Elettriche usate, nove batterie sotto esame: SoH e bilanciamento fanno la differenza
La batteria è uno degli elementi decisivi nella valutazione di un'auto elettrica usata, ma la sola autonomia indicata sul display non basta per stabilirne le condizioni. Un confronto sul campo tra nove vetture, con prezzi compresi tra 11.000 e circa 34.000 euro, ha permesso di verificare capacità residua, bilanciamento delle celle e abitudini di ricarica su modelli molto diversi per età, segmento e destinazione d'uso.
Il gruppo comprende Fiat 500e, Nissan Leaf, Smart #1 Pro Plus, Smart #1 Brabus, Hyundai Kona, Smart ForTwo, Tesla Model Y e due Tesla Model 3. Tutte sono state sottoposte al controllo Power Check Control, mentre sulle tre Tesla sono stati eseguiti anche test dalla modalità Service relativi al sistema termico, alla pompa di calore e alla presenza di errori.
Come funziona il controllo della batteria
Il test utilizza un dispositivo collegato alla presa OBD dell'auto e connesso via Bluetooth allo smartphone. L'applicazione richiede alcune operazioni con la vettura ferma in posizione di parcheggio; i dati della batteria vengono letti dalla rete CAN e inviati al server, che elabora il rapporto sullo stato del pacco.
Lo State of Health, cioè la capacità residua rispetto alla condizione di riferimento, è soltanto una parte del quadro. Nel corso delle verifiche è stata data particolare importanza al delta espresso in millivolt tra le celle: più il valore è contenuto, maggiore è l'uniformità del pacco. Uno sbilanciamento elevato può essere più significativo, ai fini dell'affidabilità, della semplice percentuale di degrado o dei chilometri stimati dal computer di bordo.
Anche lo stato di carica al momento del controllo può influenzare il risultato. Il sistema indica come preferibile una batteria sopra il 40%, condizione che non è stato possibile rispettare per tutte le vetture. I valori della Leaf, controllata al 33,5%, e della Smart #1 Brabus, provata all'11,3%, devono quindi essere letti tenendo conto di questo limite.
Kona, Smart e Fiat 500e: i risultati migliori
La Hyundai Kona con batteria da 39 kWh ha restituito il dato più netto della sessione: capacità massima del 100% e delta di 0 millivolt dopo 17.855 km. Il computer di bordo conservava inoltre uno storico con consumo medio indicato di 13,5. Proposta a 18.400 euro, durante la valutazione è emersa come una soluzione efficiente e adatta anche a spostamenti di media percorrenza, nonostante la batteria più piccola rispetto ad altre versioni.
Molto vicine alla condizione iniziale anche le due Smart #1. La Pro Plus ha mostrato uno State of Health del 99,6%, mentre la Brabus, con 12.900 km, si è fermata al 99,68%. Quest'ultima è stata però controllata con una carica molto bassa, circostanza che può aver fatto apparire il delta tra le celle più alto del normale. La Pro Plus dispone di una batteria da 66 kWh e motore da 272 CV sull'asse posteriore; nella valutazione pratica è stata considerata adatta anche come prima auto familiare.
La Fiat 500e da 42 kWh ha registrato una capacità residua del 93,1%, un delta di 4 millivolt e celle perfettamente allineate dopo circa 21.700 km. Il 41% delle sue sessioni era avvenuto in corrente continua e il restante 59% in alternata. La presenza del connettore CCS Combo 2 amplia le possibilità rispetto a una semplice cittadina: secondo i dati raccolti, la ricarica dal 10 all'80% richiede circa mezz'ora.
Leaf e ForTwo: batterie sane, ricarica da valutare
La Nissan Leaf da 40 kWh, con meno di 40.000 km, ha conservato l'88,8% della capacità e mostrato un delta di 13 millivolt. Non risultano sessioni in corrente continua: l'auto è stata ricaricata sempre in alternata. Il limite principale non riguarda però soltanto la batteria, ma il connettore CHAdeMO per la ricarica rapida, sempre meno presente o non sempre mantenuto sulle infrastrutture pubbliche. Rimane disponibile la presa Tipo 2 in alternata.
Per questo la Leaf, proposta a 13.500 euro, appare più coerente con un utilizzo supportato dalla ricarica domestica o aziendale. Offre comunque maggiore spazio rispetto alla 500e e una guida one pedal particolarmente efficace. La possibilità di alimentare l'abitazione attraverso una Wallbox Quasar è un'altra caratteristica citata durante l'analisi.
La Smart ForTwo ha ottenuto uno State of Health del 91% e un delta di 12 millivolt dopo 47.441 km. Lo sbilanciamento rilevato potrebbe richiedere una ricarica completa per ricalibrare e riallineare le celle. L'assenza della ricarica rapida e la sola presa Tipo 2 la rendono soprattutto una soluzione urbana, indicata per chi può ricaricare a casa. Il prezzo rilevato è di circa 11.000 euro.
Le tre Tesla tra capacità residua e diagnostica
La Tesla Model 3 del 2022 con 32.633 km ha fatto registrare una capacità massima del 98,5%, un delta di 6 millivolt e una valutazione complessiva di cinque stelle su cinque. La capacità rilevata è di 76,6 kWh, con un buffer di 3,5 kWh. Il 76% delle ricariche è avvenuto in corrente continua. La diagnostica non ha evidenziato errori attivi e i test del sistema termico sono stati superati.
L'altra Model 3, prodotta in Cina nel 2021 e arrivata a 59.413 km, ha conservato l'87,6% della capacità. Il test ha rilevato 68,2 kWh disponibili, oltre a un buffer di 3,1 kWh, con il 30% delle ricariche in corrente continua e il 70% in alternata. Le celle sono risultate stabili. La sola anomalia riscontrata riguarda il sensore a pressione dello sportello di ricarica: l'apertura resta possibile dall'applicazione, dal display o tramite il pulsante del connettore Supercharger e il difetto non impedisce la ricarica.
La Model Y Long Range a trazione integrale, con 76.290 km, ha restituito uno State of Health del 93,2% e un delta di 4 millivolt. La capacità reale rilevata è di 72,5 kWh, oltre a 3,3 kWh di buffer; soltanto il 19% delle ricariche risulta effettuato in corrente continua. Anche in questo caso le celle sono bilanciate e i controlli termici non hanno mostrato rallentamenti o problemi.
Il confronto conferma che chilometraggio, età e percentuale di ricariche rapide non possono essere interpretati isolatamente. Un acquisto consapevole richiede un rapporto sul pacco batteria, una diagnostica degli errori e una valutazione concreta delle infrastrutture utilizzabili. Su modelli come Leaf e ForTwo, infatti, una batteria ancora valida non elimina i limiti legati allo standard di ricarica; sulle Tesla, invece, la modalità Service aggiunge informazioni utili su componenti termici e anomalie altrimenti poco visibili.
Una domanda per voi
Nella scelta di un'elettrica usata conta di più la capacità residua della batteria o il bilanciamento delle celle rilevato da un test?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=pWekYcbhOUg

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