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Dacia Spring in autostrada: come affrontare 520 km con la ricarica Type 2
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Dacia Spring in autostrada: come affrontare 520 km con la ricarica Type 2

4 min.

Affrontare un viaggio autostradale di 260 km all’andata e altrettanti al ritorno con una Dacia Spring richiede programmazione e pazienza, ma l’esperienza raccolta durante una sosta di ricarica dimostra che non si tratta di un’impresa impossibile. Il proprietario dell’auto utilizza normalmente la piccola elettrica in città, ma l’ha già portata anche su tragitti più lunghi, organizzando il percorso intorno alle infrastrutture disponibili.

La sosta diventa parte del viaggio

L’esemplare protagonista dell’esperienza ricarica in corrente alternata attraverso la presa Type 2. Durante il trasferimento è stata utilizzata una stazione Free To X, con un’offerta Be Charge. L’assenza di una ricarica più rapida impone soste più lunghe rispetto a quelle richieste da vetture nate per viaggiare frequentemente in autostrada.

Il proprietario aveva inizialmente preventivato fermate comprese tra un’ora e mezza e due ore, ma nell’uso reale una sosta di circa un’ora si è dimostrata sufficiente per proseguire. Non è quindi una soluzione adatta a chi considera indispensabili trasferimenti rapidi e senza attese, mentre può funzionare per chi accetta di pianificare le pause e non affronta abitualmente lunghe percorrenze.

Per il viaggio è stato attivato un abbonamento Be Charge da 20 euro comprendente 50 kWh. Secondo la valutazione del proprietario, il quantitativo era adeguato a coprire le esigenze dell’andata e del ritorno. Il dato interessante non è soltanto economico: conoscere in anticipo il percorso e le stazioni utilizzabili permette di ridurre l’incertezza, particolarmente importante su un’auto con una vocazione prevalentemente urbana.

Un’utilitaria cittadina prestata alle lunghe distanze

La Spring viene impiegata soprattutto per recarsi al lavoro e svolgere le commissioni quotidiane. In un anno e mezzo ha percorso circa 13.000 km. I viaggi più lunghi rappresentano quindi un’eccezione, ma non un caso isolato: oltre a questo trasferimento, il proprietario riferisce di aver già raggiunto località come Rimini e Bellaria.

L’impressione emersa è che l’autostrada sia affrontabile, purché la modalità di viaggio venga adattata ai limiti della vettura. La disponibilità delle colonnine lungo il percorso rende possibile usare occasionalmente la Spring fuori dal suo contesto abituale, ma il tempo dedicato alla ricarica resta un elemento centrale. Non si tratta dunque di trasformarla in una grande viaggiatrice, bensì di estenderne l’impiego quando non si ha fretta.

La configurazione dell’auto è legata anche al momento dell’acquisto. La Spring è stata comprata nell’ottobre 2021, durante il periodo segnato dalla crisi dei microchip, quando una diversa versione desiderata dal proprietario non risultava ordinabile. La scelta venne comunque portata avanti perché l’utilizzo previsto era principalmente cittadino e perché erano disponibili incentivi statali, comunali e regionali.

Ricarica domestica senza wallbox

Nella routine quotidiana la batteria viene ricaricata a casa fino al 90%. Non è presente una wallbox e l’abitazione dispone di una fornitura elettrica portata a 4,5 kW, necessaria per gestire con maggiore tranquillità anche altri carichi, compreso il piano a induzione. In base all’esperienza riferita, la ricarica domestica avviene senza particolari difficoltà e si integra con una percorrenza annuale contenuta.

Prima della Spring il proprietario utilizzava una Toyota Yaris, mantenuta per vent’anni e successivamente rottamata. Gli incentivi disponibili al momento dell’acquisto hanno ridotto sensibilmente l’esborso, senza che venga indicata una cifra precisa. A distanza di tempo, il giudizio sull’auto resta positivo, anche se per il futuro viene presa in considerazione una vettura più grande.

Le modifiche per aumentare la praticità

L’auto è stata personalizzata per compensare alcune carenze pratiche. Sotto il cofano è stato ricavato e ancorato un vano supplementare da 26 litri, utile per riporre oggetti come i cavi di ricarica e separarli dal bagagliaio. Nel vano posteriore è stata inoltre aggiunta una luce di cortesia, assente sulla vettura, con possibilità di accensione automatica al buio oppure manuale.

Completano gli interventi i vetri oscurati e gli pneumatici quattro stagioni. Per l’ultimo miglio viene utilizzato anche un monopattino, una combinazione che amplia la flessibilità negli spostamenti. Nel complesso, questa esperienza mostra che una Dacia Spring può affrontare occasionalmente tratte autostradali superiori ai 500 km complessivi, ma solo accettando soste programmate e tempi di viaggio coerenti con le sue caratteristiche.

Una domanda per voi

Una sosta di circa un’ora può rendere accettabile un lungo viaggio occasionale con un’elettrica pensata soprattutto per la città?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=tqfqiiy0xx4

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!