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Cupra Born e-Boost alla prova: dinamica riuscita, freno e visibilità da rivedere
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Cupra Born e-Boost alla prova: dinamica riuscita, freno e visibilità da rivedere

5 min.

La Cupra Born e-Boost cerca un equilibrio non scontato tra dimensioni compatte, comfort quotidiano e carattere sportivo. Durante la prova, la versione con batteria da 77 kWh ha convinto soprattutto per tenuta di strada, precisione dello sterzo e versatilità dell'assetto. Non mancano però alcuni punti critici, dalla risposta del pedale del freno alla visibilità laterale, passando per comandi e interfacce che richiedono un periodo di adattamento.

Batteria da 77 kWh e trazione posteriore

La Born condivide con Volkswagen ID.3 la piattaforma MEB del gruppo Volkswagen. La gamma descritta nella prova comprende batterie da 58 e 77 kWh; quest'ultima equipaggia la e-Boost esaminata. L'autonomia dichiarata è di circa 551 km, con un consumo medio indicato di 15,8 kWh ogni 100 km. La ricarica raggiunge un picco di 11 kW in corrente alternata e di 170 kW in corrente continua.

A eccezione della versione base da 204 CV, le altre configurazioni adottano un motore posteriore da 271 CV. Per la e-Boost vengono dichiarati 310 Nm di coppia, uno scatto da 0 a 100 km/h in 7 secondi e una velocità autolimitata a 160 km/h. La batteria, raffreddata ad acqua, è collocata tra i due assi: una soluzione che contribuisce ad abbassare il baricentro e a distribuire in modo equilibrato le masse.

La carrozzeria misura circa 4,12 metri in lunghezza, 1,8 metri in larghezza e 1,5 metri in altezza, con un passo di 2,76 metri. Il bagagliaio offre 380 litri, sedili posteriori abbattibili con schema 60:40, un doppio fondo per il cavo di ricarica e un'apertura centrale utile per trasportare oggetti lunghi.

Abitacolo curato, ma con materiali non uniformi

Il primo impatto con l'abitacolo è positivo grazie ai sedili confortevoli, ai rivestimenti in microfibra Dinamica e ai dettagli color rame. Sulla versione provata i sedili anteriori dispongono di regolazione elettrica, estensione della seduta, riscaldamento e funzione massaggio. La qualità percepita non è però omogenea: alcune plastiche delle portiere risultano rigide e nella zona posteriore la cura dei materiali è inferiore rispetto alla parte anteriore.

Lo spazio dietro beneficia del pavimento piatto e della piattaforma progettata per veicoli elettrici. Anche una passeggera alta 1,75 metri ha trovato spazio sufficiente per muovere le gambe. Sono presenti attacchi Isofix ben integrati e porte di ricarica, mentre manca la climatizzazione dedicata ai posti posteriori.

La strumentazione davanti al conducente è compatta e viene affiancata da un head-up display con realtà aumentata, capace di proiettare velocità, indicazioni di navigazione, segnali stradali e informazioni degli assistenti alla guida. Il sistema multimediale da 12 pollici è orientato verso chi guida e supporta Apple CarPlay e Android Auto senza cavo. La risposta è abbastanza rapida, ma l'organizzazione dei menu non è risultata immediatamente intuitiva.

Anche alcuni comandi fisici dividono. I pulsanti soft touch sul volante restituiscono una vibrazione poco convincente, mentre il selettore di marcia collegato alla strumentazione richiede un gesto meno naturale rispetto a una leva tradizionale. Più pratica la presenza sul volante dei comandi per cambiare modalità di guida e richiamare direttamente il profilo Cupra.

Su strada è precisa senza diventare troppo rigida

Il comportamento dinamico rappresenta il punto di forza principale. Nel nostro test la Born ha mostrato una buona tenuta in curva, rollio e beccheggio contenuti e uno sterzo preciso. L'assetto non è apparso eccessivamente rigido, mantenendo un livello di comfort adeguato anche in città. Sulla vettura provata erano presenti le sospensioni a controllo elettronico, disponibili come optional per questa versione: il sistema permette di irrigidire l'auto quando serve senza penalizzare troppo la guida quotidiana.

Le modalità Eco, Comfort, Performance e Cupra consentono di modificare il carattere della vettura. È inoltre possibile viaggiare in Drive oppure in B, impostazione che aumenta la frenata rigenerativa al rilascio dell'acceleratore. L'intensità varia anche in funzione del profilo di guida, ma manca una regolazione manuale più articolata, che avrebbe consentito al conducente di adattare con maggiore precisione il recupero energetico alle proprie preferenze.

Meno positivo il feeling con il pedale del freno: durante la prova è stato necessario affondarlo sensibilmente per ottenere una frenata decisa. Non convince del tutto neppure la ripartenza automatica dell'auto quando si rilascia il freno. Sul fronte acustico, invece, la Born si è mostrata ben insonorizzata sia alle basse velocità sia nei tratti più rapidi, con fruscii aerodinamici poco invasivi.

La visibilità è condizionata dal montante anteriore molto inclinato, che può coprire una parte della visuale laterale nonostante la presenza di un piccolo elemento vetrato. Anche il lunotto posteriore inclinato limita la percezione di ciò che accade dietro. Sono aspetti da valutare soprattutto nell'impiego urbano, dove incroci e manovre richiedono una visuale più libera.

Consumi urbani e giudizio finale

Il percorso di prova ha coperto 39 km in un'ora e 45 minuti, esclusivamente in ambito urbano. La guida è avvenuta quasi sempre in modalità B e prevalentemente con il profilo Eco. Il consumo registrato è stato di 19,8 kWh ogni 100 km, quindi superiore ai 15,8 kWh ogni 100 km dichiarati. Il dato fotografa però un singolo test cittadino e non consente di formulare una valutazione definitiva sull'efficienza complessiva.

Nel complesso, la Cupra Born e-Boost emerge come una compatta elettrica confortevole, stabile e piacevole da guidare, capace di adattarsi all'uso urbano senza rinunciare a uno sprint vivace. Al momento della prova il prezzo indicato per questa configurazione era di circa 46.000 euro. Veniva segnalata anche la versione con batteria da 58 kWh, proposta a circa 41.000 euro e considerata incentivabile: un'alternativa potenzialmente interessante, ma che richiederebbe una prova dedicata per valutarne consumi, prestazioni e autonomia.

Una domanda per voi

La taratura del freno e l'assenza di una regolazione manuale della rigenerazione pesano più dei vantaggi offerti da assetto e comfort?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=RSVYbc68BjA

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!