Dal blackout spagnolo alle smart grid: le infrastrutture decisive per la transizione
Il blackout che ha interessato la Spagna ha riportato al centro della transizione energetica un elemento spesso meno visibile di pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e batterie: la rete. Aumentare la capacità rinnovabile non basta se l'infrastruttura chiamata a gestirla non diventa più flessibile, resiliente e intelligente. È questo il filo che collega diversi progetti energetici in corso, dal recupero dell'energia nelle condotte idriche alle comunità energetiche, passando per accumuli e veicoli bidirezionali.
Il blackout spagnolo e la necessità di reti intelligenti
La lettura emersa dopo il blackout spagnolo va oltre il singolo problema tecnico: l'episodio viene interpretato come il segnale di un sistema energetico non ancora adeguato alle trasformazioni in corso. Il rapporto “Geopolitics of Energy Transition” di IRENA indica smart grid, flessibilità e innovazione tra gli strumenti necessari per rendere l'elettrificazione globale più stabile e sicura.
Il record di nuova capacità rinnovabile installata nel 2024, da solo, non risolve infatti il problema dell'equilibrio tra produzione e domanda. Solare ed eolico richiedono infrastrutture capaci di coordinare fonti variabili, sistemi di accumulo, carichi flessibili e veicoli con ricarica bidirezionale. La transizione dipende quindi anche dalla riqualificazione delle reti e da una governance in grado di coordinare tecnologie e operatori.
In questa direzione si muove il piano industriale presentato da A2A, incentrato su transizione ecologica e digitalizzazione. Sono previsti investimenti nelle infrastrutture energetiche verdi e nella modernizzazione della rete elettrica, insieme allo sviluppo di fotovoltaico, eolico e biometano. Il piano comprende inoltre il potenziamento del teleriscaldamento e della rete di colonnine per la mobilità elettrica. L'obiettivo dichiarato è ridurre del 60% le emissioni dirette entro il 2030 e aumentare la produzione da fonti rinnovabili.
Energia recuperata dall'acqua e fotovoltaico più efficiente
Tra le soluzioni distribuite figura Life Turbans, progetto italo-spagnolo che punta a produrre elettricità installando microturbine nei condotti delle reti idriche urbane. L'idea è recuperare l'energia normalmente dissipata nei salti di pressione. Le turbine possono produrre decine di megawattora all'anno e i 13 impianti pilota realizzati in Italia e Spagna hanno mostrato la possibilità di adattare la tecnologia a differenti contesti idraulici.
Uno strumento digitale supporta il dimensionamento e la gestione degli impianti, mentre l'integrazione con sistemi di accumulo dovrebbe consentire di utilizzare l'elettricità anche nei momenti di maggiore domanda. È un esempio di generazione locale costruita attorno a un'infrastruttura già esistente, senza limitarsi alla sola installazione di nuova capacità produttiva.
Sul fronte fotovoltaico, Longi ha comunicato per la propria cella HIBC un'efficienza del 27,81%. Il risultato è attribuito a un'architettura con contatti posteriori, che elimina la metallizzazione frontale, ed è indicato come il valore più alto registrato per celle in silicio monofacciali di dimensioni commerciali.
Avanzano anche le celle solari completamente organiche. Un gruppo internazionale di ricerca in Giappone ha raggiunto un'efficienza dell'8,7%, contro un precedente limite del 4%. Il progresso deriva da un elettrodo trasparente prodotto a basse temperature e senza acidi aggressivi, abbinato a un metodo di laminazione degli elettrodi e dei nanotubi di carbonio studiato per non danneggiare gli strati organici durante l'assemblaggio.
Batterie allo stato solido, la corsa resta aperta
Nel settore automobilistico, Hyundai e Kia hanno fissato al 2030 l'obiettivo della produzione su larga scala di batterie allo stato solido. La tabella di marcia riflette le difficoltà tecniche ancora presenti e una competizione che coinvolge, tra gli altri, Mercedes-Benz, Toyota, Honda, Stellantis, CATL, BYD e Nissan.
Mercedes-Benz sta lavorando con Factorial Energy a un prototipo della EQS dotato di batteria allo stato solido, per il quale viene prospettata un'autonomia di 1.000 chilometri con una carica. Toyota sta invece progettando una gigafactory dedicata a questa tecnologia, mentre Nissan è indicata tra i costruttori attivi nello sviluppo.
In Cina, IM Motors, parte di SAIC Motor, ha già introdotto la berlina L6 con batteria semisolida. Per questa configurazione vengono dichiarati 1.000 chilometri nel ciclo CLTC, un'architettura a 900 volt e una potenza di ricarica fino a 400 kW. Il marchio, tuttavia, non risulta disponibile in Europa. Resta dunque aperta la distanza tra prototipi, annunci industriali e disponibilità concreta sulle strade europee.
Comunità energetiche, idrogeno ed economia circolare
A Empoli, enti locali e realtà sportive stanno lavorando all'installazione di impianti fotovoltaici su strutture comunali e centri sportivi. Il piano associa sensibilizzazione delle nuove generazioni, risparmio energetico stimato del 30% e attivazione di piccole comunità energetiche locali. Un modello che assegna ai Comuni un ruolo diretto nella produzione e nella condivisione dell'energia.
In Liguria, Duferco Energia e Ansaldo Green Tech hanno avviato una collaborazione per creare una Hydrogen Valley. Il progetto prevede elettrolizzatori alimentati da fonti rinnovabili, sistemi di stoccaggio e il coinvolgimento di imprese ed enti locali. L'obiettivo è costruire un ecosistema dedicato all'idrogeno verde, ridurre le emissioni industriali e contribuire alla nascita di una filiera nazionale.
A Brescia, infine, Turboden, controllata da Mitsubishi, riqualificherà i 78.000 metri quadrati dell'ex tubificio Pietra. L'azienda trasferirà nell'area parte della produzione e installerà pannelli fotovoltaici, accumuli e impianti geotermici. È prevista anche una comunità energetica per l'autoconsumo collettivo: un intervento che lega il recupero di un sito dismesso alla produzione locale di energia.
Una domanda per voi
Gli investimenti nelle rinnovabili possono davvero accelerare senza un adeguamento altrettanto rapido delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=UE8HBuGB1qw

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

