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Crisi carburante in Russia: boom auto elettriche
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Crisi carburante in Russia: boom auto elettriche

I continui attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe stanno mettendo in crisi le forniture di benzina e diesel. In diverse regioni del paese sono già scattate restrizioni alla vendita di carburante. I prezzi, in alcune aree, hanno raggiunto livelli tra i più alti d'Europa, secondo i calcoli di Reuters. Di conseguenza, per molti automobilisti russi l'auto elettrica sta diventando un'alternativa concreta.

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Il fenomeno è già visibile nei numeri. A Mosca, il concessionario EN Cars, specializzato in marchi cinesi, ne è un esempio chiaro. La domanda è cresciuta più volte rispetto ai mesi scorsi. Lo racconta a Reuters il fondatore Yevgeniy Zabelin.

Fino a poche settimane fa l'azienda vendeva due o tre veicoli al mese. Oggi ne vende altrettanti ogni singolo giorno, sia nella fascia economica sia in quella premium.

Prezzi in salita già prima della crisi acuta

La pressione sui prezzi dei carburanti non è un fenomeno improvviso. Tra gennaio e maggio, infatti, i prezzi sono saliti di oltre il 12% rispetto all'anno precedente. Sul mercato russo dominano i produttori cinesi. Geely, Dongfeng, GAC e Chery risultano i marchi più venduti tra elettrico e ibrido, secondo l'osservatorio Autostat.

Il marchio nazionale Evolute, assemblato con kit forniti da Dongfeng, guida invece la classifica tra le elettriche prodotte in Russia.

Sergei Udalov, direttore esecutivo di Autostat, invita comunque alla prudenza. I volumi di vendita restano bassi in termini assoluti. Il motivo è semplice: produttori e importatori non erano preparati alla crisi del carburante e mancano scorte sufficienti. Se la crisi dovesse proseguire, però, Udalov si aspetta una crescita rilevante, con la Cina come principale beneficiaria.

Le immatricolazioni accelerano

Nei primi quattro mesi dell'anno sono state immatricolate in Russia quasi 3.200 nuove auto elettriche. Si tratta di un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Evolute domina con 409 unità vendute, pari al 45% del mercato. Segue il nuovo marchio russo UMO, con 184 veicoli.

La crescita più marcata riguarda però gli ibridi plug-in. Tra gennaio e maggio ne sono stati venduti oltre 24.600, con un aumento del 125% su base annua. I dati settimanali confermano l'accelerazione. Nella settimana più recente sono stati immatricolati 1.754 nuovi ibridi plug-in, quasi un terzo in più della settimana precedente. Il dato supera del 50% la media settimanale dell'anno, secondo Sergei Tselikov, a capo di Autostat

Crisi carburante in Russia: boom auto elettriche | Elettronauti.it

Anche il mercato dell'usato segue la stessa tendenza. A maggio sono state vendute 1.228 auto elettriche usate, il 25% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Un quarto di queste vendite riguarda il marchio giapponese Nissan, con 314 veicoli.

La rete di ricarica sotto pressione

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L'aumento della domanda si scontra con una rete di ricarica finora considerata un freno alla crescita del settore. Rosatom, il colosso statale dell'energia nucleare che gestisce circa 290 stazioni di ricarica nel paese, registra già effetti tangibili. Notiamo già un aumento notevole nell'uso della nostra rete, ha dichiarato il presidente di Rosatom, Alexei Likhachev. Solo nell'ultima settimana di giugno la domanda di punti di ricarica è cresciuta di circa il 40%. Il servizio di mappe digitali 2GIS conferma la tendenza: il numero di stazioni di ricarica nel paese è aumentato del 20% nell'anno terminato a luglio 2026.

La situazione varia molto in base al luogo di residenza. Un cliente di EN Cars, già proprietario di un ibrido e di un'elettrica, lo spiega bene. Non ha alcun problema con la ricarica, dice, grazie alla propria casa unifamiliare dotata di stazione privata. A Mosca, invece, ricaricare l'auto resta un problema reale. Lo stesso cliente non si aspetta comunque un aumento duraturo della domanda.

L'elettrico resta un fenomeno di nicchia

Nonostante la crescita, l'auto elettrica in Russia rimane marginale. A inizio anno risultavano immatricolate circa 80.000 elettriche nel paese, appena lo 0,2% del mercato totale. Quasi il 30% del parco circolante si concentra a Mosca. Secondo l'Association of European Business, nell'anno fiscale 2025 le elettriche hanno rappresentato lo 0,7% delle nuove immatricolazioni. I motori a benzina, invece, dominano con il 95% del mercato, mentre il diesel si ferma a circa il 4%.

In parallelo, molti proprietari di auto stanno convertendo i propri veicoli al GPL, più economico. L'uso di questo carburante è cresciuto del 35% rispetto all'anno scorso, secondo l'associazione nazionale del gas.

Likhachev resta cauto su un cambiamento strutturale del mercato. Non crede che la situazione attuale porti a una transizione immediata verso l'elettrico. Ammette però che sempre più automobilisti russi rifletteranno con più attenzione sulla scelta tra motore termico e motore elettrico.




E tu, pensi che una crisi energetica possa davvero accelerare la transizione verso l'elettrico, o si tratta di un effetto temporaneo destinato a esaurirsi con la fine della crisi? 

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Gianfranco Franzoni

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Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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