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Da Brescia a Barcellona in Hyundai Ioniq 6: alla prova la rete Fastned
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Da Brescia a Barcellona in Hyundai Ioniq 6: alla prova la rete Fastned

5 min.

Raggiungere Barcellona partendo da Brescia in un solo giorno permette di misurare sul campo quanto una rete di ricarica affidabile possa rendere più semplice un lungo viaggio elettrico. La prova, affrontata con una Hyundai Ioniq 6, prevedeva circa 1.200 km all'andata e altrettanti al ritorno, con le stazioni Fastned come riferimento principale lungo il percorso.

L'obiettivo non era cercare il tempo di percorrenza più basso possibile, ma verificare la praticità dell'infrastruttura tra Italia, Francia e Spagna. Le soste sono state spesso più lunghe di quanto richiesto dall'auto, perché coincidenti con pause per il bagno o per mangiare. Proprio questo elemento restituisce un quadro realistico: durante un viaggio così lungo, il tempo necessario alla ricarica può risultare inferiore a quello impiegato dagli occupanti per le normali pause.

La pianificazione parte dall'app Fastned

Il percorso è stato preparato attraverso l'app di Fastned. Il pianificatore consente di impostare l'intero itinerario e, quando la rete dell'operatore non copre una parte del tragitto, integra anche stazioni di terze parti. Il viaggio può inoltre essere esportato verso un'applicazione di navigazione come Maps.

La prima fermata dopo la partenza da Brescia Est non era necessaria per l'energia, ma è servita per organizzare l'attrezzatura. Dopo circa 400 km, il computer di bordo della Hyundai Ioniq 6 indicava un consumo vicino a 19 kWh ogni 100 km. Più avanti, dopo 871,5 km percorsi in 8 ore e 41 minuti, il valore registrato era di 20,1 kWh ogni 100 km.

Questi dati descrivono due momenti specifici del trasferimento e non costituiscono una misurazione definitiva dell'intero viaggio. Mostrano però che, durante la prova, la Ioniq 6 ha mantenuto consumi abbastanza regolari nonostante la distanza e le condizioni incontrate lungo il tragitto.

Ricariche rapide e accesso senza complicazioni

In una delle stazioni francesi la Ioniq 6 ha raggiunto una potenza di ricarica di 300 kW. Il display della colonnina mostrava le principali informazioni della sessione, compreso lo stato di carica all'arrivo. In un'altra sosta era disponibile una stazione con potenza dichiarata di 400 kW e la ricarica procedeva rapidamente anche con la batteria già al 53%.

L'attivazione si è dimostrata semplice: tessera, selezione sul terminale e collegamento del cavo. Nel test è stato utilizzato un abbonamento italiano, segno di un'interoperabilità sufficientemente ampia per affrontare il percorso. Le stazioni erano comunque dotate anche di POS contactless, una soluzione importante per chi non dispone di un contratto compatibile o di una tessera dell'operatore.

Nelle aree visitate erano disponibili connettori CCS Combo 2 e CHAdeMO. Quest'ultimo standard, secondo quanto osservato durante il viaggio, risulta ancora utilizzato in Francia e Spagna. Le stazioni erano collocate in prossimità di servizi per i viaggiatori e disponevano di cestini, videosorveglianza e attrezzatura per la pulizia dei vetri. Sono dettagli secondari rispetto alla potenza, ma contribuiscono alla qualità concreta di una sosta.

La nuova stazione spagnola e il tetto fotovoltaico

Il viaggio si è concluso a Garraf, nei pressi di Barcellona e dell'aeroporto El Prat, in occasione dell'apertura di una nuova stazione Fastned. L'impianto dispone di quattro unità di ricarica e può servire contemporaneamente otto veicoli. Una delle configurazioni osservate impiegava una stazione Alpitronic da 400 kW con tre connettori: due CCS e un CHAdeMO.

L'architettura riprende gli elementi distintivi delle altre aree Fastned, con piloni in legno e una copertura fotovoltaica. I pannelli sono semitrasparenti per lasciare filtrare parte della luce e mantenere funzionale lo spazio sottostante. L'energia prodotta dal tetto non è sufficiente ad alimentare direttamente tutte le ricariche, ma viene immessa nella rete. Durante la visita è stato inoltre indicato che l'energia utilizzata dalla stazione proviene da fonti considerate green.

La presenza di panchine e servizi vicini mostra anche un approccio che non considera la stazione soltanto come un insieme di colonnine. L'area deve offrire un luogo accessibile e utilizzabile durante la pausa, soprattutto quando la sosta coincide con un viaggio di molte ore.

Le batterie di accumulo possono aiutare la rete

La disponibilità di potenza rappresenta uno dei principali vincoli per l'installazione delle stazioni rapide. Non tutte le aree possono sostenere più auto collegate contemporaneamente a potenze elevate. La soluzione illustrata durante l'inaugurazione prevede l'impiego di batterie stazionarie da 600 o 900 kWh, capaci di fare da cuscinetto tra la rete elettrica e le colonnine.

In questo scenario l'accumulo potrebbe ricaricarsi durante la notte assorbendo dalla rete appena 20 o 50 kW, per poi fornire durante il giorno l'energia richiesta dalle sessioni ad alta potenza. Secondo l'esempio presentato, una batteria di queste dimensioni potrebbe sostenere la ricarica di una ventina di auto, forse anche di più, pur in presenza di una connessione locale non abbastanza robusta.

Il tema diventa ancora più rilevante con vetture di nuova generazione capaci di superare i 600 kW di potenza di ricarica, come indicato per una Zeekr presente all'evento. Se più veicoli con queste caratteristiche si collegassero nello stesso momento, la richiesta complessiva potrebbe mettere sotto pressione una rete locale non adeguatamente dimensionata.

Gli accumulatori stazionari potrebbero inoltre diventare parte attiva della rete, restituendo energia durante un picco di domanda o in caso di interruzione. Il test tra Brescia e Barcellona ha mostrato che l'infrastruttura disponibile può già sostenere un lungo trasferimento senza particolari problemi; la sfida successiva sarà aumentare potenza e copertura senza scaricare ogni nuovo picco direttamente sulla rete elettrica.

Una domanda per voi

Le batterie stazionarie possono rendere più semplice l'installazione di stazioni ultrarapide anche dove la rete elettrica locale è meno potente?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=7N-p4m9ETHA

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!