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Cupra Born e-Boost, prova su lunga distanza tra consumi e comfort
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Cupra Born e-Boost, prova su lunga distanza tra consumi e comfort

5 min.

Un viaggio di più giorni verso Misano ha permesso di mettere alla prova la Cupra Born e-Boost soprattutto nel suo terreno più impegnativo: l'autostrada. Consumi, soste di ricarica, comfort e assistenza alla guida sono stati osservati in condizioni d'uso reali, senza rinunciare a una valutazione degli interni e del software. Il risultato è quello di un'elettrica piacevole da guidare e sorprendentemente comoda, pur con alcuni limiti nell'efficienza alle velocità autostradali e nell'interfaccia digitale.

Batteria da 82 kWh e trazione posteriore

La versione e-Boost utilizzata nel test dispone di una batteria NMC da 82 kWh lordi, dei quali poco più di 77 kWh utilizzabili. Il motore singolo a magneti permanenti è collocato sull'asse posteriore e sviluppa 231 CV. La velocità massima dichiarata nel corso della prova è di 160 km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede circa sette secondi.

La dotazione comprende la pompa di calore, impiegata per rendere più efficiente la climatizzazione e contribuire alla gestione termica della batteria. L'esemplare provato montava cerchi da 20 pollici con pneumatici invernali 215/45 R20: una configurazione che non favorisce i consumi, ma che non ha compromesso il comfort quanto ci si potrebbe attendere osservando le dimensioni delle ruote.

Per la ricarica, la Born utilizza il connettore CCS Combo 2 e può raggiungere un picco dichiarato di 175 kW in corrente continua. Il passaggio dal 10 all'80% viene indicato in circa 30 minuti, mentre in corrente alternata il limite è di 11 kW. Un primo rabbocco, effettuato senza preriscaldare la batteria, ha mostrato una potenza di 74 kW con uno stato di carica già all'83%: un dato incoraggiante per la parte finale della curva di ricarica.

Consumi e ricarica durante il viaggio

La partenza è avvenuta con il 97% di batteria. Dopo 274 km prevalentemente autostradali, la Born è arrivata alla sosta con il 22% residuo e un consumo medio di 19,5 kWh/100 km. La climatizzazione è rimasta in modalità automatica a 23,5 °C, senza ulteriori regolazioni durante il tragitto.

La ricarica intermedia è durata 17 minuti e ha aggiunto 33 kWh, portando lo stato di carica fino al 62%. Al termine di questa fase la colonnina stava ancora erogando circa 90 kW. Si tratta di una sosta sufficientemente breve da sovrapporsi a una normale pausa per mangiare, evitando di trasformare la ricarica in un'attesa dedicata.

All'arrivo, dopo 383 km complessivi, il computer di bordo indicava il 29% residuo e una media di 20,6 kWh/100 km. Per il rientro è stato analizzato un secondo tratto di 268 km, completato in 2 ore e 21 minuti. La velocità media è stata di 115 km/h e il consumo è salito a 25,4 kWh/100 km, con arrivo al 7% e 23 km di autonomia stimata. Secondo l'impressione emersa durante il test, il dislivello del percorso potrebbe avere contribuito al dato più elevato.

Nel complesso, i consumi autostradali non sono apparsi il punto di forza della vettura, ma vanno letti insieme alla configurazione con ruote da 20 pollici, pneumatici invernali e climatizzazione sempre attiva. La batteria utilizzabile di oltre 77 kWh e la capacità di accettare potenze ancora significative a stato di carica avanzato aiutano comunque a mantenere gestibile il viaggio.

Comfort e assistenza alla guida

È soprattutto sul comfort che la Cupra Born ha sorpreso. I sedili offrono una seduta estendibile e inclinabile, soluzione utile per chi ha le gambe lunghe e vuole mantenere una posizione rilassata durante le percorrenze prolungate. Il supporto lombare pneumatico può inoltre variare il gonfiaggio per offrire una funzione massaggio, risultata apprezzabile in autostrada.

Il Travel Assist di livello 2 ha svolto correttamente il proprio compito. Un aspetto positivo è la continuità dell'assistenza: quando il conducente corregge temporaneamente la traiettoria, il sistema non si disattiva e non richiede di essere reinserito. Meno convincente la regolazione della velocità, che durante il test è risultata disponibile soltanto con incrementi di 10 km/h, senza la possibilità individuata di selezionare valori intermedi di 5 km/h.

L'head-up display è uno degli elementi meglio riusciti dell'abitacolo. Integra velocità, indicazioni dei sistemi di assistenza e istruzioni di navigazione, comprese quelle provenienti da applicazioni esterne attraverso Apple CarPlay e Android Auto wireless. Questa completezza rende meno indispensabili sia il piccolo quadro strumenti sia alcuni comandi collocati accanto ad esso.

Software, materiali e identità rispetto alla ID.3

Il sistema multimediale offre le funzioni necessarie, ma non raggiunge lo stesso livello di fluidità delle componenti migliori dell'auto. Alcune animazioni rallentano l'interazione e potrebbero essere semplificate. Il giudizio resta comunque sufficiente: le funzioni sono numerose e, al netto di qualche esitazione, vengono eseguite correttamente.

La qualità percepita è generalmente positiva, con rivestimenti dall'aspetto curato, anche se alcune plastiche, in particolare nella zona del poggiabraccio, risultano meno convincenti. Un altro limite specifico dell'esemplare provato è l'omologazione per quattro posti, scelta apparsa poco pratica per un'auto di questa categoria.

Il confronto ravvicinato con Volkswagen ID.3, basata sulla stessa piattaforma MEB, ha evidenziato un'identità distinta. La Born non è stata percepita come una semplice variante stilistica: la trazione posteriore, il bilanciamento vicino al 50:50 e la taratura generale le conferiscono un carattere più dinamico. Il compromesso finale privilegia piacere di guida e comfort rispetto alla ricerca della massima efficienza, lasciando soprattutto al software e ad alcuni dettagli dell'abitacolo i principali margini di miglioramento.

Una domanda per voi

Nel giudizio su un'elettrica da viaggio, quanto dovrebbe pesare il comfort rispetto a consumi autostradali non ai vertici?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=rvKr3yTuSXQ

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer