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Desner V300 alla prova: la Wuling GV1 è agile, ma la ricarica resta un nodo
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Desner V300 alla prova: la Wuling GV1 è agile, ma la ricarica resta un nodo

5 min.

La Wuling GV1 viene importata in Italia da Desner con il nome V300 e propone una formula essenziale: dimensioni esterne molto contenute, motore elettrico posteriore e un abitacolo più sfruttabile di quanto suggerisca la carrozzeria. Nel primo contatto su strada sono emerse agilità, sospensioni complessivamente efficaci e un'autonomia reale stimata intorno ai 150 km. Il principale interrogativo riguarda invece la ricarica, affidata allo standard cinese e quindi dipendente da adattatori e compatibilità con le colonnine italiane.

Compatta fuori, più spaziosa del previsto dentro

La V300 punta su un aspetto semplice ma riconoscibile, con cerchi da 12 pollici, dettagli chiari sulla carrozzeria e gruppi ottici full LED anteriori e posteriori. L'esemplare provato, corrispondente alla versione più accessoriata, dispone anche di due sensori di parcheggio posteriori e retrocamera. Quest'ultima, secondo quanto emerso durante il test, non sarebbe presente sugli allestimenti inferiori.

Il bagagliaio è molto corto, ma si sviluppa in profondità e permette almeno di riporre i cavi di ricarica. Sulla variante a quattro posti è possibile ribaltare la seconda fila tramite due lacci. La versione Cargo adotta invece soltanto i due sedili anteriori e lascia libera la parte posteriore.

L'abitacolo riflette l'impostazione economica del modello, senza rivestimenti morbidi sulle portiere ma con numerosi vani portaoggetti e alcuni inserti decorativi chiari. La strumentazione digitale è affiancata da uno schermo centrale, mentre climatizzazione e riscaldamento vengono gestiti attraverso tre comandi dedicati. Sono presenti anche il monitoraggio della pressione degli pneumatici e la regolazione dell'altezza dei proiettori.

La posizione di guida è risultata piuttosto alta. Il sedile può scorrere e consente di modificare l'inclinazione dello schienale, ma non è regolabile in altezza; manca anche la regolazione del volante. I vetri anteriori sono elettrici, quelli posteriori fissi. Nonostante questi limiti, lo spazio disponibile si è dimostrato adeguato anche per occupanti alti: durante la prova una persona di circa 1,92 metri non ha incontrato particolari difficoltà, se non per l'impostazione rialzata del sedile.

Batteria LFP e motore posteriore da 40 CV

La versione provata utilizza una batteria da 17,3 kWh con celle LFP, cioè al litio-ferro-fosfato. Questa chimica è stata scelta anche per la variante di ingresso e viene indicata come meno soggetta a degrado rispetto alle celle al nichel-manganese-cobalto. Il motore elettrico a magneti permanenti è collocato sull'asse posteriore ed eroga 40 CV; la versione meno potente si ferma invece a circa 27 CV.

Lo schema frenante prevede dischi anteriori e tamburi posteriori. Le sospensioni adottano una configurazione McPherson davanti e una soluzione descritta come simile a un multilink dietro. Sul fronte della sicurezza, Desner ha evidenziato la presenza di una struttura in acciaio irrobustita e di due airbag anteriori. La dotazione di sistemi di assistenza alla guida appare invece limitata, pur dovendo essere valutata in rapporto al segmento e all'impostazione essenziale del veicolo.

Su strada è agile, ma manca la rigenerazione al rilascio

Nel test la risposta dell'acceleratore è apparsa vivace e sufficientemente diretta, con soltanto un lieve ritardo iniziale. Le modalità di guida disponibili sono Eco, Eco Plus, Normal e Sport, anche se le differenze percepite non sono risultate marcate. La trazione posteriore e la ridotta larghezza aiutano nelle manovre e nei cambi di direzione, rendendo la V300 facile da guidare fin dai primi metri.

Le sospensioni hanno assorbito in modo convincente anche alcuni passaggi su pavé e fondi irregolari. L'avantreno trasmette una certa rigidità e nell'abitacolo arrivano alcuni rumori, mentre il retrotreno è sembrato meglio filtrato. La frenata è risultata adeguata alle velocità raggiunte durante la breve prova, nonostante gli pneumatici di piccole dimensioni.

L'assenza di una frenata rigenerativa chiaramente percepibile al rilascio dell'acceleratore rappresenta uno dei limiti più evidenti. La massa contenuta riduce l'energia recuperabile, ma poter scegliere un livello di rigenerazione avrebbe reso più completa l'esperienza di guida. Sul piano acustico, l'assenza delle vibrazioni e del rumore tipici delle microcar con motore termico costituisce invece un vantaggio immediatamente apprezzabile.

Autonomia stimata e incognita della ricarica

Dopo circa 70 km percorsi, l'indicatore della batteria aveva perso il 48% della carica. Da questo risultato, ottenuto con una guida descritta come piuttosto brillante, deriva una stima reale nell'ordine dei 150 km. Si tratta di un'indicazione ricavata da un test limitato e non di una misurazione definitiva, ma è coerente con un utilizzo urbano o come seconda automobile familiare.

La variante più accessoriata accetta circa 3,3 kW in corrente alternata e 22 kW in corrente continua. Le porte utilizzano però lo standard cinese GB/T, rendendo necessari adattatori per collegarsi alle infrastrutture disponibili in Italia. La compatibilità della ricarica rapida non sarebbe inoltre garantita su tutte le colonnine, anche per le differenze nel protocollo di comunicazione tra automobile e stazione.

Desner ha riferito di avere già avviato accordi per rendere possibile, qualora il modello raggiungesse volumi di vendita sufficienti, l'adozione degli standard Tipo 2 e CCS Combo 2. Allo stato attuale, tuttavia, la necessità degli adattatori e le incertezze sulla ricarica in corrente continua restano elementi da verificare con attenzione. La V300 convince soprattutto per maneggevolezza, abitabilità e semplicità d'uso, ma la sua praticità quotidiana dipenderà anche dalla soluzione definitiva scelta per il collegamento alle colonnine italiane.

Una domanda per voi

La compattezza e l'autonomia stimata della Desner V300 possono compensare la necessità di adattatori e i dubbi sulla ricarica rapida?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=CjVMZKMBEQY

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer