Dacia Spring Extreme 65 alla prova: più potenza, stessa filosofia essenziale
La Dacia Spring Extreme 65 aggiorna la formula della piccola elettrica cittadina senza cambiarne la filosofia: dimensioni compatte, dotazione ridotta all'essenziale e costi tenuti sotto controllo. La novità principale è il motore da 48 kW, equivalenti a 65 CV, che rende la risposta più vivace. Durante la prova sono però emersi anche alcuni compromessi, soprattutto nella gestione della frenata e nelle possibilità di ricarica.
Dimensioni compatte e motore da 65 CV
La Spring deriva dalla Renault Kwid a motore termico commercializzata in altri mercati. Le dimensioni restano invariate: 3,73 metri di lunghezza, 1,58 metri di larghezza senza specchietti, 1,52 metri di altezza e un passo di 2,42 metri. Sono misure coerenti con un utilizzo prevalentemente urbano, dove ingombri contenuti e posizione di guida rialzata aiutano nelle manovre e nel traffico.
Il rinnovamento estetico passa soprattutto dal nuovo logo Dacia, formato da due elementi stilizzati e contrapposti, collocato al centro del frontale e ripreso nella parte posteriore. Il gruppo ottico mantiene le luci di posizione a LED, mentre anabbaglianti e abbaglianti sono alogeni. Durante il test l'illuminazione è risultata sufficiente in condizioni di luce soffusa, ma meno efficace sulle strade completamente buie.
Sotto il cofano trova posto il motore da 48 kW. Il nuovo livello di potenza appare adeguato alla massa e alla destinazione d'uso della vettura, con una risposta pronta alle basse velocità. Rimane tuttavia inutilizzato molto spazio sopra il gruppo propulsore: secondo la valutazione emersa durante la prova, sarebbe stato possibile ricavare un vano anteriore da circa 35-40 litri, utile soprattutto per riporre il cavo di ricarica.
Batteria, autonomia e ricarica
La batteria utilizza celle NMC e ha una capacità dichiarata di 26,8 kWh, dei quali circa 25 kWh effettivamente utilizzabili. L'autonomia dichiarata è di 220 km, un valore ritenuto sufficiente per gli spostamenti urbani e per qualche percorso extraurbano. La Spring non nasce invece per affrontare abitualmente lunghi viaggi: alle velocità autostradali l'autonomia si riduce sensibilmente e la leggerezza della vettura diventa più percepibile.
Il caricatore di bordo accetta fino a 6,7 kW in corrente alternata, mentre in corrente continua la potenza massima è di 30 kW. Collegandosi a una colonnina rapida, il passaggio dal 20 all'80% viene indicato in circa 30 minuti. È una configurazione utilizzabile in città, ma meno versatile rispetto a un sistema capace di accettare 11 kW in AC e potenze superiori in DC.
La presa si trova dietro il logo anteriore. Lo sportellino non può essere aperto direttamente dall'esterno o con la chiave: occorre azionare una leva posizionata sotto il piantone dello sterzo. È una soluzione semplice, ma meno immediata rispetto ai sistemi di sblocco integrati nello sportello.
Abitacolo concreto, con qualche rinuncia
L'abitacolo riflette apertamente l'impostazione economica della Spring. Le plastiche sono rigide e i comandi ridotti al minimo, ma gli spazi portaoggetti risultano capienti. Il sedile del conducente può essere regolato longitudinalmente e nell'inclinazione, mentre il volante è fisso: l'assenza di regolazioni può rendere più difficile trovare una posizione comoda per persone di corporatura diversa.
La strumentazione è piccola e mostra consumi e contachilometri parziali. Per consultare alcune informazioni bisogna utilizzare un pulsante collocato direttamente sul quadro, una posizione scomoda e da non raggiungere durante la guida. Al centro della plancia trova posto uno schermo da 8 pollici con navigatore, radio FM e DAB, Apple CarPlay e Android Auto. Il collegamento dello smartphone richiede un cavo USB di tipo A, ma una volta attivato il sistema ha mostrato una buona rapidità e assenza di rallentamenti percepibili.
La telecamera posteriore offre un'immagine giudicata di buona qualità, pur senza linee guida dinamiche, ed è affiancata da sensori di parcheggio efficaci. Mancano il selettore Parking e il freno di stazionamento elettrico: quando ci si ferma è quindi necessario utilizzare sempre la tradizionale leva del freno a mano. Se viene dimenticata inserita, una spia e un segnale acustico avvisano il conducente.
Dietro, lo spazio non è abbondante per un adulto alto circa 1,80 metri, ma la seduta rialzata permette di affrontare senza particolari difficoltà i tragitti cittadini. Sono presenti gli attacchi Isofix, mentre mancano bocchette di aerazione e prese USB posteriori. Il bagagliaio offre circa 300 litri, che diventano 600 abbattendo gli schienali, ma resta una soglia di carico marcata. È presente anche il ruotino di scorta, una dotazione non scontata su un'elettrica compatta.
Guida urbana convincente, frenata da migliorare
In città il motore da 65 CV garantisce uno spunto soddisfacente. Nelle accelerazioni più decise l'avantreno tende però ad alleggerirsi e le ruote possono pattinare. La velocità massima è limitata a circa 130-135 km/h, ma a queste andature la vettura trasmette una sensazione di leggerezza. Anche il rollio è evidente: la Spring non è pensata per una guida sportiva, bensì per privilegiare comfort e semplicità negli spostamenti quotidiani.
La principale criticità riguarda la frenata. La rigenerazione è poco intensa e non è disponibile una vera modalità one pedal, perché l'auto non arriva all'arresto completo usando soltanto l'acceleratore. Inoltre, il passaggio dalla frenata rigenerativa a quella meccanica è percepibile sul pedale e avviene in modo piuttosto brusco, rendendo inizialmente difficile modulare la decelerazione. Con l'abitudine il comportamento diventa più gestibile, ma resta un aspetto migliorabile.
La dotazione di assistenza alla guida è limitata. È comunque presente il sistema anticollisione frontale, che durante l'esperienza urbana si è mostrato efficace nell'intervenire in caso di distrazione. Nel complesso, la Spring Extreme 65 rimane una proposta concreta per la città: al prezzo indicato di 23.000 euro offre spazi sfruttabili e una meccanica elettrica adeguata, accettando però materiali essenziali, ricarica non particolarmente potente e una dinamica poco adatta all'autostrada.
Una domanda per voi
I costi contenuti della Dacia Spring compensano i limiti nella ricarica, nella frenata rigenerativa e nella dotazione di assistenza alla guida?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Zi1SrD1GpaI

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