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Dreame Z10 Pro e T20 alla prova: LiDAR e pulizia automatizzata
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Dreame Z10 Pro e T20 alla prova: LiDAR e pulizia automatizzata

5 min.

Un sensore LiDAR per orientarsi negli ambienti domestici, una base capace di svuotare automaticamente il contenitore della polvere e un'app per gestire mappe e programmi di pulizia. Dreame Z10 Pro trasferisce nel robot aspirapolvere tecnologie avanzate di rilevamento e automazione, affiancandole alla possibilità di lavare i pavimenti. Per le operazioni che richiedono un intervento manuale, la proposta del marchio comprende invece la scopa elettrica senza fili Dreame T20.

Dreame nasce nel 2015 con lo sviluppo di hardware dedicato alla pulizia degli ambienti e nel 2017 entra nella catena di prodotti legata all'ecosistema Xiaomi. Il collegamento con il settore automobilistico è rappresentato soprattutto dal LiDAR dello Z10 Pro: una tecnologia utilizzata anche nell'ambito dei sistemi di assistenza alla guida, qui impiegata per leggere ciò che circonda il robot e pianificarne gli spostamenti sul pavimento.

Dreame Z10 Pro, il LiDAR riduce gli imprevisti

Il sistema di rilevamento dello Z10 Pro è in grado, secondo quanto emerso dalla prova, di riconoscere oggetti grandi appena due centimetri. In prossimità di un ostacolo il robot rallenta, si avvicina fino a pochi millimetri e cerca quindi di aggirarlo. Le dimensioni contenute gli permettono inoltre di passare sotto il divano e di muoversi negli spazi più complessi tra le sedie della cucina.

Nell'esperienza sul campo, la navigazione si è mostrata più affidabile rispetto a quella di un precedente robot utilizzato nelle stesse condizioni, che tendeva a incastrarsi, trascinare le tende o accumulare i tappeti. Non si tratta di una verifica comparativa strumentale, ma l'impressione è che il sistema di tracciamento limiti in modo concreto gli interventi necessari per liberare manualmente il dispositivo.

Il robot crea una mappa dell'abitazione e consente di controllare dall'app lo stato della pulizia, pianificare i cicli per l'intera settimana, consultare le statistiche, cambiare lingua e installare gli aggiornamenti del firmware. È possibile anche indicare le aree più difficili. L'applicazione segnala inoltre quando è il momento di pulire componenti come sensori e spazzola laterale, rendendo più chiari gli interventi di manutenzione.

Aspirazione, lavaggio e base autosvuotante

La potenza aspirante può essere regolata su quattro modalità, dalla più silenziosa alla Turbo. Quest'ultima è indicata soprattutto quando occorre raccogliere una quantità maggiore di sporco, per esempio in una casa con animali. Quando incontra un tappeto, lo Z10 Pro adatta automaticamente la pulizia aumentando l'aspirazione e interrompendo l'afflusso dell'acqua.

Il serbatoio dell'acqua è risultato sufficiente per circa 80 metri quadrati utilizzando un'impostazione media e una doppia passata, ma con un margine molto ridotto. Il lavaggio si è comportato bene nella pulizia ordinaria, senza però sostituire straccio e detergente contro le macchie più ostinate. L'uso della sola acqua, inoltre, non equivale a un'igienizzazione completa del pavimento.

L'automazione non elimina tutte le attività manuali. Per lavare ogni giorno occorre riempire e successivamente svuotare il serbatoio, oltre a rimuovere, lavare e asciugare il panno dopo ogni utilizzo. Nella dotazione sarebbe stato utile un secondo panno, così da poter alternare più facilmente i cicli di pulizia.

La base aspirante riduce invece la manutenzione legata alla polvere: quando il robot rientra per ricaricarsi, il contenuto raccolto viene trasferito automaticamente nel sacchetto della stazione. I prezzi presi come riferimento al momento della recensione erano di 499 euro per la configurazione con base autosvuotante e di 389 euro per quella senza base.

Dreame T20, batteria estraibile e tre autonomie

Dreame T20 segue la struttura ormai comune delle scope elettriche senza fili, ma introduce alcune soluzioni pratiche. Il corpo è realizzato in policarbonato e durante l'uso ha resistito senza danni a più cadute accidentali. Il meccanismo di sgancio permette di aprire e svuotare il contenitore con un solo movimento, evitando procedure particolarmente laboriose.

La batteria è estraibile, un aspetto rilevante perché consente di sostituire il componente senza dover dismettere l'intera scopa quando la sua capacità dovesse diminuire. La docking station da parete permette di riporre il T20 e può ricaricare anche una seconda batteria, soluzione utile per le abitazioni più grandi. La dotazione comprende inoltre diversi accessori destinati a impieghi differenti.

Il display LCD anteriore mostra informazioni come la modalità di aspirazione selezionata. Le autonomie dichiarate nel test cambiano sensibilmente in base alla potenza: 70 minuti in modalità Eco, 30 minuti in Standard e 8 minuti in Turbo. Il motore raggiunge 125.000 giri al minuto. È presente anche una modalità che mantiene l'aspirazione attiva senza costringere l'utilizzatore a tenere continuamente premuto il comando.

I limiti emersi nell'uso quotidiano

Sul T20 la criticità principale emersa dalla prova riguarda il peso, percepito come leggermente elevato durante l'impiego. Sullo Z10 Pro, invece, il compromesso è legato soprattutto al lavaggio: navigazione, programmazione e autosvuotamento rendono molto più autonoma la raccolta della polvere, ma la gestione dell'acqua e del panno resta affidata all'utente.

I due prodotti svolgono quindi ruoli complementari. Lo Z10 Pro è pensato per mantenere puliti i pavimenti con interventi frequenti e programmabili, mentre il T20 serve per raggiungere le aree e affrontare le operazioni che il robot non può gestire. L'automazione riduce il lavoro quotidiano, senza eliminare la necessità di una pulizia manuale periodica.

Una domanda per voi

L'autosvuotamento e la navigazione LiDAR compensano la manutenzione ancora necessaria per il lavaggio dei pavimenti?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=LEzQWKO_Mrk

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!