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Denza Z9 GT alla prova: 1.156 CV e ricarica oltre il megawatt
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Denza Z9 GT alla prova: 1.156 CV e ricarica oltre il megawatt

6 min.

Tre motori, 1.156 CV, quattro ruote sterzanti e una batteria progettata per accettare potenze di ricarica superiori al megawatt: la Denza Z9 GT porta su strada alcune delle soluzioni più avanzate sviluppate dal gruppo BYD. Il risultato è una gran turismo elettrica lunga 5,18 metri che, nonostante dimensioni e massa importanti, punta a essere utilizzabile anche nella vita quotidiana.

Tre motori e una piattaforma ricca di soluzioni

Lo schema propulsivo combina un motore anteriore a induzione da 313 CV con due unità posteriori a magneti permanenti da 422 CV ciascuna. La scelta del motore a induzione davanti permette di escludere l'unità quando non serve, riducendo la resistenza durante il rotolamento. La Z9 GT può così comportarsi prevalentemente come una trazione posteriore e coinvolgere l'asse anteriore quando sono richieste maggiore potenza o motricità.

I due motori posteriori indipendenti consentono inoltre una gestione evoluta del torque vectoring. Il sistema lavora insieme alle quattro ruote sterzanti della piattaforma E3, offrendo sia la sterzatura in fase e controfase sia funzioni specifiche per le manovre. La modalità granchio permette uno spostamento diagonale limitato, mentre la funzione per gli spazi stretti può far ruotare la vettura quasi su se stessa attraverso il controllo separato delle ruote.

Sono funzioni spettacolari, ma non soltanto dimostrative: su un'auto larga 1,99 metri senza specchietti e lunga oltre cinque metri possono aiutare ad allinearsi in parcheggio o a uscire da passaggi difficili. Resta da considerare l'usura degli pneumatici quando si utilizza la rotazione sul posto, motivo per cui appare una soluzione da riservare alle situazioni realmente necessarie.

La massa è vicina alle 2,9 tonnellate e rappresenta il principale limite tecnico del progetto. Le sospensioni pneumatiche a doppia camera, con ammortizzatori controllati elettronicamente, permettono però di regolare altezza e risposta. La configurazione prevede inoltre doppio braccio oscillante anteriore e schema multilink posteriore.

Il prezzo indicato si colloca attorno a 120.000 euro. L'esemplare provato, dotato di vernice specifica, cerchi da 21 pollici e retrovisori digitali, arriva a circa 123.000 euro, ai quali si aggiunge l'IPT indicata in circa 1.500 euro. La versione europea non coincide con quella commercializzata in Cina: cambiano in particolare batteria, omologazioni e diversi elementi necessari per il mercato europeo.

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Blade Battery 2.0 e ricarica ad altissima potenza

La versione europea utilizza una Blade Battery 2.0 con chimica LFP e capacità dichiarata di 122 kWh lordi; il valore netto non è stato comunicato. Durante l'analisi è stata rilevata una tensione di 911 V con batteria al 90%, dato coerente con un'architettura progettata per lavorare ad alta tensione e contenere la corrente necessaria durante ricarica e scarica.

Denza dichiara il passaggio dal 10 al 97% in circa nove minuti. In condizioni di temperatura particolarmente bassa servirebbero altri tre minuti per preparare le celle, mantenendo quindi l'intera operazione entro circa dodici minuti. Il preriscaldamento sfrutta una tecnica a ripple current: impulsi in corrente alternata, tra 100 e 500 Hz, scaldano le celle dall'interno prima della ricarica.

Il pacco viene indicato come capace di lavorare a 10C in carica e scarica. I dati osservati portano a una potenza di picco nell'ordine di 1,1 MW, con una media calcolata superiore a 700 kW tra il 10 e il 97%. Il sistema utilizza il connettore CCS Combo 2, non lo standard MCS destinato ai mezzi pesanti.

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In corrente alternata è indicata una potenza di 22 kW trifase, mentre l'adattatore Vehicle-to-Load permette di alimentare dispositivi esterni con circa 3,5 kW. La presa si trova posteriormente sul lato destro: una collocazione potenzialmente scomoda presso alcune colonnine ad alta potenza, soprattutto quando i cavi sono corti o gli stalli sono configurati per la porta sul lato opposto.

Prestazioni simili richiedono infrastrutture dedicate. La tecnologia di ricarica e le relative stazioni vengono sviluppate internamente da BYD, parte di un'integrazione industriale che comprende anche batterie, telaio e numerosi componenti elettronici.

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Abitacolo premium e dotazione completa

L'abitacolo punta su spazio e regolazioni. I sedili anteriori e posteriori sono riscaldati, ventilati e massaggianti; dietro, anche un occupante alto 1,95 metri dispone di spazio sufficiente per gambe e testa. Le porte sono elettroattuate e dotate di chiusura assistita, mentre i sedili posteriori possono essere inclinati fino a ottenere una posizione vicina alla configurazione 0G.

La plancia ospita la strumentazione digitale, un grande schermo centrale e un display per il passeggero dotato di filtro privacy, che impedisce al conducente di vedere i contenuti durante la marcia. A questi si aggiungono gli schermi dei retrovisori digitali. L'impianto audio conta 26 altoparlanti, il climatizzatore è a quattro zone e il vano refrigerato può lavorare tra -10 e 50 °C.

Il bagagliaio offre 488 litri: una capacità non particolarmente elevata rispetto agli ingombri esterni, ma la forma è regolare e, abbattendo elettricamente gli schienali 40:20:40, si ottiene un piano piatto. Davanti è presente un vano da 53 litri, adatto soprattutto ai cavi di ricarica.

Come si comporta su strada

La prova si è svolta per poche ore e prevalentemente a velocità urbane, quindi le impressioni non possono essere considerate definitive. In queste condizioni la Denza Z9 GT è apparsa più vicina a una grande grand tourer che a una sportiva estrema. Lo sterzo ha una taratura progressiva, la risposta dell'acceleratore è pronta e la massa viene dissimulata bene nell'uso ordinario.

La frenata combina una rigenerazione massima dichiarata di 400 kW con l'impianto carboceramico. Il passaggio tra recupero energetico e freni meccanici è risultato fluido, con un pedale consistente e immediato. Meno convincente il leggero movimento percepito nell'istante dell'arresto completo.

Il comfort acustico è elevato, anche se dal retrotreno è emersa una rumorosità meccanica superiore alle aspettative su alcune irregolarità. Gli assistenti alla guida di livello 2, invece, si sono mostrati poco invasivi: avvisi e segnali acustici risultano presenti senza diventare continui o distraenti. Nel complesso, la Z9 GT usa potenza e tecnologia non per trasformarsi in una sportiva pura, ma per rendere più gestibile e versatile una vettura elettrica molto grande, pesante e complessa.

Una domanda per voi

La ricarica oltre il megawatt può compensare la massa e la complessità tecnica di una grande gran turismo elettrica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ghH4GO-MR50

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!