Desner V300, autonomia e consumi messi alla prova con il freddo
La Desner V300 porta nel segmento dei quadricicli pesanti un pacchetto tecnico piuttosto vicino, per impostazione e dotazioni, a quello di una piccola automobile. La prova di autonomia ha permesso di valutarne consumi, ricarica e comportamento con temperature basse, mettendo in evidenza anche la progressiva limitazione delle prestazioni quando la batteria si scarica.
Batteria da 17,3 kWh e motore posteriore
Il quadriciclo deriva dalla Wuling Hongguang Mini EV ed è proposto da Desner in due varianti, indicate come 170 e 215. L'esemplare sottoposto al test è la versione da 215 km dichiarati nel ciclo CLTC, dotata di quattro posti e di una batteria con 17,3 kWh utilizzabili.
Il motore a magneti permanenti è collocato sull'asse posteriore ed eroga 30 kW, equivalenti a 41 CV, con 92 Nm di coppia. Anche la trazione è posteriore, mentre la velocità massima rilevata a batteria carica si colloca intorno a 105-106 km/h. Le ruote sono da 12 pollici e lo schema delle sospensioni è stato descritto come simile a un MacPherson davanti e a un multilink dietro.
La dotazione comprende aria condizionata, collegamento con lo smartphone, fari full LED, telecamera posteriore e sensori di parcheggio. Non è presente un vano di carico anteriore. La classificazione resta quella di un quadriciclo pesante L7e: un elemento importante per inquadrare correttamente prestazioni, costruzione e posizionamento del mezzo.
La ricarica DC è il vantaggio della versione 215
La differenza tecnica più significativa tra le due varianti riguarda la ricarica. La 170 supporta soltanto la corrente alternata, mentre la 215 può utilizzare anche le colonnine in corrente continua. La potenza indicata è di 3,5 kW in AC e di circa 22-23 kW in DC.
Durante una sessione reale, il passaggio dal 20% all'80% ha richiesto 37 minuti. In questo intervallo sono stati immessi 11,4 kWh, con una potenza media di 18 kW. Al raggiungimento dell'80% il veicolo stava ancora assorbendo circa 13 kW. È un risultato rilevante soprattutto in rapporto alle dimensioni contenute della batteria e rende possibili soste relativamente brevi anche durante utilizzi che superano il raggio urbano.
Desner dichiara 35 minuti per la ricarica dal 30% all'80%. Il risultato ottenuto partendo dal 20% suggerisce che, nelle condizioni incontrate, quel tempo sia realistico e possa essere persino ridotto sul solo intervallo dichiarato. Il veicolo dispone inoltre del precondizionamento della batteria, pensato per portare il pacco a una temperatura più favorevole alla ricarica e all'efficienza.
Freddo e riscaldamento fanno salire i consumi
La partenza è avvenuta con batteria al 100%, autonomia stimata di 215 km e contachilometri a 1.451 km. Alla ripresa del test, con il 50% residuo, il contachilometri segnava 1.532 km e la strumentazione indicava altri 105 km disponibili. La differenza tra le due letture è di 81 km, ma le condizioni della seconda parte sono diventate più impegnative.
Con temperature basse è stato utilizzato in modo consistente il riscaldamento dell'abitacolo. Il sistema si è dimostrato efficace nel portare calore all'interno, ma il veicolo non dispone di una pompa di calore. A questo si sono aggiunti batteria, motore e inverter inizialmente freddi: una combinazione che ha penalizzato l'efficienza rispetto alla prima parte della prova.
La stima emersa durante questa fase è stata di circa 170 Wh/km. Pur trattandosi di un valore calcolato in modo indicativo, mostra con chiarezza l'effetto del riscaldamento e delle basse temperature. Il test, distribuito su due giornate, è meno favorevole di una percorrenza continua con componenti già in temperatura, ma rappresenta anche un impiego plausibile nella stagione fredda.
Il chilometraggio conclusivo tra il 100% e il 10% non è stato comunicato. Gli elementi raccolti consentono quindi di analizzare l'andamento dei consumi e le reazioni del veicolo, ma non di stabilire un dato definitivo di autonomia reale per l'intero intervallo.
Potenza limitata e frenata rigenerativa
Nella parte più avanzata della scarica l'elettronica ha ridotto sensibilmente la potenza disponibile. L'indicatore consentiva di utilizzare circa il 40% dell'erogazione massima, stimata nel test in circa 17 CV. In queste condizioni la velocità si è assestata intorno a 50-55 km/h, non per l'intervento di un limitatore tradizionale, ma per la minore potenza concessa dal sistema.
Nonostante la riduzione, durante la prova il quadriciclo ha continuato ad affrontare anche alcuni tratti in salita. La gestione conservativa sembra quindi orientata a proteggere la batteria quando lo stato di carica scende, ma può incidere concretamente sulla capacità di mantenere velocità più elevate. È un comportamento da considerare se il percorso abituale comprende strade veloci o dislivelli.
La frenata rigenerativa raggiunge circa il 10% dell'indicatore quando si rilascia l'acceleratore, mentre premendo il freno è stato osservato un recupero fino al 49%. La decelerazione è risultata efficace, ma l'impressione emersa è che sarebbe stato più pratico poter ottenere una rigenerazione più intensa direttamente dall'acceleratore, avvicinando la guida al funzionamento one-pedal.
Sul piano dell'abitabilità, la posizione di guida verticale e il servosterzo rendono il mezzo comodo e facile da manovrare. I quattro posti sono realmente sfruttabili, anche se quelli posteriori non sono pensati per lunghi viaggi. Il principale limite ergonomico riscontrato davanti riguarda la distanza tra sedile, pedaliera e plancia: con il sedile già a fine corsa sarebbe stato utile disporre di qualche centimetro aggiuntivo per le gambe.
Una domanda per voi
La ricarica rapida in corrente continua può compensare un'autonomia più sensibile al freddo e all'uso del riscaldamento?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=pxBBzWu5pf4

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