DazeBox Home in garage condominiale: ricarica e carichi sotto controllo
Installare una wallbox in un garage condominiale privato significa affrontare due questioni principali: portare una linea elettrica adeguata fino al punto di ricarica e impedire che l'auto assorba più energia di quella disponibile in casa. La DazeBox Home affrontata nel nostro test aggiunge a queste funzioni l'integrazione con l'impianto fotovoltaico, grazie a un Power Meter che misura i flussi energetici e regola automaticamente la potenza destinata al veicolo.
Installazione e caratteristiche della wallbox
La configurazione scelta per il garage è monofase, con scocca bianca e cavo integrato lungo 7 metri. La gamma consente comunque di scegliere versioni con o senza cavo, differenti lunghezze e configurazioni monofase o trifase. La potenza regolabile dichiarata nel materiale di installazione va da 1,5 a 7,4 kW.
Il montaggio a parete utilizza quattro punti di fissaggio, individuati attraverso la dima di carta inclusa. Rimuovendo la copertura frontale si accede ai collegamenti di fase, neutro e terra. Nel caso esaminato era già presente un quadro elettrico vicino alla parete del garage, utilizzato anche per la presa Schuko, la batteria e il sistema fotovoltaico; non è stato quindi necessario montare il piccolo quadro fornito insieme alla wallbox.
Il manuale indica una protezione IP56, caratteristica che consente l'installazione anche all'esterno. Il collegamento elettrico resta comunque un intervento da eseguire correttamente: durante questa installazione il lavoro è stato affidato a un elettricista, dalla posa dei cavi fino alle connessioni nel quadro.
Il Power Meter gestisce consumi e fotovoltaico
Il componente centrale per la gestione intelligente è il Power Meter, un dispositivo predisposto per il montaggio su guida DIN nel quadro elettrico. Attraverso una pinza amperometrica da 100 A misura la corrente dell'impianto domestico e permette alla wallbox di conoscere quanta energia sta consumando la casa e quanta ne sta producendo il fotovoltaico.
Queste informazioni servono a modulare la ricarica in tempo reale. Se, per esempio, viene acceso il forno, il sistema può ridurre automaticamente la potenza assegnata all'auto per lasciare energia all'elettrodomestico. L'obiettivo è evitare di superare il limite disponibile e ridurre il rischio che intervenga il contatore, senza richiedere regolazioni manuali a ogni variazione dei carichi domestici.
In presenza del fotovoltaico è inoltre possibile configurare la ricarica in funzione dell'energia solare prodotta in quel momento. Il principio è quello di destinare all'auto la produzione disponibile, tenendo contemporaneamente conto dei consumi della casa. Il Power Meter può leggere le tre fasi, mentre nell'impianto monofase della prova è stato utilizzato l'ingresso L1.
Wallbox e Power Meter sono stati collegati anche tramite un cavo di rete. Per estendere il collegamento della pinza amperometrica fino alla posizione necessaria è stata utilizzata una normale prolunga con connettori jack, soluzione che ha consentito di adattare il cablaggio alla disposizione del quadro e degli altri componenti già presenti.
Configurazione tramite app e controllo degli accessi
L'abbinamento con l'app Daze avviene utilizzando il numero seriale e il codice di sicurezza riportati sulla tessera inclusa nella confezione. Dopo la registrazione, la prima connessione può essere effettuata via Bluetooth. Anche l'aggiornamento della wallbox può passare dallo smartphone, un aspetto utile nei garage dove la copertura Wi-Fi è debole o assente.
L'app permette di impostare la potenza massima erogabile anche quando non è presente un impianto fotovoltaico. La wallbox può quindi essere configurata in base alla potenza disponibile nell'abitazione, entro l'intervallo compreso tra 1,5 e 7,4 kW. È indicata inoltre come compatibile con il boost notturno previsto da ARERA, attivabile attraverso la configurazione dedicata.
Per un punto di ricarica collocato in un'area condominiale accessibile ad altre persone assume importanza anche il controllo degli accessi. La DazeBox Home può essere lasciata libera, come nel garage privato della prova, oppure può richiedere l'autorizzazione tramite app o tessera RFID. In questo modo la ricarica può essere riservata al solo proprietario anche quando la wallbox si trova in una corte condivisa.
La verifica pratica della ricarica
Al primo collegamento dell'auto, il display della wallbox ha mostrato una potenza di ricarica di 3,6 kW, mentre il sistema teneva conto dei consumi domestici e della produzione fotovoltaica. In un momento successivo la potenza indicata era di 3,5 kW. Al termine della breve sessione, l'energia trasferita risultava pari a 5,1 kWh.
L'impressione emersa dall'installazione è quella di un sistema pensato non soltanto per alimentare l'auto, ma per coordinare la ricarica con il resto dell'abitazione. Il vantaggio più concreto del Power Meter è proprio la regolazione dinamica: la wallbox non lavora come un carico isolato, ma adatta il proprio assorbimento alle richieste della casa e, quando disponibile, alla produzione solare.
Una domanda per voi
Nella ricarica domestica conta di più la potenza massima della wallbox o la capacità di adattarla automaticamente ai consumi della casa?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=yWVsbz2Ukc0

https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

