneria hardware Tesla.
Perché non passare a 24 piuttosto che a 48 Volt?
Tecnicamente parlando, già nei primi anni 2000, si sarebbe dovuti passare all'architettura a 24 Volt come per i camion. Quindi può sembrare logico passare a tale architettura visto che ci sono già varie aziende che producono componentistica a 24 Volt. Purtroppo le automobili odierne sono talmente intrise di sistemi elettronici, che anche un impianto raddoppiato nel voltaggio si dimostrerebbe in pochi anni alquanto riduttivo.
Chi me lo fa fare?
Per decenni i produttori di veicoli hanno rimandato il passaggio ad una architettura a 48 Volt. Evidentemente né le case automobilistiche né i fornitori erano disposti a sborsare grosse somme di denaro per riprogettare un impianto elettrico e quindi sino ad oggi ci si è trovati ad un blocco evolutivo determinato da ragioni economiche. Tesla, essendo un'azienda che possiede gran parte di ciò che costruisce, lo ha fatto e basta.

Sandy Munro, fondatore di Munro & Associates, fornitore di servizi di progettazione industriale ad Auburn Hills, Michigan (USA), ha dichiarato in un'intervista all'Autoline Daily all'inizio di quest'anno che: "tutti parlano di farlo da 30 anni, ma è Tesla che lo ha fatto."
Un enorme passo avanti rispetto alla concorrenza
Ogni mese appare un titolo sulle riviste specializzate che propone un veicolo anti Tesla ma se guardiamo la velocità con cui l’azienda si sta evolvendo e la rivoluzione che apporta nel settore è abbastanza ironico fare dei paragoni.

La Model S diede il via alla transizione verso i veicoli elettrici non più immagine di un mezzo compatto a solo scopo urbano e questo passaggio a un’architettura elettrica completa a 48 Volt potrebbe fare la stessa cosa. L'utilizzo di un sistema a 48 Volt consente di risparmiare sui costi del materiale come ad esempio il rame e di conseguenza, aiuta anche a contenere il peso. È uno dei motivi per cui il Cybertruck pesa meno di un Rivian R1T nonostante sia più grande.

I vantaggi però vanno oltre il risparmio di peso e materiale. I sistemi a 48 Volt consentono il passaggio di più corrente attraverso il veicolo e ciò fornisce la possibilità di alimentare più componenti, incluso lo sterzo elettronico “steer-by-wire”, il primo del suo genere in un veicolo di produzione.
Conclusione e nostre considerazioni
L'uso di sistemi a 48 Volt può aiutare a migliorare le prestazioni ambientali e ridurre l'impronta di carbonio riducendo il consumo di carburante e le emissioni di CO2 e riducendo il consumo di energia supportando il funzionamento efficiente dei sistemi ad alta potenza. Il cambiamento sarà probabilmente costoso e richiederà una notevole domanda da parte dell’industria automobilistica.
Poiché i veicoli continuano ad aggiungere sempre più componenti elettrici, avranno senza dubbio bisogno di più energia. Non ci sorprende se altri gruppi automobilistici seguiranno le orme di Tesla.
Chi sarà il primo a proporre un veicolo a 48 Volt?

di
Alan Murarotto
Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.
