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Cupra Tavascan allo 0%: 9 km di buffer, ma il recupero è lento
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Cupra Tavascan allo 0%: 9 km di buffer, ma il recupero è lento

5 min.

Che cosa accade quando la batteria di una Cupra Tavascan raggiunge lo 0% indicato? Il drain test ha permesso di misurare sia l'autonomia residua sia le limitazioni applicate dalla vettura, proseguendo fino all'arresto completo in un'area sicura. Il risultato mette in evidenza un margine energetico utilizzabile oltre lo zero, ma anche una gestione poco pratica della successiva ricarica di emergenza.

Un test tra percorso extraurbano e città

La prova è iniziata con il 10% di carica ed è stata suddivisa tra un tratto extraurbano, percorso indicativamente tra 70 e 90 km/h, e una parte urbana. L'obiettivo era riprodurre una situazione plausibile: ridurre la velocità mentre si lascia una strada a scorrimento più rapido e proseguire poi alla ricerca di una colonnina, senza adottare condizioni di guida irrealistiche.

La Tavascan è stata mantenuta in modalità Comfort, cioè l'impostazione standard disponibile all'avvio, anziché utilizzare la modalità Range che avrebbe potuto ottimizzare ulteriormente i consumi. Il climatizzatore è rimasto spento grazie alle condizioni ambientali miti. Non è stato invece possibile acquisire i dati tramite la porta OBD, perché il dispositivo utilizzato non ha rilevato il CAN bus della vettura.

Al 10% il computer di bordo stimava ancora 64 km di autonomia e proponeva di cercare una stazione di ricarica nelle vicinanze. Dopo 29 km, con il livello sceso al 6%, il consumo medio indicato era di 9,8 kWh/100 km e la velocità media di 76 km/h. Il valore particolarmente contenuto va letto alla luce del percorso regolare, del clima spento e della velocità controllata.

Le limitazioni prima dello zero

Già intorno al 6% la potenza disponibile è apparsa nettamente ridotta. In base all'indicatore di potenza, ne rimaneva circa un terzo, mentre la capacità rigenerativa sembrava limitata soltanto in misura marginale. Sotto il 3% è emersa anche una zona neutra più ampia nella corsa dell'acceleratore, tra rilascio rigenerativo e richiesta di potenza: un comportamento che, durante la prova, ha dato l'impressione di favorire la marcia per inerzia.

All'1% erano indicati 11 km residui. Poco dopo è comparso l'avviso di potenza ridotta, accompagnato dall'icona della tartaruga. La vettura ha raggiunto lo 0% dopo 60 km percorsi dal 10%, con un consumo medio di 12,2 kWh/100 km e una velocità media di 46 km/h. In quel momento il quadro strumenti mostrava ancora 6 km di autonomia.

Nonostante la riduzione della potenza, durante questa fase non è stata rilevata una limitazione esplicita della velocità massima. La risposta all'acceleratore era però fortemente contenuta. Una criticità riguarda inoltre gli avvisi per la ricarica: la ricerca automatica delle colonnine è stata proposta una sola volta nel corso della prova, un'assistenza giudicata non del tutto adeguata considerando il livello energetico ormai critico.

Nove chilometri oltre lo 0% indicato

Una volta raggiunto lo 0% di stato di carica, la Cupra Tavascan ha percorso altri 9 km prima di fermarsi completamente. Dopo i primi 4 km oltre lo zero, il contatore dell'autonomia residua era arrivato a 0 km: in quel punto la distanza complessiva dal 10% era esattamente di 64 km, coincidente con la stima iniziale del computer di bordo. L'arresto definitivo è avvenuto quindi dopo circa 69 km complessivi.

Nel tratto successivo allo 0% il consumo medio registrato è stato di 18,6 kWh/100 km, con una velocità media di 34 km/h. Sulla base di questi valori, il margine energetico effettivamente utilizzato oltre lo zero è stato stimato in circa 1,7 kWh. Si tratta di un risultato legato alle condizioni specifiche del test, non di una misura diretta della capacità nascosta della batteria.

Prima dell'arresto la strumentazione ha segnalato che erano possibili soltanto le manovre. Una volta esaurita la trazione, l'acceleratore non produceva più alcuna risposta; è rimasta disponibile solo una minima possibilità di movimento in retromarcia, sufficiente per completare il posizionamento della vettura in sicurezza.

Il soccorso con la MG4 e il limite della ripartenza

Per recuperare la Tavascan è stata utilizzata una MG4 tramite la funzione V2L, che consente di prelevare energia dalla sua batteria per alimentare un carichino portatile. La ricarica è stata impostata a 10 ampere. Dopo un'ora e 52 minuti, la Cupra indicava appena 1 km di autonomia ed era ancora allo 0%, nonostante il sistema collegato alla MG4 riportasse circa 4,7 kWh erogati in un'ora e 48 minuti, con una corrente media di 11,9 ampere. Nello stesso intervallo la MG4 era passata dal 98% all'86%.

Sono stati necessari altri 20 minuti per vedere comparire l'1% sulla Tavascan. Solo a quel punto la limitazione è stata disattivata ed è stato possibile raggiungere una colonnina in corrente alternata da 22 kW. Il comportamento lascia ipotizzare che, dopo una scarica completa, parte dell'energia inizialmente ricevuta venga trattenuta prima di rendere nuovamente disponibile la trazione, ma i dati raccolti non permettono di stabilirne con certezza la causa.

Il bilancio è quindi diviso. Il buffer oltre lo 0% ha offerto 9 km supplementari, un margine utile per tentare di raggiungere una ricarica in condizioni di emergenza. Se la vettura si ferma davvero, però, una piccola ricarica da un veicolo con V2L o da un generatore non garantisce una ripartenza rapida: nell'esperienza sul campo sono servite oltre due ore per tornare all'1%. È un elemento importante per il soccorso stradale, perché l'energia trasferita non coincide immediatamente con chilometri utilizzabili.

Una domanda per voi

Un ampio buffer oltre lo 0% è sufficiente se, dopo l'arresto, servono oltre due ore di ricarica per poter ripartire?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Bi-b60Hq_JE

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer