Dacia Spring sotto il 10%: la trazione si interrompe al 2%
Cosa accade quando una Dacia Spring Extreme viene utilizzata fino al limite inferiore della batteria? Nel test di scarica, condotto con climatizzatore spento e collegamento OBD attivo, la piccola elettrica ha continuato a viaggiare per quasi 18 km partendo dal 10%, ma ha interrotto la trazione quando la lettura OBD indicava ancora poco più del 2%. Un comportamento che pone una questione importante: la percentuale mostrata al conducente non coincide necessariamente con l’energia effettivamente utilizzabile per muovere l’auto.
Il test dal 10% e il confronto con i dati OBD
La prova ha riguardato una Dacia Spring Extreme da 65 CV. Il test è iniziato quando l’applicazione collegata alla presa OBD indicava il 10,02% di batteria residua. In quel momento è stato azzerato il contachilometri parziale, mentre il quadro strumenti stimava ancora 22 km di autonomia.
Il collegamento OBD ha permesso di osservare una percentuale con maggiore precisione rispetto al valore arrotondato mostrato dall’auto, oltre alla potenza assorbita o fornita dal pacco batteria. La differenza tra le due letture è rimasta contenuta, con il quadro strumenti orientato ad arrotondare per difetto: una scelta prudente, perché evita di mostrare una carica superiore a quella rilevata dall’applicazione.
L’infotainment della Spring utilizzata nel test non dialogava con le informazioni di marcia disponibili sul quadro. Non era quindi possibile consultare da quello schermo consumi o altri dati relativi al viaggio. Per seguire l’andamento della batteria sono stati utilizzati il contachilometri parziale, le indicazioni della strumentazione e i parametri OBD.
Avvisi, autonomia residua e limitazione della potenza
I primi segnali sono comparsi ben prima dell’arresto. Con la lettura OBD scesa intorno al 7,8%, la Spring ha mostrato il messaggio relativo alla batteria debole e ha acceso la spia della batteria ad alta tensione. Anche l’icona dell’auto ha iniziato a lampeggiare, richiamando l’attenzione sul rischio di esaurire l’energia disponibile.
Intorno al 5% indicato sul quadro, dopo 9,7 km percorsi dal punto di partenza, la stima dell’autonomia residua è scomparsa. Il conducente non disponeva quindi più di un numero di chilometri previsto, ma continuava a ricevere avvisi visivi sempre più insistenti. La vettura ha successivamente ripetuto il messaggio di batteria debole e la relativa icona ha iniziato a lampeggiare in modo costante.
Anche le prestazioni hanno iniziato a ridursi. Durante il test è stata rilevata una potenza disponibile di circa 37 kW, contro i circa 47 kW associati ai 65 CV della versione Extreme. La limitazione, nell’esperienza di guida, è risultata percepibile ma non drastica. La rigenerazione ha raggiunto circa 6 kW in rilascio e poco meno di 8 kW premendo il freno, facendo scorrere maggiormente la vettura rispetto alle condizioni normali.
L’arresto con il 2% ancora indicato
Il punto critico è arrivato con la lettura OBD al 2,08%. La Spring ha segnalato un guasto elettrico e ha smesso di erogare trazione: pur mantenendo il selettore in Drive e rispondendo alla pressione dell’acceleratore, l’inverter non forniva più energia al motore. La prova era stata organizzata in una zona sicura, senza creare intralcio agli altri veicoli.
Al momento dell’arresto erano stati percorsi 17,7 km dal 10% iniziale, mentre l’OBD riportava ancora il 2,04%. Sul quadro erano presenti segnalazioni di errore rosse e arancioni. Per raggiungere il punto di ricarica è stato quindi necessario spingere manualmente l’auto per l’ultimo tratto.
Una volta collegata alla colonnina da 110 kW, dotata di prese Type 2 e CCS Combo 2, il sistema ha indicato 42 minuti per raggiungere l’80%. Il dato riguarda la previsione mostrata dopo il collegamento e non rappresenta una verifica completa della sessione di ricarica.
Una gestione prudente, ma poco intuitiva per l’utente
Nel complesso, la Spring ha fornito numerosi avvisi prima di fermarsi: il conducente ha avuto il tempo di vedere la spia, leggere più volte il messaggio di batteria debole e percepire la riduzione della potenza. Da questo punto di vista, il sistema ha comunicato con sufficiente anticipo che la carica stava raggiungendo un livello critico.
La criticità riguarda invece l’interruzione della trazione quando la percentuale non era ancora arrivata allo 0%. Dal punto di vista psicologico e pratico, il 2% può essere interpretato come una piccola quantità di energia ancora utilizzabile. Scoprire che quel valore non consente più di avanzare rende meno intuitiva la gestione dell’ultimo tratto e può creare difficoltà proprio nelle situazioni in cui si tenta di raggiungere una colonnina vicina. Il test mostra quindi quanto sia prudente non affidarsi agli ultimissimi punti percentuali, anche quando il display non indica ancora batteria completamente esaurita.
Una domanda per voi
Un’auto elettrica dovrebbe indicare lo 0% prima di interrompere la trazione, oppure è accettabile conservare una quota di batteria non utilizzabile?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=z56XucrD-9o

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