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EcoFlow Stream porta l’accumulo fotovoltaico nelle stanze di casa
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EcoFlow Stream porta l’accumulo fotovoltaico nelle stanze di casa

5 min.

EcoFlow Stream affronta l’accumulo fotovoltaico domestico con un’impostazione diversa da quella di un sistema centralizzato: le batterie possono essere distribuite in più ambienti e collegate direttamente alle utenze da alimentare. La configurazione integra microinverter, moduli di accumulo LFP, connettività wireless e un’applicazione che coordina produzione, consumi e automazioni.

L’obiettivo è rendere più semplice l’installazione e utilizzare l’energia nel punto in cui serve, mantenendo la possibilità di collegare il sistema alla rete domestica attraverso una normale presa. La gestione resta però determinante: per adattare produzione ed erogazione ai consumi effettivi è previsto anche uno Smart Meter installato nel quadro elettrico.

Microinverter e batterie distribuite

Il sistema supporta fino a 2.000 W di ingresso fotovoltaico. La configurazione utilizzata durante il test dispone di due MPPT, cioè due inseguitori indipendenti del punto di massima potenza dei pannelli. È disponibile anche una versione Ultra con quattro MPPT da 500 W ciascuno. La presenza di più ingressi indipendenti può essere utile quando i pannelli hanno orientamenti o condizioni di illuminazione differenti.

Il microinverter limita a 800 W l’eventuale immissione nella rete domestica, valore indicato come conforme alla normativa italiana. Le batterie possono essere collegate direttamente all’inverter oppure collocate in altri punti dell’abitazione. La comunicazione wireless permette ai vari componenti di coordinarsi senza richiedere che tutti i moduli siano concentrati nello stesso luogo.

Questa architettura consente, per esempio, di destinare un accumulatore a una postazione di lavoro e un altro alla cucina. Dove sono presenti carichi più impegnativi è possibile collegare due batterie in parallelo tramite un cavo proprietario. Nella configurazione descritta, il modulo principale può fornire 1,2 kW e quello secondario 1,1 kW, raggiungendo complessivamente 2,3 kW per le utenze collegate.

Batterie LFP modulari fino a sei unità

La batteria più piccola ha una capacità di 1,92 kWh. Installandone fino a sei si ottiene un accumulo complessivo di poco inferiore a 12 kWh. La variante Ultra X dispone invece di una capacità doppia e, sempre con sei unità, permette di arrivare fino a 21 kWh di energia accumulabile.

Le celle utilizzano la chimica LFP e il contenitore è certificato IP65, caratteristica che consente l’installazione anche all’esterno, per esempio su un balcone. La dissipazione del calore è affidata a una serie di lamelle e non sono presenti ventole: durante il funzionamento non viene quindi generato il relativo rumore meccanico.

Secondo i dati riportati, la batteria è stata sottoposta a oltre 6.000 cicli completi di carica e scarica, conservando al termine l’80% della capacità. Si tratta di un parametro importante per un accumulo domestico, perché indica il livello di capacità residua atteso dopo un utilizzo prolungato.

Installazione, Smart Meter e controllo tramite app

Nel corso dell’installazione è stato sufficiente collegare i cavi, registrare i dispositivi nell’app EcoFlow e fornire le credenziali della rete Wi-Fi. Il microinverter è stato rilevato automaticamente, mentre il Bluetooth è servito a trasferire i dati di accesso alla rete. Microinverter e batteria hanno quindi ricevuto gli aggiornamenti software disponibili.

Un ruolo centrale è affidato allo Smart Meter, installato sulla barra DIN del quadro elettrico. Questo dispositivo misura quanta energia arriva dal fotovoltaico e quanta ne richiede la fase monitorata. Senza una misura puntuale dei flussi, il sistema non potrebbe decidere con la stessa precisione quando accumulare energia, quando erogarla e quanto prelevare dalla rete.

L’interfaccia mostra in tempo reale produzione, stato della batteria, consumi e prelievo. In una rilevazione pomeridiana, con la facciata ormai in ombra, l’ufficio stava utilizzando 179 W: 124 W provenivano dalla rete e 56 W dal fotovoltaico. La batteria, arrivata al limite minimo impostato del 10%, non stava erogando energia.

Produzione misurata e automazioni energetiche

Tra il 15 e il 21 giugno l’impianto di prova ha prodotto 19,75 kWh, con valori giornalieri indicati come prossimi a 4 kWh. I pannelli erano installati con una buona inclinazione, un elemento che incide direttamente sulla produzione e che richiede prove per individuare l’assetto più efficace nella specifica posizione.

Nel periodo osservato, l’app ha calcolato un livello di indipendenza energetica del 28,4% per l’ufficio. Il dato dipende naturalmente dai carichi utilizzati, che in alcune giornate comprendevano anche condizionatore e ricarica dell’auto. Non rappresenta quindi una prestazione universale del sistema, ma il risultato della configurazione e dei consumi effettivi durante il test.

La piattaforma permette inoltre di utilizzare l’eventuale surplus solare attraverso prese intelligenti, attivando automaticamente utenze come un deumidificatore. È possibile riservare una parte della carica per il backup oppure programmare operazioni in base all’orario. Le funzioni basate sull’intelligenza artificiale possono consultare servizi meteorologici legati alla località e precaricare la batteria quando è previsto un evento atmosferico rilevante.

Il punto più interessante di EcoFlow Stream è dunque la combinazione tra modularità fisica e controllo dei flussi. La possibilità di distribuire gli accumulatori avvicina l’energia immagazzinata ai carichi, mentre Smart Meter e automazioni cercano di evitare erogazioni non necessarie. L’efficacia concreta dipende però dalla corretta collocazione dei pannelli, dal profilo di consumo e da una configurazione coerente delle soglie di utilizzo.

Una domanda per voi

Le batterie distribuite nelle stanze possono offrire vantaggi concreti rispetto a un unico sistema di accumulo centralizzato?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=5fJ9agiCh5I

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!